Valorizzazione della Responsabilità Sociale delle Imprese in Ticino

Description
DEASS / Titolo principale della presentazione 1 Valore TI Valorizzazione della Responsabilità Sociale delle Imprese in Ticino Autrici: Jenny Assi e Caterina Carletti Committente: Divisione dell'economia,

Please download to get full document.

View again

of 16
All materials on our website are shared by users. If you have any questions about copyright issues, please report us to resolve them. We are always happy to assist you.
Information
Category:

Beauty

Publish on:

Views: 2 | Pages: 16

Extension: PDF | Download: 0

Share
Transcript
DEASS / Titolo principale della presentazione 1 Valore TI Valorizzazione della Responsabilità Sociale delle Imprese in Ticino Autrici: Jenny Assi e Caterina Carletti Committente: Divisione dell'economia, Ufficio per lo sviluppo economico (DFE) Conferenza stampa 24 giugno Presentazione 1. Definizione 2. La CSR come fattore di competitività 3. La CSR un processo inevitabile 4. La ricerca 5. I risultati 6. Le buone pratiche 7. Conclusione: proposte operative 3 Definizione Responsabilità Sociale delle Imprese (RSI) Corporate Social Responsibility (CSR) 4 Commissione Europea 2001 L Integrazione volontaria delle preoccupazioni sociali e ecologiche delle imprese nelle loro operazioni commerciali e nei loro rapporti con le parti interessate 2011 La responsabilità delle imprese per il loro impatto sulla società. Il rispetto della legislazione applicabile e dei contratti collettivi tra le parti sociali rappresenta un presupposto necessario per far fronte a tale responsabilità. Per soddisfare pienamente la loro responsabilità sociale, le imprese devono avere in atto un processo per integrare le questioni sociali, ambientali, etiche, i diritti umani e le sollecitazioni dei consumatori nelle loro operazioni commerciali e nella loro strategia di base in stretta collaborazione con i rispettivi interlocutori, con l'obiettivo di: fare tutto il possibile per creare un valore condiviso tra i loro proprietari /azionisti e gli altri loro soggetti interessati e la società in generale; identificare, prevenire e mitigare i loro possibili effetti avversi. 5 SECO Con Responsabilità sociale delle imprese si intende la responsabilità delle imprese rispetto all impatto delle loro attività sulla società e l ambiente. Il Consiglio federale concepisce la RSI come il contributo delle imprese allo sviluppo sostenibile. La responsabilità in ambito sociale comprende una molteplicità di temi quali le condizioni di lavoro (compresa la protezione della salute), i diritti dell uomo, la protezione dell ambiente, la prevenzione alla corruzione, la concorrenza leale, gli interessi dei consumatori e la fiscalità. Il programma di azione della Confederazione si articola, a tale proposito, attorno a quattro assi strategici, di cui la SECO si farà promotrice: 1. la creazione di condizioni quadro per la diffusione della RSI (coerenza rispetto ai programmi dei singoli dipartimenti su tematiche economiche, ambientali e sociali specifiche); 2. la sensibilizzazione e il supporto alle imprese svizzere; 3. l incoraggiamento dell utilizzo della RSI nei paesi in via di sviluppo e emergenti ; 4. la promozione della trasparenza (attraverso l utilizzo del Report di Sostenibilità). Confédération Suisse, Position et plan d action du Conseil fédéral concernant la responsabilité des entreprises à l égard de la société et de l environnement, Berne, DEASS/Progetto / Titolo principale Valore TI della presentazione 6 La CSR come fattore di competitività 7 «(Il valore condiviso è) l insieme delle politiche e delle pratiche operative che rafforzano la competitività di un azienda migliorando nello stesso tempo le condizioni economiche e sociali delle comunità in cui opera. Il tentativo di risolvere i problemi sociali può migliorare la produttività aziendale in vari modi. Considerate per esempio ciò che accade quando l impresa investe in un programma di benessere per i dipendenti. La società in generale ne trae beneficio perché i collaboratori e i loro famigliari stanno meglio, e l azienda minimizza l assenteismo e le perdite di produttività. 8 CSR e competitività: «Doing well by doing good»! miglioramento della reputazione aziendale, del marchio e del prodotto! miglior accesso al credito (grazie alla trasparenza di governo e alla fiducia di gestione)! livelli più elevati di soddisfazione, fidelizzazione dei clienti e aumento delle quote di mercato! dipendenti più motivati e produttivi, minore turn over, maggiori possibilità di acquisizione di talenti e personale qualificato! minori costi legati alle assenze per malattie! maggiore innovazione, creatività e gestione dei problemi da parte dei dipendenti! migliori relazioni con le altre imprese, la comunità locale e le autorità pubbliche! maggiore risparmio sui costi! riduzione e migliore gestione dei rischi (le imprese orientate alla RSI corrono minori rischi di boicottaggio, reclami, frodi). Manuela Weber, The business case for corporate social responsibility: A company-level measurement approach for CSR, European Management Journal (2008) 26, European Commission. Opportunity and Responsibility How to help more small businesses to integrate social and environmental issues into what they do: DEASS/Progetto / Titolo principale Valore TI della presentazione 9 La CSR un processo inevitabile «Non ereditiamo la Terra dai nostri padri: la prendiamo in prestito dai nostri figli» (David R. Brower) There Is No Business To Be Done On A Dead Planet 10 11 Global Risks Map,World Economic Forum, Una molteplicità di soft and hard law Certificazioni ISO (in particolare la 26000), AA1000 Standards, EMAS, OHSAS 18001, SA8000, ecc. Normative Direttiva 2014/95/UE della Commissione europea, Uk Modern Slavery Act 2015, California Transparency in Supply Chains Act 2012, Trade Facilitation and Trade Enforcement Act 2016, Dodd Franks Act National action plans Linee guida internazionali: UN Global Compact, UN Guiding Principles on Business and Human Rights, le OECD Guidelines on Multinational Enterprises, le convenzioni ILO, il Global Reporting Initiative, ecc. Strumenti per la gestione della supply chain Il Social Life Cycle Assessment e il Life Cycle Assessment e sono linee guida complementari al tradizionale Life Cycle Costing che permettono di misurare l impatto economico, ambientale e sociale di un processo produttivo o di un servizio dalla culla alla tomba (in tutto il suo ciclo di vita). Esistono poi a titolo illustrativo altre certificazioni/assessment tools: Sedex (Supplier Ethical Data Exchange), Social Footprint, Supply chain risk assessment, human rights due diligence, ecc. 13 Il Ticino come piattaforma per la valorizzazione della RSI Definizione dei cluster indentificare quei settori che nei prossimi anni potrebbero giocare un ruolo importante nel favorire la diffusione di un economia sana in termini di benessere e prosperità (secondo il BakBasel 2014 : chimica e farmaceutica; moda; meccanica e elettronica; tecnologie, informazione e comunicazione). Identificazione dei punti di forza centralità geografica, mercato del lavoro flessibile e qualificato, sinergia tra imprese e mondo della ricerca, tassazione moderata, qualità della vita. Sfide A livello economico: la competitività dei prezzi, la sicurezza dei prodotti (sostanze tossiche e nocive alla salute), il controllo della filiera di produzione A livello sociale: le disparità salariali, il dumping salariale, la gestione e prevenzione dello stress lavorativo, la sicurezza del posto di lavoro, l accesso ad una previdenza per la vecchiaia adeguata, la crescita occupazionale indigena, l invecchiamento demografico A livello ambientale: i trasporti, l inquinamento sonoro, i consumi energetici, lo smaltimento dei rifiuti, le emissioni di CO2 ecc. DEASS/Progetto / Titolo principale Valore TI della presentazione 14 La ricerca 15 Obiettivi 1. Analizzare l'atteggiamento di un campione di imprese nei confronti del tema della CSR 2. Individuare gli strumenti di CSR utilizzati da un campione di imprese significative per il territorio 3. Identificare alcune proposte operative per sviluppare l'approccio CSR nell ambito delle politiche di sviluppo economico. Metodologia Lo studio di carattere qualitativo si è basato sulla selezione di un campione di 30 imprese e associazioni, in cui fossero adeguatamente rappresentate le diverse tipologie e i diversi settori produttivi. È stato creato a tale proposito un campione di convenienza, a partire da una serie di fattori quali: dimensioni (fatturato/numero di dipendenti) settore merceologico (alimentare, bancario, chimico-farmaceutico, distribuzione, moda, informatica, meccanica, metalli preziosi/orologeria) impatto dell impresa sul territorio (ruolo/notorietà) Le interviste si sono svolte tra il 17 settembre 2014 e il 23 aprile I colloqui hanno coinvolto uno o più responsabili principali delle imprese (proprietari, CEO, CFO, HR manager, CSR manager, ICT & Quality manager) e hanno avuto una durata media di 90/120 minuti. Le interviste sono state realizzate attraverso un questionario semi strutturato e le informazioni sono state integrate con l analisi dei siti web. A tutti gli interlocutori sono state garantite l anonimato e la riservatezza dei dati. Ringraziamo: 1. Acer Computer AG 2. Aduno SA 3. Agie Charmilles SA 4. Argor Heraeus SA 5. Bally SA 6. B-Source 7. Casram SA 8. Cerbios Pharma SA 9. Coop 10. Credit Suisse 11. Ginsana SA 12. Helsinn Advanced Synthesis SA 13. IBSA Institut Biochimique SA 14. Luxury Goods International SA 15. Medacta International 16. Cooperativa MIGROS Ticino 17. Mikron SA 18. Pamp SA 19. Precicast SA 20. Raiffeisen 21. Rapelli SA 22. Regazzi SA 23. Oleificio SABO SA 24. Schindler Elettronica SA 25. The Swatch Group Assembly SA 26. UBS SA 27. VF Corporation 28. AITI 29. Camera di Commercio 30. Centro di Studi Bancari 16 17 I risultati 18 Il sentiment Un elemento più volte citato nel corso delle interviste, di cui bisogna tenere conto, è il problema di poter operare in condizioni quadro chiare e certe e soprattutto la difficoltà di lavorare in un territorio poco accogliente e favorevole nei confronti delle imprese. La conoscenza del tema Accresciuta sensibilità Diffusa consapevolezza Limitata formazione Scarsa informazione 19 L approccio I leader - imprese che, non solo hanno fatto proprio il tema, ma lo stanno già affrontando in modo strategico e coerente con funzioni aziendali dedicate, pubblicazione di report di sostenibilità, considerando la CSR un fattore di competitività e di posizionamento di mercato. I paternalisti - le imprese che si riconoscono in una proprietà individuale o famigliare che ha trasferito i propri valori personali in ambito aziendale. L impresa assume quindi le caratteristiche di una grande famiglia orientata ad una gestione del business e delle risorse umane old style con regole etiche condivise, alto tasso di fidelizzazione ma senza un approccio organico al tema. I pratici - la CSR è un tema destinato ad essere inglobato nell attività dell impresa. Mancano di una visione approfondita del tema che tendono ad affrontare, mettendolo in relazione con la qualità e le certificazioni. Pongono grande attenzione nei confronti delle buone pratiche soprattutto quando possono contribuire ad un miglioramento dei processi, ad un contenimento dei costi e ad un misurazione concreta dei vantaggi. I follower - sono i meno preparati sul tema ma paradossalmente i più sensibili e i più curiosi, in quanto coscienti del fatto che se i big player si muoveranno in questa direzione saranno costretti in breve tempo ad adattarsi a questo approccio per non perdere quote di mercato. 20 La definizione! Il grado di sensibilità e di conoscenza di queste tematiche è senza dubbio molto cresciuto.! L area che si è sviluppata con maggior velocità è quella ambientale! L area in cui c è molta «sensibilità/attenzione», ma che al contempo necessita di una maggiore chiarezza in termini di impatto e strumenti è quella sociale (confusione sul piano teorico e assenza di una definizione condivisa) 21 Il ruolo dell impresa Ma come valutano le imprese il loro impegno in quest ambito? Il 50% del campione intervistato elabora un report di sostenibilità Tipo di rilevazione N di imprese Esiste poi un gruppo di aziende che ha avviato molte buone pratiche ma non ha ancora adottato una strategia di reporting chiara. Infine esiste una terza, seppur esigua, categoria di imprese rappresentata da coloro che, nonostante le buone intenzioni, non riescono a concretizzare la loro visione in iniziative che esulino dai normali obblighi di legge. In questo caso l impressione è che questo approccio sia più frutto di una mancanza di competenze teoriche e pratiche che di uno scarso impegno. Self assessment 7 Self assessment e esterno Assessment esterno 2 Nessun assessment La CSR un fattore di competitività? Differenza tra settori Differenza tra imprese che operano a livello di consumatore finale (B2C) rispetto ad imprese che lavorano con altre imprese (B2B). In generale, gli intervistati concordano nel riconoscere nella CSR un fattore di attrazione nell ambito delle risorse umane. I pareri differiscono quando si tratta di riconoscere un elemento di competitività a livello di mercato. In molti settori il prezzo continua ad essere il fattore discriminante a livello di scelte di acquisto, in altri prevale ancora la dimensione della qualità e della certificazione come fattore condizionante, in altri ancora la sostenibilità dell impresa e il suo approccio CSR comincia a diventare una discriminante. In generale, la valutazione in termini di competitività risente quindi di più fattori: Il grado di sensibilità del consumatore, le politiche di prezzo, l andamento del mercato, la capacità dell impresa di adottare un corretto approccio alla CSR. 23 La pressione esercitata dagli stakeholder Pressione latente (consumatori più attenti, concorrenti che cominciano a profilarsi in questo senso, imprese che influenzano i loro fornitori), ma che non trova ancora una chiara esplicitazione. Anche in questo caso le certificazioni e la provenienza geografica dei prodotti offrono a priori garanzie di correttezza e di rispetto delle regole. Il ruolo degli aspetti normativi viene citato come fattore che potrebbe produrre un accelerazione al processo ma è parere largamente condiviso che l approccio CSR sia frutto di un cambiamento culturale e di una visione aziendale di lungo periodo. Inoltre un aspetto che è stato più volte sottolineato riguarda l atteggiamento dei dipendenti. Anche in questo caso non c è una richiesta formale o una pressione perché l impresa assuma un certo tipo di atteggiamento ma l operato dell azienda incide, in modo sempre più chiaro, sulla motivazione e sulla performance dei collaboratori. 24 La scelta dei fornitori La scelta dei fornitori rappresenta una delle aree più delicate in tema di responsabilità sociale. Le imprese infatti conoscono bene i rischi di operare scelte inadeguate in questo ambito. Un fornitore irresponsabile che non opera nel rispetto delle regole, comporta un rischio elevato che nessuno è più disposto a correre. Gli scandali in alcuni settori specifici hanno messo in evidenza l importanza del controllo della catena di fornitura La sensibilità si è estesa fino a riguardare l impatto dell impresa a livello locale (fornitori del territorio). Le relazioni di prossimità agevolano lo scambio di informazioni e i controlli. La catena di fornitura sostenibile è un obiettivo strategico e un processo organizzativo in costante evoluzione, come testimoniano la diffusione delle certificazioni, gli audit sempre più approfonditi e i rapporti di sostenibilità. 25 La funzione della comunicazione A differenza di quanto rilevato nella nostra precedente ricerca, l atteggiamento rispetto alla comunicazione appare mutato. La diffusione delle buone pratiche e la comunicazione su questi temi da parte delle imprese appare sempre più una necessità. Anche se non mancano le perplessità rispetto a certi rischi, alla comunicazione viene riconosciuto il ruolo fondamentale di contribuire a cambiare l immagine delle imprese. Clima antindustriale: parte di questo atteggiamento viene attribuito ad una scarsa comunicazione sul reale operato delle imprese, ad una posizione preconcetta e scandalistica da parte dei media e alla reticenza da parte degli imprenditori ad apparire. Alle stesse associazioni di categoria viene delegato il compito di sviluppare una comunicazione più efficace. 26 Report di sostenibilità Lo strumento viene prevalentemente utilizzato per i dipendenti, per i clienti e per gli investitori. Utilizzano maggiormente questo strumento, i settori che operano a livello internazionale o che hanno una ragione sociale di tipo cooperativistico. La finalità principale consiste nel misurare l impatto delle misure adottate e, come nel caso delle certificazioni, risulta determinante l atteggiamento che l impresa assume nell elaborazione di questo documento. Se viene vissuto come un ulteriore impegno nel produrre carta, l effetto è ovviamente limitato allo svolgimento dell ennesimo compito. Se invece il report diventa uno strumento finalizzato all ottimizzazione della performance, allora l impatto presso gli stakeholder assume un altra portata. A volte la mancata realizzazione del report di sostenibilità non è dovuta ad una scarsa valutazione dello strumento ma semplicemente alla mancanza di una strategia complessiva di RSI, all assenza di competenze specifiche e alla difficoltà di impiegare delle risorse umane ed economiche da dedicare all elaborazione del rapporto. Chi ha adottato invece questo strumento esprime dei giudizi positivi e soprattutto sembra averne compreso l efficacia e l utilità. 27 La funzione della formazione È considerato un passaggio obbligatorio, la sensibilizzazione delle nuove generazioni a queste tematiche. Abbastanza diffuso anche il consenso per una formazione universitaria che tenga conto di queste competenze, soprattutto in relazione ai giovani che dovranno entrare nel mondo del lavoro portando una nuova visione. I punti di vista invece cambiano quando si parla di formazione all interno delle imprese. Di fatto nessuno degli intervistati dedica corsi di formazione specifici a questi temi pur ritenendoli argomenti essenziali. Quanto all ente erogatore della formazione, più che allo Stato, il compito viene delegato alle associazioni di categoria. Attualmente la formazione su questi temi è molto a macchia di leopardo: alcuni intervistati hanno dimostrato una buona competenza sul tema, acquisita non solo attraverso le esperienze sul campo ma anche con una formazione teorica. In altri casi la preparazione è risultata quasi assente. DEASS/Progetto / Titolo principale Valore TI della presentazione 28 Le buone pratiche Per buona pratica si intende un iniziativa intrapresa dall azienda al di là degli obblighi imposti dalla legge, che genera un impatto positivo su alcune categorie di stakeholder. L obiettivo consisteva nel cercare di raccogliere una panoramica generale dei vari interventi e non di effettuare un analisi specifica delle singole buone pratiche. 29 Le buone pratiche Area Mercato Risorse umane Iniziativa! Gestione responsabile della catena di fornitura! Qualità del prodotto! Sicurezza dei prodotti! Soddisfazione del cliente! Rilevamento grado di soddisfazione! Formazione e piani di carriere! Sistema di retribuzione e benefits! Assicurazioni e previdenza integrativa! Creazioni e mantenimento! posti di lavoro! Diritti dei lavoratori! Sicurezza! Partecipazione attiva all interno del processo decisionale! Conciliazione famiglia/lavoro! Salute e benessere! Piano trasporti! Diversity management! (età, etnia, gender, ecc.) Area Comunità Ambiente Iniziativa Comunicazione! Interna! Esterna! Fondazione aziendale! Filantropia e donazioni! Sponsorizzazioni! Volontariato d impresa! Sostegno a una causa! Cause related marketing! Promozione di un comportamento socialmente responsabile! Altre collaborazioni con ONG o l Amministrazione pubblica! Risorse utilizzate (materie prime, consumo idrico, energia)! Rifiuti (smaltimento rifiuti)! Inquinamento (inquinamento aria, inquinamento acqua, contaminazione suolo, bio-diversità)! Trasporti (personale, merci) Alto potenziale: Rendere le buone pratiche visibili per favorire una nuova cultura, fare sistema e favorire la competitività del territorio DEASS/Progetto / Titolo principale Valore TI della presentazione 30 Conclusione: proposte operative 31 ValoreTI 1. Stakeholder forum 2. Portale per la promozione della RSI 3. Campagne di sensibilizzazion
Related Search
Similar documents
View more...
We Need Your Support
Thank you for visiting our website and your interest in our free products and services. We are nonprofit website to share and download documents. To the running of this website, we need your help to support us.

Thanks to everyone for your continued support.

No, Thanks