Riclassificazione Urbanistica Preliminare di Piano Legge Regionale 22 dicembre 2004 n.16, art.39 Regolamento 4 agosto 2011, n. 5

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1 Comune di Marcianise Provincia di Caserta - Regione Campania Riclassificazione Urbanistica Preliminare di Piano Legge Regionale 22 dicembre 2004 n.16, art.39 Regolamento 4 agosto 2011, n. 5 Dati Catastali:

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1 Comune di Marcianise Provincia di Caserta - Regione Campania Riclassificazione Urbanistica Preliminare di Piano Legge Regionale 22 dicembre 2004 n.16, art.39 Regolamento 4 agosto 2011, n. 5 Dati Catastali: NCT Comune di Marcianise (CE), foglio 24, particelle Progettista 2 Indice Premessa 1.0. Il contesto di riferimento I piani, le norme e i vincoli sovraordinati 3.0. Il Piano Territoriale Regionale 4.0. Il Piano Stralcio per l Assetto Idrogeologico del Bacino Campania Nord Occidentale 4.1. Norme di Attuazione del Piano Stralcio per l Assetto Idrogeologico del Bacino Campania Nord Occidentale 5.0 Il Piano Regolatore dell ASI di Caserta 6.0. I beni culturali e paesaggistici 7.0 Il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale di Caserta 8.0. Gli strumenti complessi e del partenariato. La pianificazione strategica 9.0. Gli strumenti urbanistici generali 9.1. Il Prg del La variante generale del La variante generale del Dati catastali dell'area da riclassificare Conclusioni 3 Premessa L'area in oggetto di riclassificazione urbanistica è individuata in Catasto Terreni del comune di Marcianise (CE) al foglio di mappa n.24, particelle 37, 60, 419, 5240, collocato a ridosso della S.S. n.87 Sannitica ; su tale fondo è stato collocato fin dall anno 1947 un apparato radiotecnico di ricezione e trasmissione costituito di una antenna ed accessori, adeguato nel corso degli anni sotto l aspetto tecnologico e funzionale, di proprietà della Società RAI in esecuzione di relativo contratto di locazione, nella ridefinizione dell assetto urbanistico avvenuto con variante al P.R.G. adottata con Delibera di C.C. n.365 del , approvata con Decreto del Presidente della Giunta Regionale della Campania n.3614 del , pubblicata sul B.U.R.C. n.28 del , nonché con variante normativa al P.R.G. Comunale adottata con Delibera C.C. n.22 del , approvata con Decreto del Presidente della Provincia di Caserta n.1371 del , pubblicata sul B.U.R.C. n.63 del , il Comune di Marcianise ha conformato il fondo perimetrale all antenna come Zona omogenea F4 e cioè a dire come zona destinata a verde di rispetto dell antenna RAI; alla scadenza del contratto il proprietario del fondo ha chiesto il rilascio degli immobili liberi e vuoti dell antenna e di ogni cosa correlata; liberazione avvenuta in esecuzione volontaria della Sentenza n.385/2012 emessa in data dal Tribunale di Santa Maria C.V. Il propietario con istanza assunta al Prot Com. n.3455 dell ha chiesto al Comune di Marcianise di prendere atto della rimozione dell antenna e di provvedere conseguentemente alla riclassificazione urbanistica del fondo di sua proprietà; dopo alterne vicende, persistendo l inerzia da parte dell Ente comunale la Provincia di Caserta ha esercitato il potere sostitutivo ed ha proceduto con il Decreto Presidenziale n.07 del a nominare il Commissario ad acta presso il Comune di Marcianise per provvedere per gli adempimenti consequenziali; in data , lo scrivente ha provveduto ad insediarsi presso il Comune di Marcianise; Richiamata la precedente propria con Determina n.3 del con la quale è stato approvato uno schema di Rende Noto attraverso il quale raccogliere la disponibilità di soggetti di cui all art.46 del D.L.vo n.50/2016 ai quali, in seguito, affidare gli incarichi ai sensi dell art. 36, c. 2 lett. a), dello stesso D.L.vo n.50/2016; Fonte: Determinazione del Commissario AD ACTA N.4 10/05/17 4 Inquadramento In rosso l'area da riclassificare. Il contesto di riferimento. I tempi di trasformazione dei sistemi territoriali hanno subìto negli ultimi decenni una progressiva accelerazione. I mutamenti più significativi della geografia urbana napoletano casertana sono partiti nella seconda metà degli anni 60, quando, principalmente per effetto dell intervento straordinario, sono stati istituiti e avviati alla realizzazione gli agglomerati industriali previsti dai Piani regolatori delle Aree di Sviluppo Industriale (ASI) di Napoli e di Caserta; si è consolidata l espansione a macchia d olio dei centri urbani dovuta alla sostenuta domanda di abitazioni derivante dall urbanesimo e dal reddito mediamente crescente; si sono infittite le infrastrutture viarie e ferroviarie realizzate in regime straordinario successivamente al terremoto del In coordinamento tra i piani ASI di Napoli e di Caserta fu previsto l Asse di supporto come spina strutturale del comprensorio. A seguito del terremoto del novembre 1980, con i poteri straordinari attribuiti al Presidente della Regione, fu avviata la realizzazione di importanti opere infrastrutturali, delle quali alcune già previste dal Piano regolatore dell ASI ma non realizzate. Tra queste: - l Asse mediano (intermedio tra la Circumvallazione nord di Napoli e l Asse di supporto ) da Pomigliano a Qualiano, dove si innesta sulla Circumvallazione; - la strada di raccordo, in direzione nord sud, di connessione dell asse di supporto con l asse mediano; - l Asse di andata al lavoro, anch esso in direzione nord sud, tra l agglomerato ASI di Casoria Arzano - Frattamaggiore e l asse di supporto, che interseca l asse mediano; - l asse Centro Direzionale Ponticelli Cercola Pomigliano d Arco. Se si considerano anche le due autostrade Napoli Roma e Napoli Canosa (che per i tratti rispettivamente fino a Caserta e a Pomigliano d Arco sono interni all area conurbata) e la A30 Caserta Salerno, si riconosce la fisionomia di un sistema infrastrutturale imponente. Di tale sistema sono parte essenziale le ferrovie, attualmente interessate dal processo di integrazione in forma di grande rete metropolitana tra la Cumana-Circumflegrea, i vari rami della Circumvesuviana, l Alifana (ancora in costruzione) e le varie tratte FS in procinto di assumere il rango appunto metropolitano per effetto dell entrata in esercizio dell Alta Velocità. Di tale rete su ferro fanno parte i grandi scali come l interporto di Marcianise e la stazione porta di Afragola. Per effetto della localizzazione degli agglomerati delle Aree di Sviluppo Industriale si è verificata la saldatura tra le aree urbanizzate napoletana e casertana. Le aree pianeggianti erano naturalmente predisposte all accoglimento delle iniziative straordinarie a favore dell industria: per il più facile collegamento con i nodi di trasporto; per l accessibilità delle aree urbane ove si concentrano le 6 attività terziarie di supporto; per la più agevole realizzazione delle opere di urbanizzazione interne agli agglomerati. Lungo la direttrice autostradale Napoli Roma si toccano sul confine provinciale gli agglomerati di Caivano (Pascarola) e di Marcianise; altri agglomerati sorsero in piena campagna. Tali localizzazioni furono decise dai Consorzi ASI mediante Piani regolatori che avevano, per legge, valore ed efficacia di Piani Territoriali di Coordinamento. Con ciò veniva riconosciuta la funzione prioritaria e strutturante dell industria anche nell assetto territoriale. Si è così sovrapposta ad una struttura territoriale povera, fatta di centri abitati di prevalente origine rurale, una seconda struttura moderna e di grande scala, fatta di fabbriche e di infrastrutture di trasporto. I due contesti sono rimasti per molti aspetti estranei l uno all altro, conformando un territorio per così dire a due velocità : il primo in gran parte spontaneo e povero di servizi, con spiccata tendenza all espansione; il secondo pianificato e forzato dai meccanismi dell intervento straordinario. La costruzione dell interporto, certamente favorevole all economia del comprensorio, va producendo ulteriore tensione per l'addensarsi nel nodo Marcianise-Maddaloni di una forte ed accelerata movimentazione di merci. La realizzazione rende plausibile la prospettiva di una caratterizzazione come testata interna dell'asse industriale Capodichino-Marcianise. Il suo territorio appare sollecitato da due diverse tensioni, che si sovrappongono allo storico tracciato della centuriatio. Una in direzione nord-sud, di prevalente urbanizzazione industriale fino a Capodichino. L altra in direzione est-ovest, di prevalente urbanizzazione residenziale, lungo la SS.265, da Maddaloni a S.Marco Evangelista a Marcianise-Capodrise, che molto probabilmente risentirà della polarizzazione che l aeroporto di Grazzanise eserciterà a occidente. Nelle sedi politiche e scientifiche si erano accesi appassionati dibattiti sulle teorie di localizzazione delle attività produttive nelle aree da sviluppare.4 Ma è facile ritenere, col senno di poi, che non si potesse comprendere, all epoca, la vera portata di una politica settoriale, che vedeva nell industrializzazione finanziata dallo stato l unica vera possibilità di sviluppo, trascurando così l integrazione tra i diversi settori produttivi per lo sviluppo delle aree depresse. Per le cause concomitanti della fine dell intervento straordinario - che aveva favorito, con generosi incentivi, l insediamento negli agglomerati ASI di unità locali di grandi gruppi - e dell innovazione tecnologica - che con l informatica, la telematica e la robotica ha fortemente ridotto l occupazione di mano d opera a basso grado di qualificazione - molte delle fabbriche degli agglomerati sono state tra le prime a subire il sacrificio. Erano infatti realtà dipendenti da cervelli esterni, che avviavano altrove la sperimentazione di diversi modelli produttivi e trasferivano verso aree a basso costo della mano d opera le attività tradizionali. Mentre faticosamente si avviavano, dai primi anni 90, le forme di 7 contrattazione e di concertazione destinate a perseguire il cosiddetto sviluppo endogeno (Patti territoriali, Contratti d area, PRUSST, PIT), alternativo a quello esogeno dell intervento straordinario, alcuni agglomerati, progressivamente emarginati, si sono trasformati in ambiti in degrado in un contesto territoriale in degrado, con capannoni abbandonati e superfici fondiarie non utilizzate. Ma non è questo il caso dell agglomerato di Marcianise, la cui utilizzazione - in linea con le tendenze dell economia postindustriale è stata progressivamente intensificata mediante attività del terziario e della grande distribuzione, ed è assurto così ad un ruolo di primato per la nascita di importanti poli attrattivi di livello europeo (come il Tarì, il Polo orafo, il Polo della Qualità, il grande cinema multisala), la cui autostradale, ancora congestionato nelle ore di grande afflusso. dimensione ha richiesto il potenziamento dello svincolo L armatura urbana della provincia di Caserta può dirsi articolata in due principali conurbazioni, cui si aggiunge la dispersione di un certo numero di centri isolati nelle aree meno dense, soprattutto a nord del territorio provinciale. La prima e più vasta conurbazione, della quale fa parte Marcianise, si snoda lungo il corso della via Appia da Capua a Maddaloni passando per il capoluogo. La collana di poli ha come altro supporto la linea FS Roma Caserta Cancello. In posizione decentrata rispetto allo sviluppo lineare si colloca il nodo Marcianise-Capodrise, lambito dal ramo FS Caserta Aversa Napoli. La seconda conurbazione è costituita dalla città aversana, caratterizzata dall importante nodo FS i Aversa, che si snoda lungo la linea FS Villa Literno Aversa Napoli ed è fortemente integrata con la densa area a nord di Napoli anche per effetto del sistema infrastrutturale già ricordato. Il sistema territoriale cui appartiene Marcianise si incardina sulla struttura di trasporto costituita dal futuro aeroporto di Grazzanise, dalle sue connessioni con la rete intermodale Nola- Marcianise (Interporto) e dalla linea FS dell Alta Velocità. E' presumibile che i maggiori effetti di impatto della stazione TAV di Afragola e delle funzioni attratte potranno diffondersi, come area di prima gravitazione, sulla fascia mediana della piana campana che va dall aversano al nolano. Sono anche rilevanti le previsioni delle FS relative alla direttrice interna Tirreno-Adriatico, interessata dal raddoppio della Caserta-Benevento-Foggia, per la quale si prevede anche la connessione con la linea AV a nord di Capua. Su questa direttrice verrà in ogni caso a realizzarsi un rilevante potenziamento del corridoio plurimodale (strade e ferrovie) per la Puglia. Il quadro del nuovo assetto strutturale e funzionale della rete ferroviaria si completerà con l instradamento del traffico merci sulla direttrice Roma-Cassino-Sarno-Salerno, con connessioni all interporto di Marcianise, sito a ridosso dei mercati di produzione e consumo del napoletano, del casertano e del nolano. Gli effetti di tali potenziamenti infrastrutturali si risentiranno sul sistema insediativo da Capua-S. Maria C.V.- Caserta, e, al livello gerarchico immediatamente successivo, su quello di Macerata Campania- Portico di Caserta-Recale-Capodrise e Marcianise. Il territorio comunale di Marcianise si estende, 8 per 30,78 kmq, al centro di quel vasto territorio, a forte tradizione agricola, compreso fra Napoli, Capua ed il mare, conosciuto come Terra di Lavoro, l antica Liburia, che corrisponde all antico Ager Campanus, delimitato a nord dal Volturno, ad est dai Monti Tifatini, e attraversato dal fiume Clanio, poi irreggimentato nei Regi Lagni. Questo territorio è suddiviso ed organizzato dalla centuriazione romana, permanenza ancora forte nella struttura e nella morfologia del territorio. Essa è costituita dall incrocio di assi paralleli, i limites, che corrispondono ai cardines e ai decumani urbani, i primi in direzione est-ovest e i secondi in direzione nord-sud. Limitata dal gruppo montuoso a nord-est di Maddaloni e interrotta a nord-ovest e sud-est dal sistema delle acque formato dal fiume Volturno, dai Regi Lagni e dal fitto reticolo di canali ad essi collegati, la maglia centuriale mantiene, nell area in esame, una definizione ed una continuità straordinarie. Le grandi trasformazioni strutturali e morfologiche di Marcianise hanno inizio nella seconda metà del secolo scorso, quando, dopo la guerra, si avvia la crescita edilizia in risposta alla forte domanda abitativa e per effetto del rapido e disordinato sviluppo economico. Per i motivi sintetizzati all inizio, oggi Marcianise appare come un centro in forte transizione, sospeso tra un passato di borgo agricolo - che non vuole ripudiare - e la forte concentrazione industriale che ne fa una delle principali agglomerazioni industriali del Mezzogiorno. Un centro spaccato, anche visivamente, in due: una residenza insufficientemente attrezzata, con standard e modalità ancora rapportate alla vita agricola, e l agglomerato ASI, distinti e contrapposti, con le loro forme e le loro esigenze. In sostanza, la vita e l assetto territoriale di Marcianise sono espressione dell evidente frattura tra i forti meccanismi di sviluppo esogeno (intervento straordinario) e le conseguenze insediative delle azioni di tipo endogeno, molto diversificate per qualità, che lasciano, anche visivamente, grandi terre di nessuno a dimostrazione della difficoltà che la realtà locale ha incontrato nel tenere il passo con le grandi azioni decise prevalentemente al livello centrale. Tale divaricazione si riflette anche nel dualismo economico produttivo, che vede il grande sistema manifatturiero e del terziario affiancato, ma in un certo senso contrapposto, all agricoltura. Tale dualismo rappresenta in realtà una grande risorsa: l integrazione delle due economie in termini di complementarietà potrebbe potenziare il ruolo di Marcianise non solo nell ambito provinciale. La residua coltura del tabacco, l allevamento della bufala e la coltivazione degli ortaggi offrono un reddito competitivo, che non va trascurato nonostante il peso ridotto degli addetti al settore. La natura agricola ha caratterizzato con forza l immagine fisica di Marcianise, nella quale permane un tipo abitativo che ha la sua radice nella corte campana e che si è evoluto verso la casa unifamiliare a cortina, mantenendo alcuni caratteri anche nelle più recenti costruzioni abusive, come la relativa chiusura sulla strada, l ampio androne, il cortile interno, la muratura di tufo, le facciate con balconi, i ballatoi interni, l orto o il giardino anche di dimensioni minime. La più recente espansione è 9 avvenuta anche per effetto di componenti spontanee, con l occupazione di estese superfici. Il che ha comportato la quasi saturazione del mercato abitativo con la notevole disponibilità di appartamenti sfitti e/o invenduti. Nel territorio comunale di Marcianise è presente una relativa varietà di funzioni con diverse tipologie di attrezzature collettive prevalentemente pubbliche; sono numerose le sedi commerciali e i manufatti produttivi, ubicati in maggioranza all interno dell agglomerato ASI. La maggior parte delle attrezzature pubbliche sono dislocate nell area centrale del tessuto urbano; le zone periferiche di recente formazione ne sono gravemente carenti e soltanto nel grande rione di edilizia residenziale pubblica sono presenti in prevalenza attrezzature scolastiche, le più diffuse nell intero territorio, con diversi istituti per l istruzione superiore e la sede del corso universitario di Disegno industriale della facoltà di Architettura della Seconda Università di Napoli. Va poi menzionato l ospedale, con la sede nel centro urbano e quella esterna, più recente. Non mancano i manufatti dismessi, in prevalenza ad originaria destinazione produttiva, ubicati anche in adiacenza al tessuto residenziale. I tessuti urbani di cui è costituita la città storica di Marcianise sono il prodotto di una sedimentazione progressiva di elementi - spesso anche poveri, sia nella qualità architettonica che nei materiali all interno di una forte maglia strutturale e secondo una logica insediativa riconoscibile anche nei tessuti più recenti. La conoscenza delle regole di costruzione della città storica può costituire una base importante per la definizione di criteri per la riqualificazione dei tessuti consolidati nel rispetto dell identità storico-architettonica e delle logiche insediative tradizionali. Il tessuto antico ha subito un consistente addensamento, dovuto sia all occupazione parziale degli spazi aperti interni alle corti, sia alla trasformazione del costruito con frequenti sostituzioni soprattutto degli edifici a corte con edifici in linea o a blocco, generalmente a tre livelli fuori terra, il primo dei quali presenta spesso sulla strada un porticato a destinazione commerciale. E stato così alterato in modo irreversibile uno dei caratteri più evidenti della morfologia urbana, quello della continuità e compattezza delle cortine edilizia lungo le strade. Frequente rimaneggiamento è quello col quale, sia all interno delle corti che sulle facciate lungo le strade, le tipologie preesistenti vengono stravolte sostituendo la scala aperta con un blocco scala interno al corpo di fabbrica e con la trasformazione del ballatoio in balcone continuo a sbalzo. La Variante generale al PRG del 1957, adottata nel 1977 e approvata nel 1983, era impostata sull interpretazione del Piano ASI come strumento calato dall alto, del tutto indifferente agli assetti configurati dalla strumentazione comunale e pesantemente condizionante le potenzialità di sviluppo connesse alla valorizzazione delle risorse esistenti, in primo luogo quelle agricole: all agricoltura il Piano ASI sottraeva suoli ad alta produttività ponendo in maniera preoccupante la competizione industria-agricoltura. Alla presenza dell agglomerato industriale veniva anche addebitato il fenomeno migratorio, che ha determinato la forte crescita demografica registrata nel 10 Comune di Marcianise dal Pertanto la politica di gestione e di sviluppo a base della variante era quella della massima utilizzazione del patrimonio edilizio, riducendo al minimo le aree di nuovo insediamento, anche per tutelare le aree agricole già fortemente penalizzate dall estensione dell agglomerato ASI. La successiva Variante del 1996, era finalizzata essenzialmente sulla riconfigurazione e integrazione delle zone D, destinate alla attività produttive I piani, le norme e i vincoli sovraordinati Il comune di Marcianise è assoggetta
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