Requisitoria nel procedimento penale contro ERRI DE LUCA. del Sost. Proc. Dott. Antonio RINAUDO. Torino, 21 Settembre PDF

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Requisitoria nel procedimento penale contro ERRI DE LUCA del Sost. Proc. Dott. Antonio RINAUDO Torino, 21 Settembre 2015 Partiamo da quella che è l'imputazione che viene mossa oggi ad Erri De Luca. Il tutto nasce da un articolo che era stato pubblicato su la Repubblica a seguito di un'intervista dell'allora Capo Procuratore della Repubblica, Dottor Caselli, in relazione all'arresto di due appartenenti al centro sociale Askatasuna. Tutto avviene nella notte del 30 di agosto. Costoro vengono trovati in possesso di una serie di oggetti, fra i quali ordigni incendiari, destinati alla confezione di bombe molotov, altri attrezzi, fra cui cesoie, funi, eccetera. In questa intervista, nella quale l allora Procuratore sottolineava la circostanza che vi fosse un silenzio ed una sottovalutazione del fenomeno, vi era anche da parte del medesimo la sollecitazione di evidenziare il pericolo di una deriva terroristica del fenomeno. E da qui prende spunto l'intervista che un giornalista di Huffington Post fa ad Erri De Luca e nella quale gli pone due domande precise e specifiche su quella intervista: Lo scrittore Erri De Luca, raggiunto al telefono, commenta con scarne parole l'accusa che il Procuratore Caselli lancia nei confronti degli intellettuali che a sinistra sottovalutano pericolosamente l'allarme terrorismo . Caselli non fa i nomi dei conniventi, mentre lo scrittore ha firmato un intervento durissimo nel volume appena uscito, Nemico Pubblico . Ieri due ragazzi appartenenti ai NO TAV - è importante questa premessa, anche sulla base di quella che è stata poi la risposta che, in sede di interrogatorio, in questa udienza, ha dato l'imputato - sono stati arrestati mentre trasportavano in macchina molotov, maschere antigas, fionde, cesoie, chiodi a quattro punte e altro materiale destinato, secondo gli investigatori, a danneggiare i cantieri dell'alta Velocità . Domanda: Erri De Luca, ha ragione il Procuratore quando paventa il terrorismo NO TAV? . La risposta secca: Caselli esagera . Forse esagera, ma in macchina i due ragazzi arrestati avevano caricato molotov . Sì, pericoloso materiale di ferramenta, proprio quello che normalmente viene dato in dotazione ai terroristi. Mi spiego meglio. La TAV va sabotata, ecco perché le cesoie servivano, sono utili a tagliare le reti . Ulteriore domanda: Sono leciti anche quando colpiscono aziende che lavorano - questo è un altro aspetto importante per l'effetto che le parole di De Luca possono avere prodotto - colpiscono aziende che lavorano per l'alta Velocità come quella di Bussoleno chiusa per i continui danneggiamenti? Non si rischia un conflitto tra lavoratori e valligiani? . La TAV non si farà, è molto semplice. La posizione è chiara, ma è antitetica a quella presa dal Governo; non è una decisione politica, bensì una decisione presa dalle banche e da coloro che devono lucrare a danno della vita e della salute di un'intera valle . Di questo passo - afferma Caselli - arriveremo al terrorismo. Lei invece quale soluzione propone? . Non so cosa potrà succedere, mi arrogo però una profezia: la TAV non verrà mai costruita.ora l'intera valle è militarizzata, l'esercito presidia i cantieri, mentre i residenti devono esibire i documenti . Qualche giorno dopo, in un'altra stringata intervista all'ansa, risponde così: Resto convinto che il TAV sia un'opera inutile e continuo a pensare che sia giusto sabotare quest'opera . Da queste frasi nasce l'attuale processo per il quale De Luca deve rispondere del reato previsto dall'art. 414, comma 1, numeri 1 e 2, c.p. Allora, per comprendere se effettivamente queste parole hanno quell'effetto istigatorio, che gli si vuole attribuire e che noi riteniamo che abbiano, bisogna fare un piccolo passo indietro e comprendere qual è il contesto storico-ambientale in cui tutto questo si colloca. pag. 2 Qui si dice: La TAV va sabotata , ma è il TAV che va sabotato secondo il lessico corretto. Il TAV, cioè questo treno ad alta velocità, presuppone la costruzione di infrastrutture ed allora l'oggetto e l'attenzione di quelli che sono gli antagonisti a questo fenomeno riguardano il cantiere. Su questo il teste Petronzi, sentito nell'udienza di marzo, ha fornito una ricostruzione dettagliata, partendo dal 2005 per arrivare ai giorni nostri. Ha fatto riferimento alla prima parte della vicenda con il cantiere di Venaus ed ha poi ripercorso tutte le tappe fino al Come Lei sa, dopo i fatti del dicembre del 2005 fino al 2011, vi fu una sospensione. Solo nell'aprile del 2011 vi è un primo tentativo da parte del Governo e dell'impresa, cui è stata demandata la costruzione, di poter impiantare il cantiere. Tutto questo sfocia poi negli scontri del 27 giugno e del 3 luglio Vi era quella forte resistenza in valle che impediva l'accesso alle maestranze, tant'è che per impiantare il cantiere si dovette ricorrere all'intervento della Polizia, che il 27 di giugno riuscì finalmente a sgomberare. Ricordi, Signor Giudice, il riferimento alla barriera Stalingrado che le ha fatto il teste Petronzi. In quel periodo era stata istituita quella che venne chiamata la libera Repubblica della Maddalena, dove il transito era condizionato dall'esibizione di documenti che erano stati prodotti da questa nuova entità. Vi erano dei check-point, tant'è che si è fatto anche riferimento al fatto che non solo le maestranze, ma addirittura la Forza Pubblica, i Carabinieri non potevano entrare in quel territorio, in quell'enclave. Solo, quindi, il 27 giugno si riesce ad accedere. Il 3 luglio LTF inizia l'insediamento del cantiere e vi è quella nuova manifestazione del Movimento che cerca di riprendersi l'area con un assedio che ha delle caratteristiche di violenza tale che ha portato poi ad un processo, che si è concluso solo all'inizio di quest'anno. pag. 3 Ma non è che dal 3 luglio, dopo che il cantiere viene insediato, l'attività di assedio cessa. Abbiamo ulteriori attacchi, ma cambiano le modalità e questo è importante: iniziano quelli che sono gli attacchi notturni. Abbiamo una serie di attacchi che arrivano fino a far sì che il Governo, nel gennaio 2012, in ragione proprio di questa situazione di estrema tensione e pericolo che si stava creando e che si era creata, dichiara l'area sito di interesse strategico nazionale. Non solo, ma con un dispositivo di vigilanza: un dispositivo di vigilanza fatto da militari, di quasi 400 militari. Ciò non per occupare la Val di Susa, ma per difendere esclusivamente il cantiere, per consentire agli operai di lavorare, tant'è che il cantiere viene strutturato non con delle recinzioni, come sono quelle solite che si adottano quando si impianta un cantiere. Abbiamo delle recinzioni che hanno un'altezza fino a 3 metri, una doppia recinzione, la cosiddetta concertina, vale a dire il filo spinato, tutto questo per impedire non ad estranei di guardare, ma per impedire l'accesso, per fare in modo che non si impedisca l'attività degli operai. A seguito di questo la situazione non muta, tant'è che abbiamo ulteriori attacchi, sempre più violenti, dal gennaio del 2012 sino all'agosto del 2013, che é questo il periodo che a noi interessa. E poi abbiamo l'episodio clou di questi attacchi, che è quello famoso, ormai, e conosciuto del 13 maggio, dove circa una quarantina di militanti prendono d'assedio il cantiere con modalità di guerriglia: bloccano i cancelli, un attacco di tipo definito paramilitare, con attacchi diversificati, con ordigni incendiari e armi da guerra, vale a dire bombe molotov. E qui sono significative due pubblicazioni, che Le cito, nella quali si fa riferimento a quest'attacco del 14 maggio, che per la prima volta viene etichettato come sabotaggio. Abbiamo una prima pubblicazione che è del mensile anarchico Invece dell'ottobre 2013, il numero 27, dove si ripercorre quella che è la storia del pag. 4 sabotaggio, con richiami al luddismo inglese ed a Emile Pouget ed alla sua nota pubblicazione sul sabotaggio. Ma quello che è più significativo è ciò che viene scritto sul mensile Lavanda , il numero 4 che abbiamo prodotto, in cui vi sono alcuni passaggi significativi: I mesi scorsi hanno visto emergere un'ulteriore forma del tempo. Gli attacchi notturni che da settembre a maggio hanno a più riprese colpito il cantiere non sono lodevoli solo per la loro crescente efficacia materiale, la capacità di infliggere danni al nemico, ma anche per la loro tempistica, e ciò sia in chiave esecutiva sia in chiave progettuale. Non è tempo di trionfalismi, né di fronzoli retorici, oggi meno che mai. Il Movimento vive le sue difficoltà, è inutile negarlo. Il fortino militare allestito in Clarea, gli oltre alberi abbattuti, i lacrimogeni sparati in faccia agli arrestati, i processi, le distruzioni dei presidi, le zone rosse, i 700 indagati sono segnali concreti della guerra che lo Stato muove alla Valle. In Clarea se non si va attrezzati ci si fa male, oppure si rischia di doversi limitare alla testimonianza. Le iniziative annunciate vengono contenute. Quelle improvvise e risolute colgono nel segno, ma non possono essere da sole la trama di quest'epica lotta, pena il ruolo di sostenitori a distanza che resterebbe ai più. L'assunzione collettiva da parte del Movimento di una recente assemblea popolare della pratica del sabotaggio mostrerà davvero la sua rilevanza nella misura in cui tutti e ciascuno sapranno gettare una manciata di sabbia nei mille ingranaggi della macchina del TAV . Anche uno dei leader del Movimento, Perino, in un intervista dell estate del 2013, cita la necessità di ricorrere al sabotaggio in relazione al problema dell'arrivo della talpa - e la talpa è quel macchinario che era destinato a scavare - e, proprio per questo, si continua a parlare di sabotaggio. Ma quando ci si rende conto che per la situazione logistica ed ambientale diventa difficile continuare ad attuare l'attacco al cantiere per la predisposizione di mezzi e tutela, si cambia strategia. E ce lo dice il Dottor Petronzi alla pagina 18 pag. 5 della trascrizione, dove gli obiettivi o l'obiettivo non è più solo direttamente il cantiere, ma si passa alle ditte: tra l'altro, viene anche citato l'episodio dell'attacco a quell'operaio. E qui viene anche citata la risposta che viene data dal Movimento sul sito notav.info con quel documento, sempre in relazione all'attacco fatto a quest'operaio: Chi la fa, chi devasta se l'aspetti . Abbiamo ancora gli attacchi del 10 luglio e del 19 di luglio che vengono attuati con strumenti - e questo è importante che sono sequestrati: in particolare quelli del 10 luglio, di cui abbiamo prodotto le foto, mentre il 19 luglio vengono arrestati sette esponenti della componente, che aveva attaccato il cantiere, ed il 10 luglio sul terreno rimane tantissimo materiale. Perché è rilevante il materiale sequestrato? Perché, come vedremo e come Le abbiamo dimostrato attraverso le produzioni, tra il materiale che viene sequestrato il 30 di agosto - Lei su questo episodio del 30 di agosto ha una chiara descrizione fatta dal Dottor Petronzi, che è riportata nelle pagine 22 e seguenti della trascrizione del 16 marzo vi sono, oltre a quegli ordigni incendiari, a quelle cesoie e ad altro, anche quei tubi destinati a lanciare gli ordigni, delle sorte di mortai. Subito dopo, nella stessa notte, viene portato un attacco a una ditta con l'incendio di tre mezzi: la ditta è la GEOMONT. Interviene l'intervista di Erri De Luca, quella che abbiamo citato. Dopo l'intervista riportata il 1 settembre, mentre lui rende l'intervista, l'episodio GEOMONT non è ancora a conoscenza dei media e quindi non si fa riferimento a quell'episodio, si fa riferimento solo all'episodio dell'arresto dei due. Comunque, dopo l'intervista, abbiamo un attentato alla ditta ITINERA, dove vengono bruciati più di dieci automezzi, e poi ancora il 12 settembre l'attacco alla ITALCOGE di Gravere. Su domanda della difesa ed anche incidentalmente da parte di quest'ufficio si è chiesto se a seguito di quello che era avvenuto e soprattutto in riferimento al sabotaggio, vi fosse nella pubblicistica d'area una presa di posizione. pag. 6 Ebbene, il Dottor Petronzi fa riferimento a due numeri di Lavanda , uno dell'ottobre 2011, che è chiaramente antecedente ai fatti più significativi, dove non si parla ancora di sabotaggio esplicitamente, ma si fa riferimento in un articolo a Sabot: zoccolo di legno che blocca un ingranaggio meccanico come forma di resistenza. La parola sabotaggio reca in sé quest'immagine . Un ingranaggio meccanico bloccato come forma di resistenza. Si dice: Se qualcuno indicasse le reti, le ruspe, le trivelle e le strade che conducono al cantiere, i rifornimenti per il personale e i luoghi di pernottamento, metterebbe tutti d'accordo in un sol colpo. Tutte le pratiche fanno parte della medesima trama, con i suoi passaggi e le tempistiche suggeriscono di una storia contro la storia . Ma significativo è, invece, quello che viene scritto nel numero 5 di Lavanda . L articolo è molto articolato, Lei ricorderà che Le viene sintetizzato come un presunto dialogo fra un antagonista e un componente del Movimento e dove alla pagina 2 si legge: i sabotaggi sono importanti , i sabotaggi mettono in difficoltà lo Stato , i sabotaggi sono più precisi di qualsiasi altra azione. Poi alla pagina 3: I sabotaggi sono stati importanti, al di là della loro stessa entità materiale, innanzitutto perché hanno risollevato gli animi . Se Lei avrà il tempo di leggere lo scritto di Pouget, vedrà che il sabotaggio è visto come un momento di risollevamento dell'oppresso nel confronto dell'oppressore e quindi il riferimento che viene fatto qui, innanzitutto, è perché hanno risollevato gli animi: Le notizie dei sabotaggi danno la netta percezione che in difficoltà fosse lo Stato e non più il Movimento e non mi sembra neppure che la criminalizzazione abbia funzionato. Hanno ragione i NO TAV, le han provate tutte, cos'altro devono fare? 'Cacciari è un povero scemo' eran frasi che correvan su quelle bocche . Nella pagina 3 si fa ancora un riferimento al sabotaggio: Dal punto di vista di un'etica della non violenza, gli attacchi a sorpresa al cantiere e i sabotaggi sono molto più precisi di altre azioni collettive? Diciamo allora che è questione di coerenza o ipocrisia, amo la prima e non sopporto la seconda, - questo è uno dei pag. 7 due che sta parlando - non si può sostenere pubblicamente il sabotaggio e poi quando le betoniere vanno a fuoco dire che sono state le ditte stesse a incendiare per riscuotere i premi assicurativi . Questo è riferito all'attacco alla GEOMONT del 30 agosto. Si ricorda che era stato anche pubblicato un documento, nel quale si ipotizzava che vi fosse stata un'autodistruzione dei mezzi per percepire l'assicurazione. Ed allora la famosa tesi del complotto: qui si entra in campo per dimostrare che, sostanzialmente, l'attacco è stato fatto da componenti del Movimento. Il sabotaggio era una pratica partigiana contro il nazifascismo . E poi qui cita, come ho accennato, Pouget. Ma abbiamo ancora un altro documento che è significativo in riferimento al concetto di sabotaggio, perché tutto questo processo ruota poi su questo concetto, perché in fondo il termine che usa De Luca è sabotaggio . Non dice: Bisogna sparare addosso ai poliziotti, bisogna arrivare con le bombe e far saltare il cantiere . Usa il termine sabotaggio . E da qui si dipana la sua difesa, tant'è che lui ha dato un'interpretazione, che poi vedremo se corretta o meno secondo quello che è il lessico italiano, del termine sabotaggio. Sabotaggio anche - abbiamo detto - alle aziende che operano attorno al cantiere, fornendo infrastrutture, materiali, logistica. Tutte queste aziende sono state individuate in un opuscolo che abbiamo prodotto, che è TAV WATCHING. Alcune di queste, anzi molte di queste, sono state oggetto di attacco e di attentati proprio nell'ottica della diversificazione degli obiettivi per rendere più arduo e difficile il compito delle forze dell'ordine per difendere l'opera. E Le cito alcune cui fa riferimento Petronzi nella sua deposizione: la CMC di Ravenna, un'azienda in provincia di Venezia, la F2, la GEOMONT, gli alberghi. E quello che Petronzi chiama come il cambio di passo. Ad una domanda della Parte Civile dice: A un certo punto c'è un cambio di passo, l'obiettivo non è più solo ed esclusivamente il cantiere, ma si diversificano gli obiettivi . pag. 8 E' quello che poi in alcuni scritti dice il Movimento ovvero che il TAV va portato in città, vale a dire la lotta va spostata dalla Valle. Tant'è che tutto questo ha fatto sì che da un lato LTF dovesse accentuare le difese passive, dotandosi di strumenti per prevenire attacchi, quindi luci, illuminazioni particolari, dall altro che anche altre ditte venissero toccate, tant'è che si è fatto riferimento anche ad una ditta - e viene anche citata ed indicata mi pare nell'ambito della deposizione dell'ingegner Bufalini - che ha rifiutato il subappalto, proprio per i timori di questi continui attacchi non più al cantiere, ma alle ditte che operano nell'ambito. L'Avv. Vitale, interrogando il teste in controesame, gli ha chiesto se fossero mai stati sequestrati degli scritti di De Luca agli arrestati durante le perquisizioni o nell'ambito di azioni finalizzate ad individuare responsabili di attacchi o se vi sia stato qualche arrestato che abbia rivendicato la sua azione rifacendosi a scritti di De Luca. Ai fini del 414 c.p. tutto questo è del tutto irrilevante, non è necessario, perché se così fosse oggi non saremmo qui a disquisire dell art. 414 c.p. per De Luca, ma saremmo qui a disquisire se De Luca deve rispondere in concorso per fatti commessi da quelli che sono stati arrestati. Lei, Giudice, ha chiesto al Dottor Petronzi, con una domanda che era molto pertinente, soprattutto perché si pone in netta relazione e consequenzialità temporale con gli eventi di cui oggi dobbiamo parlare, se, oltre alla diversificazione degli obiettivi, se dal settembre 2013 o dopo l'intervista di De Luca, vi fosse stato un calo o un'accentuazione degli attacchi. E il Dottor Petronzi Le ha fatto un riferimento temporale molto chiaro: quello del 9 dicembre Il 9 dicembre 2013 è la data in cui viene data esecuzione alle misure cautelari nei confronti di quattro persone ritenute responsabili e poi condannate per quei fatti, per l'attacco al cantiere del 14 maggio. Ebbene, da quella data, in effetti, abbiamo un calo, una riduzione e Petronzi alla pagina 61 Le spiega anche il perché: uno per l'irrobustimento delle attività pag. 9 difensive, due per l'attività di natura giudiziaria, che aveva costretto anche gli aderenti al Movimento a non influire negativamente sull'evolversi dei processi, che erano in corso, con ulteriori azioni, per dimostrare quella solidarietà nei confronti di quei quattro e poi di altri tre successivamente arrestati con manifestazioni, che si sviluppano nelle adiacenze del carcere, oppure colpendo obiettivi, con diversificazione di obiettivi, non quindi sul cantiere, ma anche molto lontani dal cantiere. E a questo punto, facendo anche riferimento brevemente a quella che è stata la ricostruzione, che l'ing. Bufalini ha fatto dell'evolversi della costruzione, dell impianto del cantiere, Lei ha la misura di come sia stato necessario tutelarlo per prevenire attacchi. C'è una spiegazione tecnica dell'impianto delle reti, c è il parallelismo con cantieri sempre della stessa ditta per la costruzione della linea TAV in altri siti, in particolare mi riferisco a quelli in Francia, dove non è previsto e non ci sono strutture di difesa passiva di questo tipo. Vedremo poi, affrontando l'art. 414 c.p., alcuni passaggi significativi dell'interrogatorio di De Luca, che offrono degli spunti che sono degni di attenzione e che, secondo me, portano a riconoscere la sua responsabilità per il reato di cui all'art. 414 c.p., che oggi gli viene contestato. Allora vediamo un attimo di esaminare l'art. 414 c.p. alla luce di quelli che sono i dettami sia della giurisprudenza della Suprema Corte, ma sop
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