Repubblica e cantone del Ticino Dipartimento del territorio. Sezione forestale. Relazione annuale. Bellinzona, settembre PDF

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Repubblica e cantone del Ticino Dipartimento del territorio Sezione forestale 2014 Relazione annuale Bellinzona, settembre 2015 Pagina 2 di 113 INDICE Pagina 1. CONSIDERAZIONI GENERALI Piano forestale

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Repubblica e cantone del Ticino Dipartimento del territorio Sezione forestale 2014 Relazione annuale Bellinzona, settembre 2015 Pagina 2 di 113 INDICE Pagina 1. CONSIDERAZIONI GENERALI Piano forestale cantonale Promozione energia del legno Filiere bosco-legno e Energie rinnovabili nell ambito della NPR Legislazione Infosezione UFFICIO DELLE MISURE PROMOZIONALI E DEL VIVAIO Le aziende e le imprese forestali attive nella formazione Formazione professionale di base (selvicoltore AFC) e postformazione Vivaio forestale di Lattecaldo a Morbio Superiore Federlegno Educazione ambientale Altre attività UFFICIO DEI PERICOLI NATURALI, DEGLI INCENDI E DEI PROGETTI Progetti selvicolturali, protezione del bosco, biodiversità (selve e lariceti) e prevenzione incendi Strade forestali e teleferiche Progetti di premunizione Eventi naturali Piani delle zone di pericolo (PZP) Monitoraggi Stazioni nivo-meteorologiche automatiche Progetto Permafrost Misurazione ghiacciai Prevenzione e incendi di bosco Crediti di investimento Domande di costruzione e piani regolatori Banca dati StorMe Impianti a funi metallica UFFICIO DELLA SELVICOLTURA E DEL DEMANIO Selvicoltura di montagna (NaiS) e selve castanili Protezione delle foreste Parchi gioco Demanio forestale UFFICIO DELLA PIANIFICAZIONE E DELLA CONSERVAZIONE DEL BOSCO Pianificazione forestale e riserve forestali Conservazione del bosco ATTIVITA DEGLI UFFICI FORESTALI DI CIRCONDARIO Ufficio forestale 1 circondario - Faido Ufficio forestale 2 circondario - Biasca Ufficio forestale 3 circondario - Acquarossa Ufficio forestale 4 circondario - Locarno Ufficio forestale 5 circondario - Muzzano Ufficio forestale 6 circondario - Muzzano Ufficio forestale 7 circondario - Cevio Ufficio forestale 8 circondario - Locarno Ufficio forestale 9 circondario - Bellinzona... 79 Pagina 3 di 113 ALLEGATO STATISTICO 82 6.T49 Produzione legnosa in mc, utilizzazione proveniente dai boschi ticinesi, dal T50 Grafico T51 Ripartizione della produzione nei diversi assortimenti legnosi, dal T52 Legname venduto e risultato finanziario dei tagli eseguiti nel bosco pubblico, dal T53 Produzione legnosa: utilizzazioni provenienti dai boschi ticinesi, nel T54 Legname venduto nei boschi pubblici e ricavo dalla vendita, dal T55 Grafico T56 Frequenza e estensione degli incendi di bosco, dal T57 N. incendi di bosco secondo la causa, dal T58 Dissodamenti secondo lo scopo, dal T59 Dissodamenti concessi, dal 2001 Grafico T60 Spostamento dei ghiacciai, dal T61 Formazione professionale nel settore forestale T62 Corsi professionali di formazione, aggiornamento e perfezionamento T63 Vivaio forestale Lattecaldo T64 Ripartizione dei sussidi cantonali e federali, per categoria di lavoro, dal T65 Lavori forestali eseguiti con contributi cantonali e federali, dal T66 Grafico T67 Ripartizione dei sussidi cantonali e federali per categoria di lavoro, nel T68 Ripartizione dei sussidi cantonali per lavori forestali, dal 2001 Grafico T69 Evoluzione del volume complessivo dei lavori sussidiati, dal 2001 Grafico T70 Evoluzione degli investimenti, dal 1998 Grafico T71 Impianti a fune metallica, dal DATI DEI CIRCONDARI Bosco pubblico... Tabelle Bosco privato... Tabelle Vivaio... Tabelle Pagina 4 di Considerazioni generali 1.1 Piano forestale cantonale Per quel che concerne l attuazione del Piano forestale cantonale (PFC, la cui relazione è consultabile sul sito l attenzione è stata posta sulla salvaguardia e la cura del bosco di protezione e sulla tutela della biodiversità. L anno è stato caratterizzato da un importante incremento della produzione legnosa, dovuto - come si vedrà - a fattori straordinari. In riferimento ai punti cardine del Piano forestale cantonale, si può stilare questo sommario bilancio: - Funzione di produzione: il dato delle utilizzazioni legnose del '095 mc - è il più elevato fatto registrare negli ultimi cinquant anni e segna un incremento del 31% rispetto alla media degli ultimi quattro anni. Il 72% di questo volume è stato destinato alla produzione di energia, mentre la rimanenza è costituita da legname d opera. L eccezionale volume di legname tagliato è da ricondurre principalmente alla forte incidenza delle utilizzazioni forzate provocate dalle considerevoli precipitazioni nevose che si sono avute in alta quota nell inverno Il taglio e l esbosco degli alberi a terra o irrimediabilmente danneggiati - operazione urgente per evitare l insorgere di problemi di ordine fitosanitario - ha richiesto un notevole impegno a tutti i livelli e ha avuto come effetto indiretto una ridotta capacità operativa delle aziende del settore nell ambito dei progetti di cura del bosco di protezione. - Funzione di protezione: la realizzazione di progetti selvicolturali ha interessato, nel periodo , una superficie di bosco di protezione di circa ha, vale a dire - in media - circa 470 ha all anno. Per i motivi sopra indicati, la superficie curata nel 2014 è stata di soli 458 ha. Il raggiungimento dell obiettivo fissato dal PFC (800 ha all anno) richiederà ancora del tempo, ma ci si sta muovendo - con grande impegno - nella giusta direzione. In quest ambito, le iniziative e la collaborazione di Comuni ed enti proprietari di bosco sono di primaria importanza. Per maggiori dettagli si veda il cap Biodiversità in bosco: nel 2014 sono stati ripristinati 27 ha di selve castanili, 21 ha di pascoli alberati e 7.5 ha di habitat particolari. L anno si è concluso senza l istituzione di nuove riserve forestali. La formazione continua del personale forestale in quest ambito ü proseguita (corsi sulle tipologie forestali). Tra le funzioni sociali, si assiste a una crescita d interesse nei confronti della funzione ricreativa del bosco, testimoniata dall inoltro alla Sezione forestale di un numero sempre maggiore di progetti. In quest ambito, la Sezione ha anche collaborato con l Ufficio del Piano direttore all analisi delle caratteristiche dello svago di prossimità nel comprensorio delle golene di Bellinzona. In riferimento alla completazione e all aggiornamento del PFC, l anno è stato caratterizzato dalla conclusione dell elaborazione del Concetto cantonale per la prevenzione dei danni della selvaggina al bosco, realizzato dalla Sezione forestale in collaborazione con l Ufficio della caccia e della pesca. Questo documento pone solide basi per la ricerca, nei prossimi anni, di un equilibrio sostenibile tra bosco e selvaggina e sarà verosimilmente sottoposto ad approvazione da parte del Consiglio di Stato nel corso del Un sentito ringraziamento va alla biologa Maruska Anzini, che ha portato avanti con grande competenza e tenacia questo progetto nel corso degli ultimi tre anni. Dando seguito ai disposti del nuovo art. 8a dell Ordinanza federale sulle foreste, sono state individuate cartograficamente le zone del Cantone dove l area forestale è in crescita. Tale delimitazione e la metodologia adottata sono state valutate positivamente dalla Divisione delle foreste dell UFAM. Questo documento sarà prossimamente approvato come allegato al capitolo 5 Superficie del PFC; i suoi contenuti avranno effetti sulle modalità da prendere in considerazione prioritariamente per la compensazione delle aree dissodate. Per quel che concerne l implementazione del Concetto per la protezione, la promozione e la valorizzazione della biodiversità nel bosco ticinese (vedi link: l Ufficio della selvicoltura e del demanio ha organizzato - come già accennato - una serie di Pagina 5 di 113 giornate di studio sulle tipologie forestali, alle quali hanno preso parte tutti i forestali e ingegneri della Sezione forestale, ingegneri liberi professionisti e operatori di altri servizi cantonali che svolgono attività in relazione col bosco. Il Gruppo biodiversità in bosco ha invece concentrato la propria attenzione sull elaborazione di una nuova scheda Margini boschivi. Per il terzo anno, è proseguita anche la collaborazione della Sezione forestale nell ambito del progetto di ricerca MOBSTRAT (Strategie di mobilizzazione del legno per le foreste svizzere), portato avanti dalla SUPSI, con la consulenza dell Istituto di ricerca WSL, sede di Bellinzona. Sono stati approvati il piano di gestione del Patriziato di Claro e quello del Demanio forestale del Cusello (Città di Lugano), mentre è in corso la realizzazione si diversi piani di gestione dei boschi su scala comunale. Si richiama qui l importanza di un simile strumento di pianificazione (la cui realizzazione è facoltativa), quale trait d union tra i contenuti del Piano forestale cantonale e la gestione del bosco a livello locale, in particolare nelle aree caratterizzate da un importante presenza di boschi privati e per i Comuni che vogliono definire i termini e le priorità di una collaborazione con gli enti patriziali nella gestione del loro territorio giurisdizionale. Si segnala infine l uscita della seconda edizione del libro di Ivo Ceschi Il bosco del Cantone Ticino. Il volume, la cui prima edizione risale al 2006, è stato aggiornato e ampliato nella parte dedicata all evoluzione e alle prospettive del bosco ticinese, che presenta in forma divulgativa i principali contenuti della pianificazione forestale cantonale. 1.2 Promozione energia del legno La Sezione forestale promuove da tempo l utilizzo della legna quale fonte di energia. Nel corso del 2014 non sono stati approvati nuovi progetti di realizzazione di impianti a legna, mentre sono continuati i lavori di progettazione e realizzazione, da parte dei vari Enti interessati, per poter finalmente concretizzare quelli che attualmente sono gli impianti (9) che possono beneficiare di questi sussidi, per un totale di fr. 6'713'090. già formalmente impegnati. Fra gli impianti più grandi vale senz altro la pena ricordare quello di Losone che sarà tra i più grandi mai realizzati nel nostro Cantone e la cui entrata in esercizio è prevista nell autunno 2015, e quello ubicato a Olivone nel Comune di Blenio, che è entrato in esercizio nell autunno In fase avanzata di progettazione vi è pure il nuovo impianto di Intragna, i cui lavori d realizzazione dovrebbero prendere avvio nella primavera I parametri e le condizioni minime per poter accedere agli aiuti per la realizzazione di impianti a legna sono i seguenti: minimo 200 kw di potenza dell impianto e con gli incentivi confermati come fino ad ora (fr per SRE riscaldata e 40 % sull investimento del filtro antiparticolato) ai quali va appunto aggiunto l aiuto fino al 20% dei costi di realizzazione della rete per la distribuzione dell energia termica. 1.3 Filiera Bosco-legno nell ambito della NPR La Sezione forestale è direttamente coinvolta in particolare in un accordo programmatico che l Autorità cantonale ha siglato con quella federale nell ambito della Nuova politica regionale. Nel corso del 2014 sono continuati i lavori di accompagnamento dei vari progetti in corso (Locarno ovest, Bosco privato nel Mendrisiotto, ecc..), ed in particolare si è collaborato con i promotori al lancio di due nuovi progetti molto interessanti, il primo riguardante la valorizzazione del legname frondifero in Ticino, ad opera di Federlegno, ed il secondo denominato Progetto di filiera Sud-Ceneri-Nord, promosso da un Gruppo di aziende forestali private ed ubicato a Biasca. La Piattaforma bosco legno, coordinata dalla Sezione forestale, si è riunita più volte per analizzare ed appronfondire i vari progetti in corso e quelli in fase di lancio. 1.4 Legislazione Nel corso del 2014, dopo aver preso i necessari contatti con l Ufficio federale per l ambiente volti a por mano alla modifica dell art. 6 della Legge forestale cantonale che tratta la delicata tematica Pagina 6 di 113 della distanza dal bosco per le costruzioni, si è allestito il messaggio, approvato dal Consiglio di Stato il 17 dicembre 2014, con cui è stata sottoposta al Parlamento cantonale la proposta di modifica di questo articolo. 1.5 Infosezione A seguito de pensionamento della segretaria della Sezione forestale, attiva a Bellinzona, Antonella Zucchetti, il 1. Novembre 2014 ha iniziato la sua attività quale segretaria la collega Patrizia Pini, precedentemente attiva nello stesso ruolo presso la SPAAS. Da parte di tutti i colleghi un grande grazie ad Antonella per tutto quanto fatto a favore della Sezione nel corso della sua quarantennale carriera professionale, e per gli ottimi rapporti che ha sempre saputo intrattenere con tutto il personale della Sezione forestale. A Patrizia noi tutti auguriamo che nel corso dei prossimi anni possa svolgere con noi un attività professionale interessante, positiva ed arricchente. 2. Ufficio delle misure promozionali e del Vivaio 2.1 Le aziende e le imprese forestali attive nella formazione Analisi della situazione generale A fine 2014 il Fondo nazionale per la formazione professionale ha censito 60 aziende forestali delle quali 38 aderenti all Associazione degli impresari forestali ticinesi (ASIF). Le aziende impiegano ca. 330 collaboratori. Trentotto sono certificate quali aziende di formazione dalla Divisione della formazione professionale con un offerta di posti di apprendistato negli ultimi anni in costante aumento e oggi attorno alle 30 unità annuali (90 apprendisti sui tre anni a fine 2014). Anno Stato Altro 1 Totale Stato Altro 1 Totale Stato Altro. 1 Totale Stato Altro. 1 Totale Aziende di tirocinio Maestri di tirocinio Apprendisti Altro = Aziende e personale delle imprese forestali, delle aziende forestali patriziali, delle aziende comunali, aziende consortili, aziende regionali e interpatriziali. Persone qualificate e semiqualificate nelle ditte e aziende forestali: fine 2014 Datori di lavoro ASIF ALTRI** TOTALE % Totale collaboratori % Di cui a) Persone qualificate (AFC; SSS; SUP, ETH) % b) Persone semiqualificate (E28, E29, E 30) % Totale a + b % Senza qualifiche % ** Altri = Persone attive nelle aziende forestali patriziali, aziende forestali comunali, aziende forestali consortili, aziende regionali e interpatriziali Si confermano alcune tendenze: - Le aziende non svolgono solo i lavori classici di raccolta del legname ma hanno diversificato la loro attività in settori quali la protezione della natura e del paesaggio, l ingegneria naturalistica e la cura di parchi e giardini. Le imprese forestali sono da piccole a medie (5-10 / collaboratori). Alcuni segnali incorraggianti di collaborazione interaziendale nell ambito della filiera bosco-legno devono essere confermati nel tempo. Il contratto collettivo di lavoro delle imprese aderenti all ASIF offre le garanzie legali e formali minime per Pagina 7 di 113 tutti i dipendenti. Tuttavia ancora poche aziende si contraddistinguono per una cultura aziendale d avanguardia e un ideale organizzazione interna. Per diverse aziende vi sono notevoli margini di progresso. Le aziende patriziali che non hanno trasformato la loro azienda in società anonima lavorano esclusivamente sul loro territorio. Alcune imprese forestali impiegano mano d opera stagionale soprattutto per i lavori di taglio e esbosco (lavori a cottimo). - Il numero totale dei collaboratori delle imprese e delle aziende forestali con una qualifica professionale di base (attestato federale di capacitä professionale di selvicoltore AFC) è buono (ca. il 45 % del totale dei dipendenti) con tuttavia margini di miglioramento soprattutto in alcune grandi aziende dove il rapporto qualificati - non qualificati non è per nulla ideale. - La percentuale di personale semiqualificato con una formazione di breve durata certificata nel settore della raccolta del legname (acquisita con i corsi settimanali E28 - E29 - E30) può essere ulteriormente migliorata. I corsi di taglio e esbosco sono finalizzati allo sviluppo di una corretta modalità di lavoro che consideri in modo adeguato la sicurezza sul lavoro e la prevenzione degli infortuni. - Tra il personale dirigente delle aziende forestali private e pubbliche (escluso il Cantone che occupa solo personale qualificato a tutti i livelli) sono ancora troppo poco presenti le qualifiche superiori (un solo caposquadra APF, 6 specialisti esbosco con teleferiche APF, 7 forestali SSS, 7 ing. for.li. SUP, 2 ing. for.li. ETH). - Molte aziende forestali collaborano alla formazione di base assumendo ogni anno uno o più apprendisti selvicoltori. Una tendenza opposta a quanto si constata a livello nazionale dove si fatica a trovare aziende disposte a formare apprendisti selvicoltori. L apprendista veicola un immagine positiva dell azienda ed offre prestazioni pratiche interessanti soprattutto durante i due ultimi anni di formazione. Un giovane coscienzioso partecipa infatti a pieno titolo al buon funzionamento generale e al benessere dell azienda, dando un apprezzabile contributo anche dal profilo economico. Questo contributo non deve essere tuttavia la ragione prima che decide per l assunzione di un apprendista. - Il tipo di formazione che il giovane apprendista riceve in azienda non é sempre conforme al Piano di formazione. Queste difficoltà a svolgere lavori adeguati alle necessità formative sono in parte determinate da modifiche nella politica selvicolturale generale e dalla necessità del pubblico concorso. Molte aziende per motivi organizzativi e economici hanno inoltre diversificato la loro attività: per l apprendista diminuiscono di riflesso le possibilità di esercitare con freuqnza adeguata tutti i lavori previsti dal Piano di formazione, in particolare il taglio e l esbosco. A corto termine possono subentrare problemi a livello di qualità, sicurezza e resa. È quindi indispensabile porre rimedio con urgenza a queste incongruenze. Nessuna Pagina 8 di 113 azienda di apprendistato realizza totalmente il programma previsto dal Piano di formazione; in certi casi le lacune riguardano settori essenziali (taglio, esbosco e selvicoltura). Diversi lavori svolti dall apprendista hanno poco valore formativo. I formatori aziendali non sono sempre aggiornati sulle nuove tecniche di lavoro e le novità. Una situazione che si ripercuote negativamente sul livello di preparazione dei giovani e sulla qualità delle loro prestazioni. - I risultati degli esami di fine tirocinio, le verifiche svolte dai forestali sui cantieri e le competenze spesso insufficienti degli apprendisti all inizio dei corsi interaziendali, attestano senza dubbio le carenze a livello formativo di molte aziende formatrici malgrado siano certificate dalla Divisione della formazione professionale Prospettive a) Il margine di progresso per le aziende e le imprese forestali sia in ambito organizzativo e strutturale sia a livello di quadri aziendali è ancora molto ampio. La necessità di assumere personale dirigente appositamente formato (formatori aziendali, capisquadra, specialisti di taglio e esbosco, forestali, ing.for.li) è un obiettivo che le aziende di media grandezza (10 30 collaboratori) devono porsi a breve termine. La percentuale di selvicoltori AFC nelle imprese forestali deve pure aumentare, in particolare in quelle numericamente più importanti e con un rapporto qualificati - non qualificati sbilanciato. b) Tutti i dipendenti non qualificati che in azienda svolgono lavori di taglio del legname devono avere una formazione minima certificata come prevede il Regolamento della Legge cantonale sulle foreste (art. 48 RLCFo). I corsi E 28, E29 e E30 offerti dal Cantone con la collaborazione dell Associazione svizzera di economia forestale (www.corsiboscaioli.ch) sono ben frequentati e molto apprezzati anche da persone di altri settori e da privati. La priorità deve tuttavia essere data agli operai delle aziende e delle imprese forestali. c) Sono in corso proficue collaborazioni tra le aziende forestali. In questo contesto le possibilità offerte dalla Piattaforma bosco e legno sono molto interessanti. Si spera in una maggiore progettualità di tutti gli attori del settore forestale e del legno così da approfittare delle nuove risorse di politica economica cantonale. I progetti interaziendali in corso daranno utili indicazioni sulle reali possibilità di sviluppo e sui limiti della filiera bosco-legno a
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