Ravenna e il Levante. I ritrovamenti di Agorà M334 a Classe

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  Le Forme della Crisi Produzioni ceramiche e commerci nell’Italia centrale tra romani e longobardi (III-VIII secolo)   5-7 Ottobre 2012   Spoleto  –  Campello sul Clitunno   RAVENNA E IL LEVANTE I RITROVAMENTI DI  AGORÀ M334  A CLASSE Giacomo Piazzini (giacomopiazzini@hotmail.com) Dipartimento di Archeologia, Università di Bologna Durante gli scavi condotti a Classe negli ultimi 12 anni dal Dipartimento di Archeologia dell’Università  di Bologna è stata recuperata un’imponente  mole di reperti ceramici. Lo studio di questi materiali, non ancora completato, rivela già in modo evidente la presenza in quantità significative dell’anfora    Agorà M334 , generalmente assente o quasi nei siti tardoantichi del Mediterraneo occidentale. Tra i materiali già effettivamente studiati dai ricercatori dell’Università  di Bologna sono stati identificati 90 frammenti di Agorà M334, fra i quali 30 frammenti di orlo, 8 frammenti di ansa e 1 di fondo, riconducibili ad un minimo (EVE) di 26 individui. Considerando la percentuale delle attestazioni rispetto al numero dei frammenti finora studiati e quantificando poi la stessa percentuale in funzione della totalità di frammenti recuperati durante gli scavi, è possibile stimare la presenza delle  Agorà M334  fra i reperti degli scavi dell’area  portuale di Classe in una quantità di 160 individui, con un errore di ± 5. A questi andrebbero aggiunti quelli provenienti dagli altri scavi dell’Università  di Bologna a Classe, ossia quelli dalla basilica Petriana e quelli dalla basilica di San Severo col monastero benedettino annesso. La quasi totalità degli esemplari è riferibile al profilo che caratterizza l’anfora  durante il V secolo, periodo in cui è accertata la diffusione su scala trasmarina dell’  Agorà M334 . Questo dato è in linea con gli altri rinvenimenti effettuati nei siti del Mediterraneo occidentale, con poche eccezioni. Si tratta di orli dalla forma pressoché identica e ben conosciuta, nella sola variabilità di un profilo più o meno triangolare. Due orli, tuttavia, presentano caratteristiche non associabili ad alcuna delle varianti note di  Agorà M334 . Queste due nuove varianti (fig. 9 e fig. 10), ritrovate nell’area  portuale in un contesto di VIII secolo e con ogni probabilità residuali, sono riconducibili alle evoluzioni morfologiche che interessano l’anfora  durante il VI secolo. Poiché si dispone dei soli orli, non è però possibile stabilire se anche tali individui, come le altre varianti tarde di VI e VII secolo, abbiano subito quei mutamenti formali che portano le  Agorà M334 ad assumere una conformazione bassa e tozza e a perdere il caratteristico profilo «a carota» delle varianti di IV e V secolo. Va inoltre segnalato il ritrovamento di un unico esemplare di fondo (fig. 11). Questo presenta una base piatta, a differenza del più caratteristico fondo ad anello. L’impasto  degli esemplari studiati è sempre sabbioso e ricco di quarzo (sotto forma di grani generalmente arrotondati), affiancato da una certa quantità di inclusi neri, di probabile srcine vulcanica, e di inclusi ferrosi. L ’impasto  si caratterizza, inoltre, per una costante presenza di microfossili planctonici, essenzialmente foraminiferi.  Si distinguono sostanzialmente due varianti, con vari casi intermedi: una dal colore giallo-camoscio, con inclusi ferrosi quasi assenti e una maggiore presenza d’inclusi  vulcanici; l’altra  rosa-arancio, con una concentrazione maggiore di grani di calcite, tuttavia non particolarmente abbondanti, e d’inclusi  di natura ferrosa. In questo secondo impasto, inoltre, gli inclusi di srcine vulcanica sono di dimensioni molto inferiori ed è più elevata la presenza di foraminiferi. Un solo esemplare fra quelli studiati mostra, in maniera anomala, un impasto simile al primo dei due sopra citati, quello giallo-camoscio, ma caratterizzato dalla presenza di mica dorata. Il confronto tra i ritrovamenti di  Agorà M334 editi fino ad oggi, di cui sia stata fornita una quantificazione degli esemplari rinvenuti, evidenzia come Classe possa essere considerato il sito del Mediterraneo occidentale in cui l’anfora  è maggiormente attestata. I 26 esemplari individuati a Classe vanno ad affiancarsi, ad esempio, agli 8 esemplari trovati ad Arles e ai 7 di Roma. C’è  da ricordare, inoltre, che secondo la stima preliminare del materiale non ancora studiato, la presenza della  Agorà M334 sarebbe molto maggiore, intorno ai 160 esemplari. Nel Mediterraneo occidentale l’  Agorà M334 , come è ben noto, resta un contenitore dalla circolazione limitata. I suoi ritrovamenti si concentrano nei principali porti, quali Napoli, Roma,  Arles, Marsiglia, Cartagine e, appunto, Ravenna. In questo quadro la copiosità delle attestazioni nella città portuale di Classe si rivela come un dato di notevole interesse, poiché sembra confermare l’esistenza,  più volte proposta, di un rapporto privilegiato fra Ravenna e il Levante già dal V secolo, in anticipo rispetto agli altri centri del Mediterraneo occidentale. Non secondario è anche il significato che assume la totale assenza di attestazioni della  Agorà M334  lungo la sponda occidentale (a sud di Ravenna) e orientale dell’Adriatico . Ciò sembrerebbe suggerire che Ravenna ricevesse perlomeno alcune mercanzie direttamente dal bacino orientale del Mediterraneo, senza che queste fossero commercializzate nei molti porti incontrati dalle navi lungo il tragitto. Una volta giunte a Ravenna, si aveva una parziale redistribuzione delle merci, le quali, caricate su nuove navi, potevano risalire mediante navigazione fluviale ed endolagunare il Po e i suoi affluenti, o solcare, ad esempio, la via detta dei septem maria  diretta verso Aquileia e Grado. Le attestazioni nella penisola di  Agorà M334 suggerirebbero proprio questo tipo di redistribuzione: escludendo i ritrovamenti di Napoli, Roma e quelli subacquei delle coste sicule, i luoghi di ritrovamento (Imola, Milano, le isole di Torcello e di San Francesco del Deserto, Concordia Sagittaria e Trieste) sono tutti inseriti nel circuito sopra descritto. Individui riconosciuti (EVE) % sul tot. delle anfore  Area portuale 15 2 Basilica Petriana 9 3 Basilica di San Severo 2 1  Agorà M334 dal porto di Classe (campagna di scavi del 1977)  
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