POLITECNICO DI MILANO

Description
POLITECNICO DI MILANO DIPARTIMENTO DI INGEGNERIA CIVILE E AMBIENTALE (DICA) DIPARTIMENTO DI CHIMICA, MATERIALI E INGEGNERIA CHIMICA GIULIO NATTA (DCMIC) DIPARTIMENTO DI ELETTRONICA, INFORMAZIONE E BIOINGEGNERIA

Please download to get full document.

View again

of 25
All materials on our website are shared by users. If you have any questions about copyright issues, please report us to resolve them. We are always happy to assist you.
Information
Category:

Literature

Publish on:

Views: 2 | Pages: 25

Extension: PDF | Download: 0

Share
Transcript
POLITECNICO DI MILANO DIPARTIMENTO DI INGEGNERIA CIVILE E AMBIENTALE (DICA) DIPARTIMENTO DI CHIMICA, MATERIALI E INGEGNERIA CHIMICA GIULIO NATTA (DCMIC) DIPARTIMENTO DI ELETTRONICA, INFORMAZIONE E BIOINGEGNERIA (DEIB) PIANO DI EMERGENZA LOCALE EDIFICIO 21 Gli addetti alla sicurezza del DICA Ruggero Tardivo, Alessandro Lazzarin f.to Ruggero Tardivo, Alessandro Lazzarin Il responsabile gestionale del DICA dott.ssa Daniela Fagnani f.to Daniela Fagnani L addetto sicurezza del DCMIC (campus Leonardo) Lucio Ogliani f.to Lucio Ogliani Gli addetti alla sicurezza del DEIB Fausto Berton f.to Fausto Berton Il responsabile gestionale del DCMIC dott.ssa Franca Di Censo f.to Franca Di Censo Il responsabile gestionale del DEIB dott. Fabio Conti f.to Fabio Conti REDATTO VERIFICATO E APPROVATO Aggiornamento 2 del Politecnico di Milano Piazza Leonardo da Vinci, Milano Tel Fax Partita Iva: Codice fiscale: INDICE 1. SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE 3 2. RIFERIMENTI 3 3. DEFINIZIONI E ABBREVIAZIONI 7 4. COMPITI E RESPONSABILITÀ 8 5 DESCRIZIONE DELL EDIFICIO 8 6. ORGANIZZAZIONE DEL PIANO DI EMERGENZA Emergenza di livello Emergenza di livello Disposizioni standard per gli addetti per i casi di emergenza Elenco degli addetti Numeri utili GESTIONE DELL EMERGENZA PROCEDURE DI EMERGENZA Caso di incendio Evacuazione in caso di incendio e/o di pericolo grave e immediato (non terremoto) Consigli per la sopravvivenza Caso di versamento accidentale di sostanze pericolose Caso di rilascio di sostanze gassose pericolose Caso di fuga infiammata di un gas Caso di esplosione Evacuazione in caso di terremoto Caso di emergenza sanitaria PIANO DI COORDINAMENTO DELLE EMERGENZE PRESIDI ANTINCENDIO E DI PRIMO SOCCORSO CAMPUS LEONARDO VIA BASSINI: PUNTO DI RACCOLTA E PLANIMETRIE DELL EDIFICIO GESTIONE DELLE EMERGENZE SANITARIE 32 NOTE 34 2 1. SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE Lo scopo di questo documento è quello di indicare le procedure da attuare nei casi di emergenza. Si considerano come emergenze tutti i casi di pericolo grave, immediato e inevitabile (come ad esempio il terremoto o l incendio) ma anche quegli eventi che esulano dalla normale attività i quali, se trascurati o affrontati male, potrebbero dare luogo a situazioni di pericolo grave per l incolumità delle persone e dell ambiente o che comunque potrebbero richiedere l evacuazione totale o parziale dell edificio (ad esempio il crollo di un ponteggio pericolante, una fuga di gas, ecc.). In quest ottica vale la pena sottolineare come precedenti disastri accaduti in edifici complessi sono stati sempre innescati da situazioni di pericolo elementari apparentemente non molto gravi, in un primo tempo trascurate o non adeguatamente segnalate. Quando si verifica un emergenza le priorità da seguire sono (riportate in ordine di importanza): la salvaguardia delle persone; la salvaguardia dei beni; la salvaguardia dell ambiente. Pertanto il piano di emergenza viene impostato perseguendo i seguenti obbiettivi: prevenire ulteriori conseguenze derivanti dall incidente in origine; limitare i danni alle persone all interno e all esterno degli edifici; attuare i provvedimenti organizzativi e tecnici atti a isolare, proteggere e bonificare l area interessata dall emergenza; assicurare il coordinamento fra i servizi di emergenza interni ed esterni; soccorrere le persone che necessitano di aiuto; preservare l incolumità delle persone che operano per il controllo e la soluzione dell evento; consentire il ripristino delle normali attività. Il piano si applica ai locali dell edificio 21 sedi di Strutture, Aree, Centri, ecc. Non si applica invece ad aule, corridoi o ad altri spazi comuni ove non siano presenti addetti. Esso riguarda tutto il personale strutturato e non, tutti gli studenti e qualsiasi persona possa essere presente al momento dell emergenza (ospiti, rappresentanti, ecc.). Il piano, inoltre, per come è concepito, integra nelle sue disposizioni il cosiddetto piano di primo soccorso. Il presente piano è pubblicato sulle pagine web delle Strutture con sede nell edificio alle pagine: RIFERIMENTI Il presente documento viene redatto ai sensi degli articoli 18, 19, 43, 45 e 46 del D. Lgs. 81/2008 e ss.mm.ii, conformemente a quanto previsto dal D.M e dal Regolamento di Ateneo per la sicurezza e la salute dei lavoratori sul luogo di lavoro. La segnaletica utilizzata è conforme al D. Lgs. 81/2008 e ss.mm.ii. e alla direttiva 92/58/CEE. Art Obblighi del datore di lavoro e del dirigente 1. Il datore di lavoro, che esercita le attività di cui all articolo 3, e i dirigenti, che organizzano e dirigono le stesse attività secondo le attribuzioni e competenze ad essi conferite, devono: 3 b. designare preventivamente i lavoratori incaricati dell attuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave ed immediato, di salvataggio, di pronto soccorso e, comunque, di gestione dell emergenza; c. nell affidare i compiti ai lavoratori, tenere conto delle capacità e delle condizioni degli stessi in rapporto alla loro salute e alla sicurezza; d. fornire ai lavoratori i necessari e idonei dispositivi di protezione individuale, sentito il responsabile del servizio di prevenzione e protezione e il medico competente, ove presente; e. prendere le misure appropriate affinché soltanto i lavoratori che hanno ricevuto adeguate istruzioni e specifico addestramento accedano alle zone che li espongono ad un rischio grave e specifico; f. richiedere l osservanza da parte dei singoli lavoratori delle norme vigenti, nonché delle disposizioni aziendali in materia di sicurezza e di igiene del lavoro e di uso dei mezzi di protezione collettivi e dei dispositivi di protezione individuali messi a loro disposizione; h. adottare le misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso di emergenza e dare istruzioni affinché i lavoratori, in caso di pericolo grave, immediato ed inevitabile, abbandonino il posto di lavoro o la zona pericolosa; i. informare il più presto possibile i lavoratori esposti al rischio di un pericolo grave e immediato circa il rischio stesso e le disposizioni prese o da prendere in materia di protezione; l. adempiere agli obblighi di informazione, formazione e addestramento di cui agli articoli 36 e 37; m. astenersi, salvo eccezioni debitamente motivata da esigenze di tutela della salute e sicurezza, dal richiedere ai lavoratori di riprendere la loro attività in una situazione di lavoro in cui persiste un pericolo grave e immediato; q. prendere appropriati provvedimenti per evitare che le misure tecniche adottate possano causare rischi per la salute della popolazione o deteriorare l'ambiente esterno verificando periodicamente la perdurante assenza di rischio; t. adottare le misure necessarie ai fini della prevenzione incendi e dell'evacuazione dei luoghi di lavoro, nonché per il caso di pericolo grave e immediato, secondo le disposizioni di cui all articolo 43. Tali misure devono essere adeguate alla natura dell'attività, alle dimensioni dell'azienda o dell'unità produttiva, e al numero delle persone presenti. z. aggiornare le misure di prevenzione in relazione ai mutamenti organizzativi e produttivi che hanno rilevanza ai fini della salute e sicurezza del lavoro, o in relazione al grado di evoluzione della tecnica della prevenzione e della protezione; 3 Gli obblighi relativi agli interventi strutturali e di manutenzione necessari per assicurare, ai sensi del presente Decreto Legislativo, la sicurezza dei locali e degli edifici assegnati in uso a pubbliche amministrazioni o a pubblici uffici, ivi comprese le istituzioni scolastiche ed educative, restano a carico dell amministrazione tenuta, per effetto di norme o convenzioni, alla loro fornitura e manutenzione. In tale caso gli obblighi previsti dal presente Decreto Legislativo, relativamente ai predetti interventi, si intendono assolti, da parte dei dirigenti o funzionari preposti agli uffici interessati, con la richiesta del loro adempimento all amministrazione competente o al soggetto che ne ha l obbligo giuridico. Art Obblighi del preposto 1. In riferimento alle attività indicate all articolo 3, i preposti, secondo le loro attribuzioni e competenze, devono: a) sovrintendere e vigilare sulla osservanza da parte dei singoli lavoratori dei loro obblighi di legge, nonché delle disposizioni aziendali in materia di salute e sicurezza sul lavoro e di uso dei mezzi di protezione collettivi e dei dispositivi di protezione individuale messi a loro disposizione e, in caso di persistenza della inosservanza, informare i loro superiori diretti; b) verificare affinché soltanto i lavoratori che hanno ricevuto adeguate istruzioni accedano alle zone che li espongono ad un rischio grave e specifico; c) richiedere l osservanza delle misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso di emergenza e dare istruzioni affinché i lavoratori, in caso di pericolo grave, immediato e inevitabile, abbandonino il posto di lavoro o la zona pericolosa; d) informare il più presto possibile i lavoratori esposti al rischio di un pericolo grave e immediato circa il rischio stesso e le disposizioni prese o da prendere in materia di protezione; 4 e) astenersi, salvo eccezioni debitamente motivate, dal richiedere ai lavoratori di riprendere la loro attività in una situazione di lavoro in cui persiste un pericolo grave ed immediato; f) segnalare tempestivamente al datore di lavoro o al dirigente sia le deficienze dei mezzi e delle attrezzature di lavoro e dei dispositivi di protezione individuale, sia ogni altra condizione di pericolo che si verifichi durante il lavoro, delle quali venga a conoscenza sulla base della formazione ricevuta; g) frequentare appositi corsi di formazione secondo quanto previsto dall articolo 37. Art Disposizioni generali 1. Ai fini degli adempimenti di cui all art. 18, comma 1, lettera t, il datore di lavoro: a organizza i necessari rapporti con i servizi pubblici competenti in materia di primo soccorso, salvataggio, lotta antincendio e gestione dell emergenza; b designa preventivamente i lavoratori di cui all art. 18, comma 1, lettera b; c informa tutti i lavoratori che possono essere esposti ad un pericolo grave ed immediato circa le misure predisposte e i comportamenti da adottare; d programma gli interventi, prende i provvedimenti e dà istruzioni affinché i lavoratori, in caso di pericolo grave ed immediato che non può essere evitato, possano cessare la loro attività, o mettersi al sicuro, abbandonando immediatamente il luogo di lavoro; e adotta i provvedimenti necessari affinché qualsiasi lavoratore, in caso di pericolo grave ed immediato per la propria sicurezza o per quella di altre persone e nell impossibilità di contattare il competente superiore gerarchico, possa prendere le misure adeguate per evitare le conseguenze di tale pericolo, tenendo conto delle sue conoscenze e dei mezzi tecnici disponibili. e-bis) garantisce la presenza di mezzi di estinzione idonei alla classe di incendio ed al livello di rischio presenti sul luogo di lavoro, tenendo anche conto delle particolari condizioni in cui possono essere usati. L obbligo si applica anche agli impianti di estinzione fissi, manuali o automatici, individuati in relazione alla valutazione dei rischi. 2. Ai fini delle designazioni di cui al comma 1, lettera b, il datore di lavoro tiene conto delle dimensioni dell azienda o delle unità produttiva secondo i criteri previsti nei decreti di cui all articolo I lavoratori non possono, se non per giustificato motivo, rifiutare la designazione. Essi devono essere formati, essere in numero sufficiente e disporre di attrezzature adeguate, tenendo conto delle dimensioni e dei rischi specifici dell azienda o dell unità produttiva. Con riguardo al personale della Difesa la formazione specifica svolta presso gli istituti o la scuole della stessa Amministrazione è abilitativa alla funzione di addetto alla gestione delle emergenze. 4. Il datore di lavoro deve, salvo eccezioni debitamente motivate, astenersi dal chiedere ai lavoratori di riprendere la loro attività in una situazione di lavoro in cui persiste un pericolo grave ed immediato. Art Primo soccorso 1. Il datore di lavoro, tenendo conto della natura della attività e delle dimensioni dell azienda o dell unità produttiva, sentito il medico competente ove nominato, prende i provvedimenti necessari in materia di pronto soccorso e di assistenza medica di emergenza, tenendo conto delle altre eventuali persone presenti sui luoghi di lavoro e stabilendo i necessari rapporti con i servizi esterni, anche per il trasporto dei lavoratori infortunati. 2. Le caratteristiche minime delle attrezzature di primo soccorso, i requisiti del personale Addetto e la sua formazione, individuati in relazione alla natura dell attività, al numero dei lavoratori occupati e ai fattori di rischio, sono individuati dal decreto ministeriale 15 luglio 2003, n. 388 e dai successivi decreti ministeriali di adeguamento acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano. Articolo 46 - Prevenzione incendi 1. La prevenzione incendi è la funzione di preminente interesse pubblico, di esclusiva competenza statuale, diretta a conseguire, secondo criteri applicativi uniformi sul territorio nazionale, gli obiettivi di sicurezza della vita umana, di incolumità delle persone e di tutela dei beni e dell ambiente. 5 2. Nei luoghi di lavoro soggetti al presente Decreto Legislativo devono essere adottate idonee misure per prevenire gli incendi e per tutelare l incolumità dei lavoratori. 3. Fermo restando quanto previsto dal Decreto Legislativo 8 marzo 2006, n. 139 e dalle disposizioni concernenti la prevenzione incendi di cui al presente Decreto, i Ministri dell interno, del lavoro, della salute e delle politiche sociali, in relazione ai fattori di rischio, adottano uno o più Decreti nei quali sono definiti: a) i criteri diretti atti ad individuare: 1) misure intese ad evitare l insorgere di un incendio ed a limitarne le conseguenze qualora esso si verifichi; 2) misure precauzionali di esercizio; 3) metodi di controllo e manutenzione degli impianti e delle attrezzature antincendio; 4) criteri per la gestione delle emergenze; b) le caratteristiche dello specifico servizio di prevenzione e protezione antincendio, compresi i requisiti del personale addetto e la sua formazione. 4. Fino all adozione dei Decreti di cui al comma 3, continuano ad applicarsi i criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione delle emergenze nei luoghi di lavoro di cui al Decreto del Ministro dell interno in data 10 marzo Al fine di favorire il miglioramento dei livelli di sicurezza antincendio nei luoghi di lavoro, ed ai sensi dell articolo 14, comma 2, lettera h), del Decreto Legislativo 8 marzo 2006, n. 139, con Decreto del Ministro dell interno sono istituiti, presso ogni Direzione regionale dei Vigili del fuoco, dei nuclei specialistici per l effettuazione di una specifica attività di assistenza alle aziende. Il medesimo Decreto contiene le procedure per l espletamento della attività di assistenza. 6 3. DEFINIZIONI E ABBREVIAZIONI Valgono le definizioni menzionate nel D. Lgs. 81/2008 e ss.mm.ii. Nella presente procedura vengono utilizzate inoltre le seguenti definizioni. PEL: PCE: Piano di emergenza locale: riguardante emergenze circoscritte a pochi locali, a un laboratorio, a un piano, a una Struttura. Piano di coordinamento delle emergenze: riguardante emergenze estese a più settori, a più piani, a più Strutture). Addetti alla sicurezza Persone nominate dal responsabile della Struttura in materia di sicurezza (responsabile gestionale o altro dirigente) alle quali viene conferito l incarico di collaborare nell individuazione delle fonti di rischio e di segnalare eventuali situazioni di pericolo. Gli addetti alla sicurezza fanno parte del Servizio Prevenzione e Protezione e per i compiti da espletare ricevono adeguata formazione. Essi in particolare sono anche incaricati di: - calendarizzare le esercitazioni periodiche di evacuazione (prove) previo accordo con il responsabile della Struttura in materia di sicurezza e con il Servizio Prevenzione e Protezione; - redigere il verbale di esercitazione; - effettuare le riunioni preliminari con gli addetti all emergenza. Addetti all emergenza Le persone con compiti operativi specifici nella gestione delle emergenze sono scelte fra il personale della Struttura in possesso di idonei requisiti psicofisici e adeguatamente addestrate alla mansione specifica come esplicitamente richiesto dal D. Lgs. 81/2008 e ss.mm.ii. Tra essi si individuano le seguenti figure: Addetti di tipo 1 o coordinatori Incaricati alla valutazione delle situazioni di pericolo, autorizzati a eseguire e/o coordinare gli interventi, a lanciare l allarme e a ordinare l evacuazione dei locali. Incaricati per le comunicazioni con il numero unico d emergenza Polimi (tel. 9399), il Call Center (tel. 9300), i Vigili del fuoco, i servizi di emergenza, gli ospedali, gli organi di polizia, ecc. Coordinatori delle operazioni di evacuazione degli edifici. Gli addetti di tipo 1 devono aver ricevuto la formazione per la lotta antincendio. Essi, a seguito di un emergenza vera e propria (cioè non di una prova), redigono un rapporto che inviano poi al responsabile della Struttura in materia di sicurezza e al Servizio Prevenzione e Protezione. E importante che per fronteggiare una loro assenza siano preventivamente previsti in questo ruolo uno o più sostituti. Addetti di tipo 2 Incaricati alla esecuzione di specifiche mansioni operative per la messa in sicurezza degli impianti o per manovre particolari. Incaricati al supporto nel coordinamento delle operazioni di evacuazione; autorizzati a dare disposizioni specifiche ai lavoratori, agli studenti e agli ospiti. Incaricati nello spostamento di feriti o portatori di handicap anche tramite evacuation chair in sinergia con gli addetti di tipo 3 formati per il primo soccorso. Addetti di tipo 3 Incaricati al pronto intervento secondo specifiche mansioni (lotta antincendio, primo soccorso) e al supporto nel coordinamento delle operazioni di evacuazione. Lavoratori Il D. Lgs. 81/2008 e ss.mm.ii, all art. 2, comma 1 recita: «lavoratore»: persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un attività lavorativa nell ambito dell organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione,... 7 Al lavoratore così definito è equiparato: l allievo degli istituti di istruzione ed universitari e il partecipante ai corsi di formazione professionale nei quali si faccia uso di laboratori, attrezzature di lavoro in genere, agenti chimici, fisici e biologici, ivi comprese le apparecchiature fornite di videoterminali limitatamente ai periodi in cui l allievo sia effettivamente applicato alla strumentazioni o ai laboratori in questione Ne consegue che in questa categoria rientrerà il personale docente e quello tecnicoamministrativo afferente la Struttura, i lavoratori con qualsiasi tipologia di contratto operanti nella stessa e, per limitati periodi, alcuni studenti. Studenti La specificazione si rende necessaria poiché in questa categoria non sono inclusi gli allievi classificabili come lavoratori secondo quanto visto al punto precedente e quindi con il dovere di conoscere dettagliatamente questo piano di emergenza. Dunque, per studenti si intendono quegli allievi che si trovano nei locali della Struttura, ad esempio a colloquio con docenti, per sostenere esami, ecc. Essi non hanno il dovere di conoscere dettagliatamente questo piano e durante un emergenza si trovano sotto la responsabilità degli addetti e dei lavoratori afferenti la Struttura. Nel caso delle aule di Ateneo la questione è diversa. Nel senso che in questi contesti la gestione dell emergenza non viene seguita dagli addetti di una Struttura ma dai docenti presenti nelle aule. Ospiti Persone che occasionalmente (o per
Related Search
Similar documents
View more...
We Need Your Support
Thank you for visiting our website and your interest in our free products and services. We are nonprofit website to share and download documents. To the running of this website, we need your help to support us.

Thanks to everyone for your continued support.

No, Thanks