Matteo 13, Per la gioia di esso, va e vende tutto quello che ha e compra quel campo

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20 ottobre Matteo 13, Per la gioia di esso, va e vende tutto quello che ha e compra quel campo Il Regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto in un campo. Un uomo

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20 ottobre Matteo 13, Per la gioia di esso, va e vende tutto quello che ha e compra quel campo Il Regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto in un campo. Un uomo lo trova, e lo nascose di nuovo. Poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo. Il Regno dei cieli e simile a un mercante che va in cerca di perle preziose e trovata una perla di grande valore, andò e vendette tutti i suoi averi e la comprò. Il Regno dei cieli è simile anche a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena i pescatori la tirano a riva e poi, sedutisi, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo: verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni, li getteranno nella fornace ardente dove sarà pianto e stridore di denti. Avete capito tutte queste cose? Gli risposero: Sì. Ed egli disse loro: per questo ogni scriba Trascrizione non rivista dagli autori 1 divenuto discepolo del Regno dei cieli è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche. Salmo 119 (118), Hai fatto il bene al tuo servo, Signore, secondo la tua parola. 66 Insegnami il senno e la saggezza, perché ho fiducia nei tuoi comandamenti. 67 Prima di essere umiliato andavo errando, ma ora osservo la tua parola. 68 Tu sei buono e fai il bene, insegnami i tuoi decreti. 69 Mi hanno calunniato gli insolenti, ma io con tutto il cuore osservo i tuoi precetti. 70 Torpido come il grasso è il loro cuore, ma io mi diletto della tua legge. 71 Bene per me se sono stato umiliato, perché impari ad obbedirti. 72 La legge della tua bocca mi è preziosa più di mille pezzi d oro e d argento. 73 Le tue mani mi hanno fatto e plasmato; fammi capire e imparerò i tuoi comandi. 74 I tuoi fedeli al vedermi avranno gioia, perché ho sperato nella tua parola. 75 Signore, so che giusti sono i tuoi giudizi e con ragione mi hai umiliato. 76 Mi consoli la tua grazia, secondo la tua promessa al tuo servo. 77 Venga su di me la tua misericordia e avrò vita, poiché la tua legge è la mia gioia. Trascrizione non rivista dagli autori 2 78 Siano confusi i superbi che a torto mi opprimono; io mediterò la tua legge. 79 Si volgano a me i tuoi fedeli e quelli che conoscono i tuoi insegnamenti. 80 Sia il mio cuore integro nei tuoi precetti, perché non resti confuso Abbiamo scelto questa sera questo Salmo perché parla della Parola del Signore che è preziosa più di un grande tesoro, più dell oro e dell argento e vedremo che questa sera si parla di tesoro e di perla preziosa, vedremo le ultime quattro brevissime parabole del capitolo 13 di Matteo che concludono il discorso in parabole di Gesù, dove si spiega il mistero del Regno di Dio, cioè come il Regno di Dio e il bene è presente in questa storia di male, di contraddizione, di difficoltà, dove appunto le difficoltà non è che lo facciano scomparire ma lo fanno maturare, dove lo stesso male che c è non è che vinca, ma il male deve essere oggetto di misericordia, quindi il Regno è presente nel male come misericordia; questo è in sintesi il discorso fatto finora e questa sera il discorso fa un passo ulteriore in avanti ed è un passo conclusivo. Avendo sott occhio il testo vedo che o questa immagine del tesoro, oro e argento, si parla anche del tema della gioia che circola appunto nelle due piccole parabole che aprono il brano di questa sera. 44 Il Regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto in un campo. Un uomo lo trova, e lo nascose di nuovo. Poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo. 45 Il Regno dei cieli e simile a un mercante che va in cerca di perle preziose 46 e trovata una perla di grande valore, andò e vendette tutti i suoi averi e la comprò. 47 Il Regno dei cieli è simile anche a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. 48 Quando è piena i pescatori la tirano a riva e poi, sedutisi, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. 49 Così sarà alla fine del mondo: verranno gli Trascrizione non rivista dagli autori 3 angeli e separeranno i cattivi dai buoni, 50 li getteranno nella fornace ardente dove sarà pianto e stridore di denti. 51 Avete capito tutte queste cose? Gli risposero: Sì. 52 Ed egli disse loro: per questo ogni scriba divenuto discepolo del Regno dei cieli è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche. Come vedete sono quattro brevissime parabole, quattro metafore: la prima parla del tesoro nascosto, la seconda della perla preziosa, la terza della pesca e la quarta dello scriba che tira fuori dal suo tesoro cose nuove e cose vecchie. Queste quattro parabole conclusive rispondono all obiezione che uno può fare a questo punto del racconto delle parabole: se Dio è misericordia infinita, cosa ci resta da fare? Facciamo nulla. Già ci pensa Lui. Quindi si potrebbero intendere tutte le parabole delle misericordia come un invito a non decidere nulla, a fare nulla, a non avere responsabilità. E allora le prime due parabole riguardano la decisione: come avviene la decisione; e le ultime due riguardano la responsabilità di portare avanti questa decisione durante la vita, con coerenza e poi di trasmetterla come lo scriba, con competenza e con completezza. Questo proprio per ovviare all inconveniente che ci fa vedere che la Chiesa non è una setta di giusti, facendoci chiedere che cosa ne possiamo fare? Un covo di malandrini? No, c è qualcosa in mezzo. E i temi delle prime due parabole sono interessanti, sono centrate sul tesoro e sulla perla preziosa: il grande sogno dell uomo è trovare qualcosa di prezioso che dia senso alla vita. C è un cercare, oppure anche un non cercare, un imbattersi; c è un trovare, però l accento delle parabole è su un altro punto: sia chi cerca, perché il mercante cerca e trova, sia chi non cerca il contadino non sta cercando il tesoro, sta solo lavorando il campo e lo trova chiunque insomma, cercando e non cercando trova, è chiamato a una decisione per ciò che ha trovato. E questa decisione è dettata dalla gioia. La gioia è la forza del decidere. Trascrizione non rivista dagli autori 4 Hai capito ciò che vale la pena, hai trovato il tesoro, hai trovato quella perla preziosissima che vale tutte le altre perle. Quindi per la gioia decidi. Il senso è molto chiaro. Se hai capito il significato della misericordia, del discorso fatto finora, se capisci che quello è la Sapienza, è il vero tesoro, è la vera perla preziosa, allora devi deciderti e investire tutto in quello. Le altre due parabole sono più sulla responsabilità. Mirano a un punto particolare ed è la decisione. Cioè, se è vero che si getta la rete per pescare tutti, cioè se è vero che in questo mondo tutti fan parte della Chiesa, come vogliono e come credono, se la Chiesa dunque accoglie giustamente buoni e cattivi - la distinzione qual è? Dio solo lo sa! -, allora cosa devo fare? Tanto vale che sia cattivo. No. Devo stare attento a usare quella misericordia in modo da essere responsabile. Lo vedremo meglio. Se poi sono scriba, e tutti in qualche modo lo siamo, dobbiamo trasmettere in fondo ciò che abbiamo conosciuto, allora abbiamo anche la responsabilità di trasmettere in modo intelligente e in modo completo. Ora ci fermiamo sulle prime due. 44 Il Regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto in un campo. Un uomo lo trova, lo nascose di nuovo. Poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo. Ecco la prima parabola parla di questo sogno che ogni uomo ha nel cuore di scoprire il tesoro. Il tesoro è ciò in cui uno fa consistere la felicità. Ognuno ha un sogno di felicità. Un tesoro nascosto, di cui va in ricerca. Perché uno è fatto per essere felice. Ma non la trova da nessuna parte. Nella Bibbia, il tesoro, la felicità è connesso con la sapienza, cioè chi ha trovato la sapienza ha trovato il vero tesoro. Perché la sapienza ti indica come vivere, ti indica che fare per raggiungere la felicità. Quindi il vero tesoro è la sapienza. In concreto, il tesoro è quanto abbiamo visto fino adesso: quanto Gesù ha esposto nelle parabole, cioè saper vedere nelle difficoltà il segno che cresce e il Trascrizione non rivista dagli autori 5 saper usare nella miseria e nel male la misericordia. Questo è il grande tesoro, la vera sapienza, cioè la sapienza di Dio: quell Amore assoluto che vince ogni male. Che diventa norma di vita. Questa è sapienza. Perché del tesoro vivi. E la sapienza è ciò di cui vivi. Ed è questa sapienza che ti fa raggiungere la felicità. Questo tesoro è nascosto nel campo. È interessante: il campo non è del contadino; di fatti deve comprarlo. E nella parabola precedente il campo in cui Dio semina il suo tesoro, la sua parola, la sua sapienza è il mondo intero. Cioè vuol dire che questo tesoro c è in tutto il mondo; c è in ogni uomo che è il campo di Dio, c è nel cuore di ogni uomo. E presto o tardi uno lo trova. Questo uomo trova il tesoro in modo occasionale e gratuito nel campo, cioè non chissà dove, ma nell ambito in cui vive e in cui lavora. Non è lontano da noi il tesoro in cui possiamo imbatterci. Questo ci mette in un certo senso sull avviso: possiamo trovare il tesoro nascosto molto vicino a noi, nella nostra vita. Circa la storia del tesoro, conoscete quel racconto riportato da Martin Buber: un rabbino di Cracovia ha un sogno che gli dice che, sepolto sotto il ponte di Vienna dove ci sono le guardie, c è un tesoro. Allora lui a piedi arriva a Vienna, alla testa del ponte, ma lì ci sono le guardie e non può scavare. Aspetta che vada via la guardia, arriva subito l altra e così di continuo. Dopo una settimana che è lì, una guardia gli chiede: ma perché sei qui? Oh, niente, scusate, è per una cosa ridicola: ho avuto un sogno. E racconta il suo sogno sul tesoro. E la guardia dice: Se vai a chiedere ai sogni!.. Pensa che io ho sognato che un rabbino di Cracovia ha un tesoro sotto la sua stufa. Tornò a casa e trovò il tesoro sotto la sua stufa. Non è lontano il tesoro. Magari bisogna andare fino al ponte di Vienna per avere l indicazione. Però lo trovi in te stesso il tesoro. È ciò che dice 1 Pietro 3,4: è l uomo nascosto nel cuore, cioè è Cristo che è presente in noi, è il nostro esser Figli di Dio, il nostro essere simili a Lui nell amore e nella misericordia, che diventa sapienza di Trascrizione non rivista dagli autori 6 vita. È questo il tesoro che vale la vita. Se tu hai tutto il resto e non hai questo non sai perché sei al mondo. E presto o tardi uno trova questo tesoro. Perché l uomo è fatto per questo tesoro. È fatto per la felicità, è fatto per la misericordia. E ci arriva. Quando? Dio solo lo sa. Di fatti, tutti ci arrivano. Di fatti, quest uomo neanche cerca il tesoro, si imbatte. Però l accento della parabola non è sul fatto che trova il tesoro, è sul fatto che il campo non è ancora suo fino a quando non investe tutto in quel campo. Posso sapere che la cosa importante è l amore e la misericordia: fino a quando non vendo tutto, cioè non investo tutto nella misericordia, quel campo non è mio, quel tesoro non è mio. Fino a quando questo non è diventato norma della mia vita. Quindi si implica la decisione a fare di questo tesoro il principio della mia vita. Non posso dire: ho scoperto il tesoro, basta, torno a casa, e neppure è pensabile che quel contadino torni a casa la sera afflitto, dicendo a sua moglie: pensa te, che disgrazia! Abbiamo trovato un tesoro e ci tocca vendere tutto per comprare il campo. Non credo che abbia detto così: Va, pieno di gioia. Il movente di ogni decisione è la gioia. E la gioia quando c è? Quando trovi ciò che ami. Poi magari ti sbagli, e subito dopo ti penti. Se anche dopo ti rimane gioia, vuol dire che quello è il tesoro. Cioè la gioia prima, durante la decisione e dopo la decisione è segno che lì davvero c è il tesoro. Ed è la forza, il motore di ogni decisione. Ed è per questo che Dio dà sempre gioia nelle buone decisioni e il nemico cerca in tutti i modi di bloccarci con tristezze, sofismi, scrupoli, con tanti se, ma chissà, rimandiamo, forse non è per me. Quindi stare molto attenti che la gioia nel bene è da coltivare sommamente perché è la forza di ogni buona decisione. Come la tristezza è la forza per ogni fuga. Trascrizione non rivista dagli autori 7 E ancora: non è che butta via i suoi averi. Tutto ciò che ha e tutto ciò che è lo investe. Perché è un investimento, non è un buttare via, non è un disfarsi. È un investimento grosso. Così tutto quello che ho e sono, non è che lo butto via, qualità o non qualità, bene o male non importa, lo investo nel tesoro, cioè nella misericordia. E devo decidere quotidianamente la mia vita in questo investimento. E se notate, i verbi sono prima al passato nascose, ecc. poi al presente: vende e compra. La decisione quando si può fare? Solo al presente. E quand è il momento decisivo? Quando decidi. E quando decidi il tesoro è tuo. Quando ti rimangi la decisione il tesoro si allontana. Cioè è qualcosa, in fondo, come una sorgente che c è sempre e c è nella misura in cui si attinge. Quindi la decisione non è qualcosa da prendere una volta nella vita e poi una volta presa basta. No, la decisione è quotidiana. Però dettata dalla gioia, perché hai scoperto il tesoro. Quindi non c è moralismo. Se uno non decide è perché o non ha scoperto il tesoro o si lascia imbrogliare, intristire da tanti pretesti o cerca, come spesso facciamo, o cerca di cavalcare due cavalli o tenere il piede in due scarpe. Bisogna avere la capacità di decidere. Quindi se hai capito che la misericordia è il tesoro, allora non puoi dire: lasciamo perdere, no, no, allora investi la vita! Stavo pensando a una cosa: ho accompagnato ieri e anche oggi, due giovani in noviziato dei gesuiti. Stavo pensando questo: ho visto nei loro occhi, accanto a qualche lacrima per il distacco dalla famiglia, ho visto brillare la gioia, la gioia di aver scoperto qualcosa, di aver intuito e di avere anche un po inizialmente almeno sperimentato qualcosa che sa di questa gioia. Non è che quando uno si sposa si sposa piangendo per le infinite donne o uomini che lascia! Si sposa per la gioia di aver trovato la persona che sposa. Si spera! Se uno sta a pensare a tutto ciò che lascia, non riceverà mai nulla e nella vita non combinerà mai nulla. Quindi è proprio stare molto attenti che la decisione ci toglie Trascrizione non rivista dagli autori 8 dal delirio di onnipotenza che ci fa vedere tutto possibile, e però nulla di reale, perché per noi, tra le infinite possibilità, quella reale è una sola, quella che decidi, e la gioia ti porta a decisioni coraggiose e belle, la tristezza ti porta a fughe, a decisioni negative, a non decisioni. Quindi vedete che allora il discorso sulla misericordia come sapienza di vita non è che rinvia dicendo: tutto va bene! No, ti dice: allora decidi! 45 Il Regno dei cieli è simile a un mercante che va in cerca di perle preziose. 46 Trovata una perla di grande valore, andò e vendette tutti i suoi averi e la comprò. Il primo contadino lavora e non cerca tesori; è trovato lui dal tesoro, s imbatte. Il tesoro né lo sospetta, né se lo aspetta, gli arriva. Questo invece è un mercante, un intenditore che va in cerca di perle belle, dice il testo greco. È un intenditore. E tutti noi, nei confronti della felicità e della sapienza siamo un po come il contadino, che non capisce molto, ma lavorando s imbatte. Siamo però anche tutti degli intenditori, cioè dentro il nostro cuore è brillata una luce di qualcosa così forte che di ogni realtà che troviamo diciamo: non è ancora questa! Cerco qualcosa di più bello. E non siamo appagati sino a quando non abbiamo trovato quella bellezza per la quale siamo fatti. E l uomo che è a immagine di Dio è fatto per quella bellezza che è Dio. E Dio è amore e misericordia. Quindi questo mercante di perle preziose è paragonabile sicuramente a Paolo di Tarso, il grande maestro della legge che cercava le cose più preziose della legge; alla fine ha buttato via tutto come spazzatura, perché ha trovato la perla preziosa, cioè Cristo, la Sapienza di Dio. E di questo si dice la vostra versione dice: va, vende nel greco: andò e vendette. Prima il verbo è al presente, per sottolineare che la decisione è ora; l altro è al passato, per indicare l azione compiuta. Trascrizione non rivista dagli autori 9 L azione non solo da far qui e ora, ma qualcuno l ha già compiuta ed è ancora contento. Come vedete, le due parabole illustrano un unica realtà, però con due aspetti diversi: la prima parabola parla soprattutto di gratuità: uno s imbatte senza cercare, è cercato da Dio e siamo tutti sempre cercati. La seconda dice la ricerca positiva che uno fa nella sua vita; quando ha intuito qualcosa, cerca. E chi cerca trova. E non bisogna mai accontentarsi di qualcosa di meno di ciò che abbiamo intuito, che mantiene quella promessa di felicità che abbiamo dentro. Allora, come vedete queste due parabole, sono entrambe sulle decisione per aver scoperto la perla preziosa. E la nostra fede cristiana è innanzitutto questa scoperta del tesoro, della perla di grande valore, di ciò in cui vale la pena di investire la vita, cioè la vita finalmente ha senso. Trovi ciò per cui sei fatto. Allora decidi. 47 Il Regno dei cieli è simile anche a una rete gettata nel mare che raccoglie ogni genere di pesci. 48 Quando è piena i pescatori la tirano a riva e poi, sedutisi, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Questa terza parabola, come la successiva, è sulla responsabilità. È vero che si pesca tutti, ma poi c è una distinzione, alla fine. Vediamola più da vicino. Il Regno è paragonabile a una rete: si tratta di una rete grande che si getta nel mare e che si tira. E questa rete pesca. Ora il pesce pescato dall acqua muore, l uomo pescato dall acqua vive. Quindi questa rete che pesca gli uomini vi farò pescatori di uomini vuol dire che semplicemente il Regno dei cieli è la salvezza di ogni uomo. E ogni uomo è raccolto in questa rete, che in fondo, è l annuncio della Parola di Dio proposta a tutti, ed è la Chiesa, dove si accoglie tutti in questa rete e non si sta a vedere se uno è buono o cattivo: la salvezza è per tutti. Trascrizione non rivista dagli autori 10 E questo risponde alla parabola della zizzania: se uno facesse distinzione e non accettasse uno come fratello, allora non sarebbe figlio lui, manca di misericordia. Quindi è importantissima questa cattolicità, non può escludere nessuno. Una setta di giusti non è più cristianesimo, è l alienazione di Dio come Padre di tutti, di Dio come amore. Quindi va benissimo che sia per tutti, che ci siano tutti. Allora nasce il secondo problema: se è per tutti, allora tanto vale, sono già nella rete, sono già a posto. No. Alla fine si conclude, si tira la rete a riva. E c è una distinzione: i primi sono raccolti, gli altri sono gettati. Cosa si raccoglie alla fine? Si raccolgono i pesci buoni. E cosa sono i pesci buoni? Come per la parabola della zizzania e del grano, si raccoglie il grano e si mette nei granai, la zizzania si butta via. Chi sono i buoni? I buoni non sono quelli che non sbagliano e che giudicano gli altri che sbagliano. I buoni sono coloro che si sanno peccatori come tutti e non giudicano nessuno e accolgono tutti. I buoni sono quelli che sono perfetti come il Padre. Il Padre chi è? È uno che fa piovere sui peccatori e sui giusti. È uno che ha misericordia verso tutti. Quindi i giusti sono coloro che hanno misericordia verso tutti. È un richiamo ad una grossa responsabilità: avere misericordia verso tutti. È una grossa responsabilità. Perché se io non ho misericordia, sono io il pesce cattivo che viene gettato. La rete accoglie tutti, la comunità accoglie tutti; se io non accolgo tutti, io mi butto fuori. Io non sono uno che accoglie. E come vedete, è vero che Dio è misericordia, e che ciò che conta è la misericordia. Appunto per questo, se io non ho misericordia, io non sono, perché Dio è ed è Misericordia. Quindi la mia vita vale nulla, la butto via. Allora è un richiamo alla responsabilità a vivere ora la misericord
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