Lezione 9. Alcune premesse necessarie 50. Keywords. Fenomeni straordinari, rivelazioni private, criteri di autenticità. Sommario

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Lezione 9 Keywords Fenomeni straordinari, rivelazioni private, criteri di autenticità. Sommario In questa lezione si affronta il discorso riguardante la catalogazione e divisione dei fenomeni straordinari

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Lezione 9 Keywords Fenomeni straordinari, rivelazioni private, criteri di autenticità. Sommario In questa lezione si affronta il discorso riguardante la catalogazione e divisione dei fenomeni straordinari della vita spirituale. In seguito si affronta il problema della liceità e della validità delle cosiddette rivelazioni private ; infine, si cerca di dare dei criteri per valutarne l autenticità. Alcune premesse necessarie 50 Tocchiamo adesso un argomento del nostro corso che solleva diverse problematiche, per diversi motivi. Anzitutto bisogna notare un fatto ormai assodato nella cultura teologica odierna: quest argomento in genere non viene mai trattato. O forse, dovremmo dire che non viene più trattato, dato che prima, nella formazione culturale dei chierici era previsto anche una preparazione di base in questo campo; le giustificazioni che vengono proposte sono diverse, ma in ogni caso il risultato è sempre lo stesso: la trattazione dell aspetto carismatico o extra-ordinario della vita cristiana viene sistematicamente evitato. Si nota, nei seminari e negli studi teologici, una sorta di illuminismo teologico, per cui tutto ciò che esce fuori dalla normale possibilità di valutazione dell intelligenza teologica viene considerata con sospetto, o peggio ancora, con disprezzo. Una simile tendenza alla svalutazione 50 Per questa lezione, cfr. G. GOZZELINO, Al cospetto di Dio, Cap. VI. 98 proviene molto dall esperienza comune, nella quale si registrano una grande quantità di contraffazioni, illusioni e deviazioni, con estrema difficoltà di controllo. In ogni caso, però, l errore è madornale, perché quest atteggiamento taglia fuori dallo studio scientifico una parte della vita della chiesa che, sebbene circoscritta e non comune, è attestata lungo tutto il corso della sua storia. In genere, si parte sempre dalla considerazione che questi fatti, e coloro che li vivono in prima persona, siano comunque da considerare con il dubbio. Ora, se ciò può essere utile per valutare con chiarezza certi fenomeni, dall altro, se non è accompagnato da un sano senso di prudenza e discernimento, si rivela estremamente deleterio perché a volte questo atteggiamento ci rende i principali ostacoli della crescita spirituale delle persone; se è vero che l autenticità di questi fenomeni è quantomai rara, nondimeno dobbiamo imparare a conoscerli e a sapere cosa fare nel momento in cui ci troviamo di fronte a dei casi in cui è necessaria la nostra valutazione: bando alla faciloneria, al massimalismo, o peggio ancora, alla chiusura acritica ed infondata. Sarà la maniera migliore per affrontare con profitto questa parte del programma. Complessità dei fenomeni straordinari. Classificazione Un primo problema che si affronta quando ci si accosta a questi fenomeni è la difficoltà di classificazione, e questo per almeno due motivi: anzitutto perché essa si basa soprattutto sulla testimonianza, possibilmente scritta, dei mistici e di coloro che hanno sperimentato questi fenomeni in prima persona, per cui un interpretazione previa dei testi è quantomai necessaria per evitare errori; inoltre, molte volte diversi autori danno nomi diversi a fenomeni uguali, per cui è necessario studiare a fondo la varia fenomenologia per avere un quadro corretto e preciso. Una prima distinzione viene data da tutti quegli autori che considerano questi fenomeni come fatti parapsicologici (cioè non legati alla sfera spirituale, ma solo a quella psichica, sebbene in maniera inusuale), i quali li distinguono in: 1. Fenomeni parafisici (es. bilocazione); 2. Fenomeni parabiologici (es. stigmatizzazioni); 3. Fenomeni parapsichici (es. telepatia e chiaroveggenza); 4. Fenomeni paraspirituali (es. profezie e visioni). 99 Altri autori invece operano una diversa classificazione, partendo dai tre ambiti della corporalità, dell affettività e della conoscenza. In base a questi ambiti, abbiamo la seguente distinzione, che possiamo schematizzare così: Alcune osservazioni. Vi sono diversi tipi di stato estatico: l estasi semplice consiste in un alienazione dei sensi, calma e ordinariamente presentita, che si può accompagnare a dolore; il rapimento, che è un alienazione dei sensi impetuosa, irresistibile e improvvisa, caratterizzata dalla gioia. S. Teresa ne aggiunge un altra: il volo dello spirito, così chiamata perché è un rapimento così veemente che sembra staccare l anima dal corpo. L estasi somiglia a certi stati di coscienza quali la letargia, la catalessi o il sonno ipnotico, ma da essi si differenzia in maniera netta: infatti nelle prime vi è una fortissima attività dell immaginazione, una debolissima volontà e una condizione morale molto avvilita. Nell estasi invece la volontà e la ragione è molto forte, e l ideale morale è sempre presente. Inoltre l estasi accrescono l intelligenza e la volontà, mentre altri stati simili le deprimono fortemente. Queste forme di calore non provocano nessun sintomo di febbre o di normale accelerazione sanguigna. Non sono spiegabili per cause naturali. Questa conoscenza non può essere raggiunta in nessun modo per mezzo di poteri creaturali; anche e somiglia molto alla telepatia, da essa si differenzia radicalmente in quanto implica soprattutto la conoscenza dello stato di grazia del soggetto, cosa che di per sé è possibile solo a Dio. 100 CORPORALE AFFETTIVO CONOSCITIVO Estasi: alienazione dei sensi Stimmate: comparsa spontanea di ferite che riproducono le piaghe di Cristo crocifisso Trasverberazione: ferita non visibile, ma sentita sensibilmente, che generalmente interessa il cuore Sudore di sangue e lacrimazione di sangue; Cambio dei cuori: sostituzione del cuore dell orante con quello di Gesù. Si tratta di un fatto spirituale, non reale Inedia e privazione di sonno Agilità: traslazione corporale istantanea da un luogo all altro B i l o c a z i o n e : p r e s e n z a contemporanea in due luoghi diversi; Levitazione: elevazione e sospensione del corpo senza appoggi naturali. Avviene in estasi; Trasporti d amore: atti d amore per Dio che si manifestano esteriormente sotto forma di fuoco che riscalda o brucia materialmente la carne e le vesti vicino al cuore; Incendi d amore: rappresentano una forma ancora più intensa dei fenomeni precedenti. Discernimento infuso degli spiriti: conoscenza dei segreti del cuore rivelati direttamente da Dio per maggiore utilità della persona o di terzi; Ierognosi: capacità di riconoscere immediatamente, senza nessun esame previo, persone e oggetti sacri (particole consacrate, reliquie, ecc.); Scienza infusa: essa concerne soprattutto la conoscenza di realtà spirituali; Rivelazioni: esse sono di vario genere (apparizioni, visioni, locuzioni, ecc.). 101 CORPORALE AFFETTIVO CONOSCITIVO Sottigliezza: capacità di un corpo di passare attraverso un altro corpo trascendendo la legge dell impenetrabilità (es. passare a porte chiuse); Profumo: nei vivi è segno di comunione con Dio; nelle salme una manifestazione della vittoria sulla morte Criteri di valutazione Elenchiamo di seguito alcuni semplici criteri di valutazione che possono aiutare il discernimento di questi fenomeni, caso per caso: 1. Primo principio. Questi fenomeni non vanno mai valutati o interpretati isolatamente, ma sempre in relazione alla qualità della vita spirituale dei soggetti; essi infatti, da soli, non implicano alcuna garanzia di autenticità. Se non vi è santità di vita, si può presumere che essi derivino da particolari poteri parapsicologici, o per intervento del maligno. 2. Secondo principio. Questi fatti, di per sé, non bastano a dimostrare la santità di una persona. Se essi sono accompagnati da umiltà, discrezione, docilità, semplicità, ecc., si può credere che siano autentici, ma se essi si manifestano in persone ostinate, superbe e disobbedienti, si devono nutrire seri dubbi. 3. Terzo principio. I doni straordinari non devono mai essere chiesti, né desiderati; anzitutto perché essi non sono costitutivi della santità. Inoltre essi sono ambigui, in quanto non necessariamente autentici; pericolosi, perché è facile cadere in vanagloria; e crocifiggenti, in quanto creano situazioni di sofferenza. 4. Quarto principio. I doni straordinari vanno accolti con senso di responsabilità, gratitudine e umiltà. Solo così essi portano grandi vantaggi spirituali, per sé e per gli altri. Le rivelazioni particolari Tocchiamo adesso il delicato problema delle cosiddette rivelazioni particolari. Cerchiamo anzitutto di dare una definizione e una prima classificazione. Per rivelazioni particolari 102 intendiamo delle manifestazioni che hanno Dio per causa che mirano a rivelare verità nascoste concernenti una situazione concreta della chiesa o di alcuni suoi membri, per il loro vantaggio spirituale. Esse possono avvenire per mezzo di percezioni visive, auditive, o entrambi: se avvengono nel primo modo, si parla di visioni o apparizioni; se avvengono nel secondo modo, si parla di locuzioni. La visione è una percezione visiva di qualcosa che ordinariamente non può essere visto né conosciuto, e può avvenire a diversi livelli. L apparizione invece riguarda solo la sfera dei sensi esterni e presenta sempre un immagine da loro percepibile, il più delle volte tridimensionale. Le locuzioni invece sono messaggi divini comunicati per mezzo di parole. 52 Ora, questi tre gruppi di rivelazioni, a seconda del modo in cui vengono percepite, si distinguono in: 1. Visioni e locuzioni esteriori: esse vengono percepite dagli occhi e dalle orecchie mediante recezione d immagini e di suoni; 2. Visioni e locuzioni immaginative: in esse si vede un oggetto materiale o si odono parole, ma non per mezzo dei sensi esterni, e mediante una comunicazione di pensieri che passa attraverso l immaginazione; 3. Visioni e locuzioni intellettive: sono quelle percepite dal solo spirito, senza immagini interiori, mediante una comunicazione di pensiero che non si avvale di vocaboli: è la più profonda, e quindi la più sicura. Questo tipo di rivelazioni, comunemente, vengono chiamate private, per distinguerle dalla rivelazione pubblica, destinata a tutti gli uomini di tutti i tempi, e conclusasi con la morte dell ultimo apostolo. Ma forse, non è molto corretta questa dicitura, perché il termine privato sembra suggerire che questi messaggi siano rivolti per il bene di una sola persona, mentre molte volte ci si accorge che non è così, per cui è più corretto definirle rivelazioni sociali, in quanto interessano persone, gruppi o la chiesa intera, in un determinato periodo storico. 52 Vi è anche un ulteriore distinzione tra visione e apparizione: in genere la visione ha un contenuto diretto soprattutto al mistico; avviene dopo un lungo cammino ascetico e di orazione, e provoca una profonda trasformazione interiore; invece le apparizioni prescindono dalla santità del soggetto, hanno un forte accento profetico, e sono date per essere trasmesse ad altri. Possono anche non provocare trasformazione interiore; in ogni caso, anche questa distinzione non è da prendere in maniera così netta. 103 Il problema dottrinale e pratico legato alle rivelazioni particolari Secondo K. Rahner 53 è fuori discussione la possibilità che un cristiano possa ricevere delle rivelazioni attraverso delle visioni e audizioni. Non dobbiamo mai dimenticare che con il Cristo si è raggiunta la pienezza della rivelazione, per cui non si deve più aspettare nulla di nuovo; però la chiusura della rivelazione ufficiale con la morte dell ultimo apostolo non deve andare a scapito del significato e persino della necessità di ulteriori rivelazioni all interno della chiesa. A questo punto, forse il problema più immediato da risolvere è capire qual è la funzione di tali rivelazioni nella vita ecclesiale. Secondo alcuni autori, il senso delle rivelazioni particolari non tocca tanto gli aspetti dottrinali della fede, ma rappresentano piuttosto un orientamento pratico rivolto ad un gruppo di persone in un preciso contesto e in una situazione particolare. Se in esse vi è qualche riferimento a verità dottrinali della fede, non è tanto per aggiungere qualcosa di nuovo al deposito comune di essa, quanto piuttosto per illustrarlo meglio, o per mettere in luce elementi troppo trascurati o dimenticati, in modo che esse siano vissute con rinnovato zelo e fervore. Le rivelazioni quindi, vanno prese come un nuovo comando, piuttosto che come nuove proposizioni. Qual è il valore reale di questi fenomeni straordinari? Anzitutto, l abbiamo già detto, esse non sono essenziali per la vita mistica, ma sono più che altro, relative e subordinate ad altri aspetti, tanto che possono essere definiti epifenomeni: in effetti questa via mistica tende, per sua natura alla contemplazione pura e ineffabile. Del resto, gli stessi mistici, cioè coloro che hanno sperimentato questo tipo di grazie, si mostrano molto riservati riguardo ad esse, sebbene abbiano rivestito un ruolo molto importante nella loro vita. D altro canto però, non si può sottovalutare la loro importanza, e per questo basti vedere il valore che hanno rivestito nella storia della chiesa, quando sono legate a persone particolari. Dunque, quale atteggiamento avere nei loro confronti? 1. Sopprimere i massimalismi; cioè, bisogna evitare gli opposti, sia da parte di chi, nella chiesa, sembra attento solo a questo tipo di fenomeni, andandone continuamente alla ricerca, e sia da parte di coloro che, in nome di un presunto primato della S. Scrittura, della liturgia e del ministero ordinato, ne bocciano sistematicamente la validità; 53 K. RAHNER, Visioni e profezie. Vita e Pensiero, Milano 1955, p. 15. 104 2. Apertura critica; bisogna ricordare che queste realtà fanno parte stabile della vita della chiesa, per cui ci vuole un intelligente 54 e generosa 55 apertura critica Verifica attenta; è l impegno primario e inderogabile di fronte a questi avvenimenti. Una questione molto importante riguarda l assenso da dare alle rivelazioni particolari e il valore delle approvazioni ecclesiastiche. Un dato evidente è questo: se una rivelazione viene riconosciuta come autentica, essa dev essere fedelmente accolta. Il problema è il valore di quest assenso e accoglienza, in quanto su questo gli autori non sono concordi: secondo l eminente teologo F. Suarez ( ), per esempio, se l origine della rivelazione è di natura divina, l assenso da dare è di fede divina; secondo altri autori invece (soprattutto gli autori della seconda scolastica) si deve dare loro solo un assenso di fede umana, 57 in quanto nulla viene aggiunto alle verità di fede divine della rivelazione pubblica. Che dire? La convinzione soggettiva dell autenticità di una rivelazione privata obbliga la coscienza all adesione. Come si deve considerare allora l approvazione ecclesiastica? Essa altro non è che il permesso accordato, dopo un attento esame, di far conoscere e divulgare tali rivelazioni ad istruzione e beneficio dei fedeli. Il magistero, dunque, in genere si pronuncia riguardo ad esse affermando che non vi è nulla di contrario alla fede, ma senza impegnare a crederle vere. I criteri di discernimento È indispensabile avere una serie di criteri generali che possano aiutare nel discernimento riguardo la veridicità delle rivelazioni. 58 Possiamo, seguendo l esperienza millenaria della chiesa, parlare di tre tipi di criteri: 54 Dev essere intelligente in quanto si deve rifare ad una sana teologia dei carismi in chiave ecclesiologica. 55 Troppe volte il rifiuto di occuparsi di questi fenomeni non nasce dall amore per la verità, ma solo dal desiderio di non avere rogne o fastidi con vescovi e simili 56 Dev essere anche critica per stroncare sin dal sorgere queste manifestazioni, nel momento in cui se ne è accertata la infondatezza. 57 Intendiamo, per fede umana, un adesione ferma e suffragata da prove, ma non dal ricorso all autorità di Dio che parla. 58 Accenniamo anzitutto a questo: se dovessimo fare una graduatoria di garanzia (cioè quali siano le più sicure), dobbia- mo dire che esse sono le visioni/locuzioni intellettive, e ciò perché esse prescindono da qualsiasi giudizio o interpretazione personale, mentre le altre, in quanto passano per i sensi (esterni o interni), sono sempre soggette a interpretazioni da parte del veggente/mistico, con il risultato di far diminuire la purezza del messaggio. 105 1. Criteri riguardanti il messaggio; 2. Criteri riguardanti la persona; 3. Criteri riguardanti i frutti. Alcune norme pratiche per i direttori spirituali Queste indicazioni sono di natura empirica, ma si rivelano utilissime da conoscere nel caso che ci si trovi di fronte a casi del genere. Fase iniziale di ricerca Anzitutto, serve una grandissima prudenza e non bisogna avere nessuna fretta. La durata di questa fase dipende dallo scopo che hanno le presunte rivelazioni: se riguardano solo il veggente, possono essere relativamente brevi; se invece puntano ad essere diffuse per istruire, il tempo diviene necessariamente più lungo. Infine, se esse spingono ad opere speciali o hanno contenuto profetico, ci vogliono tempi più lunghi e sistemi più critici. Bisogna evitare atteggiamenti massimalistici: in genere non esistono delle rivelazioni completamente false o errate, come del resto anche nelle rivelazioni autentiche è possibile che si infiltrino errori. Inoltre, bisogna trattare con comprensione e carità le persone che si ritengono beneficiate da queste rivelazioni. Casi di inautenticità Quando si riconosce falsa la presunta rivelazione, bisogna essere fermi e decisi, anche se sempre nella carità, e stroncare all inizio un possibile errore che, se trascurato, può creare gravi danni e problemi. Casi di autenticità Se si hanno seri motivi per ritenere autentiche le rivelazioni, si deve procedere in questa maniera. Anzitutto, non bisogna mettere sullo stesso piano la sostanza del messaggio con i particolari e i dettagli che l accompagnano. 59 Inoltre, si deve stare attenti a non farsi domi- nare da colui/colei che si deve dirigere. Ancora, il direttore non deve mai mostrare ammi- 59 I motivi sono diversi: anzitutto, vi sono momenti in cui l attività mentale e l immaginazione del veggente sono attivi quasi a livello normale, per cui egli potrà attribuire a Dio o alla Madonna, in buona fede, elementi che invece derivano dalla sua immaginazione; il momento critico è il passaggio dallo stato estatico allo stato normale. Inoltre, soprattutto nelle visioni storiche, Dio non vuole fare lezioni di storia o archeologia tramite il veggente, né tantomeno soddisfare la curiosità, ma vuole che il veggente partecipi con intensità al mistero contemplato; nello stesso tempo, bisogna ricordare che il veggente ha un suo bagaglio di conoscenze a livello simbolico e immaginativo. Infine, lo stesso veggente può dare a ciò che ha visto un interpretazione ingenua di ciò che ha visto e udito. 106 razione per queste rivelazioni, anche se hanno un contenuto eclatante, ma deve insistere sul fatto che riguardo ad esse è molto più utile per l anima la pratica delle virtù. Infine, è assolutamente proibito per il direttore spirituale richiedere o sollecitare una rivelazione che lo riguardi direttamente, avanzando, ad esempio, richieste da fare al Signore; ciò equivale a trattare il veggente come un medium o come un mago, sminuendo l evento come un fatto superstizioso. Direttive per chi riceve queste rivelazioni Se indichiamo schematicamente. 1. Essere diffidenti verso sé stessi, e non desiderare né chiedere questi doni; 2. Se ritengono che ciò che hanno visto o udito sia autentico, devono sottoporle ad un buon direttore spirituale; 3. Mai pubblicizzare questi fatti, ma serbarli nel segreto, con discrezione, fino a ordine contrario! 4. Le persone che hanno rivelazioni devono con più impegno progredire nella santità; 5. Conservare sempre un atteggiamento di calma, serenità, pazienza e fiducia, soprattutto quando iniziano i contrasti (inevitabili). Irritarsi o spazientirsi di fronte a chi non crede loro è segno di poca fiducia in Dio. 107
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