la tenda Anno VIII n. 9 mensile ottobre 1976 INDAGINE SOCIOLOGICA SU ALCUNI GRUPPI SPONTANEI A ROMA

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Corrispondenza del gruppo : la tenda Anno VIII n. 9 mensile ottobre 1976 LETTERA n. 79 INDAGINE SOCIOLOGICA SU ALCUNI GRUPPI SPONTANEI A ROMA È un compito da noi prescelto il portare a conoscenza degli

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Corrispondenza del gruppo : la tenda Anno VIII n. 9 mensile ottobre 1976 LETTERA n. 79 INDAGINE SOCIOLOGICA SU ALCUNI GRUPPI SPONTANEI A ROMA È un compito da noi prescelto il portare a conoscenza degli amici i documenti che interessano fatti della nostra chiesa locale di Roma. Oggi compiamo questo dovere pubblicando parte del testo di una inchiesta compiuta nelle facoltà di Scienze Sociali della Università Gregoriana dei padri Gesuiti. Alcuni studenti prossimi alla laurea svolsero nel la richiesta esercitazione di ricerca prendendo come materia tre gruppi religiosi spontanei della nostra città: il gruppo di Comunione e Liberazione, la Comunità di S. Egidio e il Centro gioventù di S. Bernardino. Noi pubblichiamo la parte riguardante i due primi gruppi che sono in effetti maggiormente noti a Roma. Faremo qui in inizio di lettura alcuni avvertimenti: 1) si terrà conto che la ricerca è del , e che trattandosi di gruppi giovanili è assai probabile che un rilievo condotto oggi conterrebbe elementi diversi e forse diversissimi. 2) Alcuni limiti della ricerca sono indicati dagli stessi autori. Noi ricordiamo in più la seguente caratteristica che essi non avevano bisogno di rilevare: si tratta di uno studio dal punto di vista sociologico. Manca quindi ogni approfondimento circa l aspetto ideologico dei gruppi e resta del tutto estraneo anche ogni rilievo o apprezzamento teologico. A quest ultimo proposito esprimiamo anzi l idea che alcuni giudizi sul senso e valore che i gruppi in questione hanno nella Chiesa e addirittura nel suo rinnovamento sarebbe stato meglio non porli nel testo, perché estranei al taglio della ricerca. Ci si trovano invece senza che vengano sufficientemente fondati, un po vaganti. Ecco dunque il testo della esercitazione di studio: PONTIFICIA UNIVERSITÀ GREGORIANA Facoltà di Scienze Sociali I Gruppi religiosi spontanei nel futuro della Pastorale Esercitazione di ricerca: direttori professori Joseph Macha Sergio Limberti Gruppi scelti: COMUNIONE E LIBERAZIONE Salvatore Rizza Ngyen-Trun-Diem S. EGIDIO Carlo Gimillini Ho-Ngoc-Thinh CENTRO GIOVENTU DI S. BERNARDINO (omesso) Stanislao Rylko Thomas Yang INTRODUZIONE La nostra ricerca fa seguito, in ordine di tempo, ad altre dello stesso tipo promosse a titolo privato e personale dagli studenti dell Università Gregoriana. È nata dalla constatazione dell importanza dei gruppi di base come luoghi di ascolto della Parola di Dio in vista della sua attualizzazione, da cui l importanza per la vita della Chiesa e in particolare per la pastorale giovanile. Il tema che ci siamo proposti fin dall inizio è quello di verificare se ed a quali condizioni i gruppi giovanili spontanei che si dicono anche religiosi hanno un peso e un avvenire nella Chiesa. I limiti posti dal tempo a nostra disposizione e dai mezzi sono stati tali che è opportuno segnalarli al fine di evitare sia una sopravalutazione delle nostre considerazioni sia un attesa dal nostro lavoro superiore alle nostre possibilità. Non è stato difficile trovare l accordo sul tema comune di partenza, così, il nostro gruppo di ricerca formato da sei studenti: due italiani, due vietnamiti, un polacco ed un cinese, ha potuto porsi al lavoro rapidamente. Dopo il primo facile accordo sul tema si sono presentate le difficoltà. L inesistenza di una mappa o di un elenco a riguardo dei gruppi religiosi spontanei operanti nella diocesi di Roma poneva il primo problema per una scelta di tre gruppi sui quali condurre l analisi. Un incontro al Vicariato con il responsabile dell Ufficio Pastorale servì unicamente a riconferma e la complessità del problema della scelta. Dividemmo in tre gruppi la nostra squadra e ogni gruppo propose in una successiva riunione l oggetto della propria ricerca, portando le ragioni per cui la scelta era ritenuta rispondente alle esigenze della ricerca: anche l accordo sui tre gruppi spontanei da analizzare fu totale, essi erano: 1. Gruppo di Comunione e Liberazione - scelto da Salvatore RIZZA e NGUYEN-Trung-Dem 2. Gruppo di S. Egidio - scelto da Carlo GIMILLINI e HO-NGOC-Thinh 3. Gruppo Gioventù di S. Bernardino - scelto da Stanislao RYLKO e Thomas YANG. Le tecniche per la raccolta dei dati che si ritennero più adatte al nostro caso sono innanzi tutto l osservazione partecipante, poi l intervista aperta e l analisi del contenuto dei documenti, pubblicazioni, discorsi, omelie, canti, ecc. di cui avessimo potuto disporre. Il tempo dedicato alla raccolta dei dati stesi comprende i mesi di marzo e aprile Per coordinare meglio il lavoro di raccolta e presentazione dei dati rilevati dedicammo due riunioni alla discussione e elaborazione di uno schema di riferimento del quale diamo una indicazione sommaria. Esso ha rappresentato un utile traccia per il nostro lavoro. a. Descrizione del gruppo - struttura - ideologia - attività b. Modo di rapportarsi del gruppo - col soprannaturale - con l istituzione religiosa - con se stessi - con il mondo c. Fuochi dell analisi - catechesi - liturgia - vita comunitaria - attività d. Elementi da noi considerati come prioritari - la funzione dei membri - la dinamica del ricambio nel gruppo - l atteggiamento verso il mondo - le modalità di intervento ecclesiale Un ultima difficoltà da superare: presentare la nostra ricerca con un linguaggio il più semplice e piano possibile, eliminando ogni enfasi che fosse il riflesso dei nostri punti di vista e dei nostri pregiudizi. Parlando di gruppi spontanei ognuno comprenderà come non sia facile. GRUPPO COMUNIONE E LIBERAZIONE (RIZZA Salvatore, NGUYEN Trung Diem) 1.1. Introduzione. Abbiamo scelto di lavorare intorno a un gruppo le cui caratteristiche (proclamate) sono quelle della testimonianza e dell impegno socio-politico. Ciò non toglie che il gruppo sia anche attento al momento formativo interno e si proponga una presenza pastorale all interno della Chiesa. Noi ci siamo occupati del gruppo denominato Comunione e Liberazione. Mentre da una parte non avevamo molte conoscenze di gruppi che si prefiggessero l impegno socio-politico, dall altra sapevamo che CL era un gruppo chiacchierato e di cui anche la stampa si era occupata da qualche tempo. 1.2. Collocazione. Il gruppo romano di CL è abbastanza giovane: soltanto da alcuni anni ha iniziato la sua esistenza e attività. Nato a Milano, per iniziativa di Don Giussani, CL si colloca in continuità con GS (Gioventù Studentesca), gruppo di studenti, inseriti nell AC. Dopo la contestazione del 68, Don Giussani avvertì l urgenza di una presenza cristiana più incisiva e significativa nell Università da una parte e dall altra la necessità di offrire agli studenti una struttura organizzativa che desse la possibilità di continuare l esperienza cristiana per tutta la vita: nacque così CL. Gruppi di CL sono presenti in diverse città del Nord-Italia ed ha stabilito delle roccaforti in alcuni centri dell Italia meridionale Metodi e tecniche. La necessità di conoscere da vicino e per esperienza diretta il gruppo, le attività e lo stile ci ha indotto a recarci frequentemente presso la sede e i luoghi dove si riunivano straordinariamente per incontri e assemblee partecipando, a volte attivamente, e stabilendo rapporti di amicizia. Altra fonte di conoscenze, meno diretta ma ugualmente efficace, è stata la lettura e l analisi dei loro volantini, circolari e opuscoli divulgativi. Abbiamo esteso la tecnica dell analisi del contenuto ai canti liturgici e a una omelia domenicale registrata da noi stessi. Infine è risultato molto utile ai fini di un maggiore approfondimento il ricorso all intervista libera e spontanea con diversi membri del gruppo e, soprattutto, quelli con i membri della Diaconia. In fase preliminare ci eravamo documentati leggendo diversi articoli di giornali interessati al gruppo di CL per ragioni e con toni diversi: Osservatore Romano, Avvenire da una parte, Manifesto, Com, Paese Sera dall altra Risultati a) Struttura del gruppo: 1. Quantità: in tutto sono circa 440, di cui 200 universitari, poco più di un centinaio sono studenti delle scuole medie superiori e il resto lavoratori. Tuttavia a noi non è stato dato di vedere ogni volta (anche in assemblee plenarie) più di un centinaio di giovani e ragazzi. Il gruppo è misto: il numero dei ragazzi e delle ragazze è equilibrato numericamente. Attualmente nel gruppo non ci sono coniugati: CL infatti prevede anche la loro presenza. Provengono tutti da famiglie borghesi e piccolo-borghesi. 2. Struttura: non esiste una struttura gerarchica: non ci sono capi e superiori, ma soltanto persone più mature e che, in pratica, sono i responsabili dei sottogruppi per le diverse attività, e che guidano i più giovani, costituiscono la diaconia non per elezione o concorso, ma per un naturale e spontaneo riconoscimento dell autorevolezza di un leader. Tuttavia, al di là delle loro dichiarazioni ufficiali, ci è sembrato di capire che il prete nel gruppo è tutto: è lui che ha il potere decisionale; nelle assemblee ci siamo accorti che era il prete ad aprire la seduta, a iniziare la discussione, a fissare i punti, a dare la parola, a tirare le conclusioni e a chiudere la seduta. Ascoltando la registrazione di una assemblea soltanto dal punto di vista quantitativo parla molto di più il prete che non tutti i ragazzi sommati insieme. Inoltre è molto grande il prestigio e l autorità di cui gode il prete: quando parla lui sono tutti preoccupati di prendere appunti, mentre ascoltano semplicemente quando parlano gli altri. Per quanto riguarda il reclutamento: il gruppo è aperto a tutti, non si richiede adesione o condizioni particolari, basta un impegno serio. b) Cultura Gli elementi della loro ideologia, da cui poi scaturiscono le norme per il comportamento, sono contenuti nella denominazione stessa del gruppo: Comunione e Liberazione. La comunione con il Signore risorto è l unica cosa necessaria e urgente per l uomo. La comunità cristiana, la Chiesa, è il segno fisico e materiale di questa comunione. La liberazione viene dal Cristo Signore, è lui il liberatore e gli uomini ne sono resi partecipi nella misura in cui realizzano e vivono la comunione con lui e la costruiscono nel mondo. Comunità Comunione Chiesa Liberazione: sono le parole più ricorrenti nei loro scritti e nei loro discorsi. Il loro punto di riferimento, quasi il loro maestro, è Von Balthasar, il noto teologo svizzero. La loro preoccupazione è di rendere fisica la comunione, la presenza della Chiesa, che si traduce: - tra di loro, nel creare delle comunità di vita con incipiente comunione di beni a esprimere la comunione con l amicizia (che a volte sembra artificiale e perciò assume toni sdolcinati, fraseologie già fatte, gesti convenzionali, ecc.). - nei riguardi degli altri, a offrire uno spettacolo (testimonianza) di unità e compattezza, l offerta di un alternativa alla vita borghese che è divisa e individualista, offerta che, in alcune circostanze, si fa concreta (p.e. creare proposte di compagnie in occasione della preparazione degli esami). A proposito di comunione, una cosa che colpisce è quella che chiamano la comunione di giudizio, che è affronto comune dei problemi presenti oggi nella società e delle materie scolastiche per educarsi a giudicare tutto secondo il valore che abbiamo incontrato. Sinteticamente sono questi i gesti della vita nuova: l unità dentro la persona e fra le persone che viene generata dall incontro con il Signore nella Eucaristia, nella preghiera quotidiana, nella meditazione della sua parola. La condivisione profonda ed attenta dei bisogni degli altri sia personali che sociali: condivisione che genera una compagnia, un amicizia e un movimento capace di cambiare le strutture ingiuste. Questa condivisione non è circoscritta all edificio e alle ore scolastiche, ma si estende a tutti gli incontri e a tutti gli aspetti della vita (p.e., quartieri popolari, baraccati, situazioni di emergenza, ecc ). La comunione di giudizio (già riportato) La comunione dei beni: mettere in comune quello che si possiede, che viene usato per il bene comune. Altro elemento costitutivo l ideologia di CL è quello che sta alla base della giustificazione della loro presenza nell Università, nella scuola, nella fabbrica e che riguarda il tema teologico-pastorale del rapporto Chiesa-Mondo: creare un alternativa di società (in ogni ambiente) perché l attuale borghese ed egoistica è negazione dell uomo. Importanza dell analisi marxista-leninista, che è segno dell anelito di liberazione ma che, tuttavia, non riesce ad essere veramente progetto per l uomo in quanto, divenuta pratica sociale, significa solo violenza organizzata. Questi gruppi rivoluzionari sono incapaci di ascoltare l annuncio cristiano che è quello che garantisce il processo di rivoluzione culturale permanente: la possibilità che ciò avvenga è data dalla costituzione di ambiti in cui sia possibile all uomo vivere una trama di rapporti impostati secondo una logica diversa. c) Attività. Elenchiamo qui le loro attività: - Liturgiche: messa domenicale con canti propri accompagnati da chitarra e partecipazione alla preghiera universale dei fedeli, messa infrasettimanale (martedì) all università - Altre: assemblea generale e quella dei sotto-gruppi: gruppo di studio, preparazione per gli esami; preghiera del mattino prima di scuola; volantinaggio; raggio; diaconia; sport. - Caritative: aiuto nelle baracche, quartieri popolari. OSSERVAZIONI: Le attività di gruppo sono fortemente impegnative, totalizzanti ed esaustive: prendono tutto il tempo dei ragazzi lasciando poco spazio per gli impegni personali e familiari, e questo non a caso ma volutamente, quasi istituzionalmente: quando uno incontra il Signore, esperimenta il gusto della vita, non può non gridare questo gusto! Ragazzi miei, o ci crediamo o non ci crediamo (Parole dell assistente durante una assemblea). Non esiste un attività esplicitamente formativa, tipo catechesi: tutto è formativo. L esperienza è quella che conta. Gli stessi nuovi arrivati non sono oggetto di socializzazione particolare: non c è bisogno di essere iniziati al gruppo, basta seguire e partecipare. Il problema non è di avere delle convinzioni intellettuali, ma di vivere. d) Rapporti 1) Rapporti con la Chiesa: Il loro elemento caratterizzante è quello di essere presenza fisica della Chiesa nell università, nella scuola e negli altri ambienti in cui operano (pare che la Chiesa coincida con il loro gruppo!). In riguardo all aspetto istituzionale: - con la gerarchia: la comunione e la dipendenza è proclamata. Ammettono di avere avuto (e ancora oggi in qualche posto) difficoltà con i vescovi. A Roma da un anno a questa parte godono della benevolenza e dei favori del Card. Vicario, con cui i preti (forse anche qualche responsabile) s incontrano ogni tanto. Di questo sono orgogliosi (soprattutto perché li pone in una condizione di privilegio nei confronti di altri: es. attacchi a COM, alla Comunità di S.Paolo). Come si attui questo rapporto concretamente non si sa: forse al momento occorre parlare di disponibilità. - Con gli organismi diocesani: (consigli pastorali) di fatto nessun rapporto, ma dicono di essere disposti ad accettare di inserirsi nella pastorale diocesana. Sfugge però a loro il concetto di partecipazione per cui non avvertono la necessità di essere presenti in questi organismi anche per la programmazione dei piani pastorali e la gestione di essi. Del resto dicono di non accettare il discorso di laici-preti perché è dicotomico e nella Chiesa c è comunione e non dicotomia. - con le parrocchie: in alcune sono presenti a pieno titolo come membri di organizzazioni ufficiali 8p.e. AC). Questa presenza tuttavia ha un valore di servizio da una parte, per cui il luogo ideale resta quello del gruppo CL come posto privilegiato e naturale per la esperienza cristiana liberatrice; dall altra parte la presenza cerca un riconoscimento con altri al fine di stabilire e fondare CL. (Riconoscimento: 2ciò che avviene tra quanti vivono la comunione e che tende a diventare presenza stabile, cioè insediamento). - con altri gruppi: rifiutano con sdegno quelli di Civiltà cristiana (perché fascisti), guardano con superiorità quelli di AC (sono fantomatici); praticamente non si pongono il problema. Soltanto nell ambito dell università cercano di conoscere e incontrare altri cristiani: ma sono i soli cristiani. OSSERVAZIONE: nonostante la ricchezza dottrinale e la diffusione dei testi conciliari, non si trovano nei loro scritti e nei loro discorsi riferimenti espliciti ad essi. 2) Rapporti con la società: Intanto bisogna dire che guardano con un certo interesse all analisi che fanno i marxisti in riguardo alla società, però non la possono accettare perché insufficiente e contraddittoria: è una teoria critica, ma non è in grado di proporre niente. Da qui nasce l impegno di CL a creare un alternativa alla società che non può essere che la comunità cristiana, unica capace di ribaltare la società borghese, egoista e individualista, fondata sul profitto. La teoria marxista-leninista è efficace a smascherare la pseudo-neutralità del sapere borghese, però fornisce un sapere che non mette in questione la sua origine e di cui l uomo è semplice oggetto Osservazioni casuali: predisposizione alla apologia ideologica e di un gruppo con conseguente sensibilità polemica. Atteggiamento vittimistico-eroico: lo abbiamo notato quando raccontavano le incursioni subite a opera dei fascisti. Grande impegno a fare proseliti. Un osservazione che riguarda un apparente (o vera?) contraddizione: si parla di comunità come trama di rapporti, ma si rifiutano i termini associazione e organizzazione, salvo, poi, a darsi una struttura organizzativa rigidamente normativa. Considerazioni finali: Non è questo il momento di esprimere giudizi e qualificazioni. Sembra però opportuno cercare di caratterizzare questo gruppo in termini ricorrenti sia perché esprimono sinteticamente la collocazione topologica nell attuale geografia interna della Chiesa italiana, sia perché si intende già orientare le osservazioni, finali di tutta la ricerca, insieme a quelle riguardanti gli altri due oggetti della ricerca: nonostante la declamata disponibilità e apertura sembra un gruppo prevalentemente intimistico e di rifugio e, nei confronti della situazione più vasta, un gruppo integralista per il fatto che si pone con esigenze totalizzanti ed esausitve dell esperienza uman-cristiana, e con proposte alternative di società e di civiltà cristiana che non sembrano dare spazio ad esperienze pluraliste; sembra inoltre (non ci sembra che lo faccia esplicitamente) che torni a proporre modelli dicotomici e manichei del mondo e della Chiesa, sia pure con verniciatura di elementi culturali moderni quali la dottrina marxista e con declamate professioni di orientamenti a sinistra. GRUPPO DI S. EGIDIO (Carlo Gimillini HO-NGOC-Thinh) Il gruppo di S. Egidio è nato a Roma nell ambiente studentesco ed ha attualmente tale denominazione per il fatto che dispone di una sua sede nell antico monastero di S. Egidio in Trastevere. Tali locali e la chiesa adiacente sono stati messi a disposizione del gruppo dal Cardinal Vicario. Gli inizi sono chiaramente ispirati dalle esperienze della G.S. (Gioventù Studentesca) e poi dai Gruppi di Comunione e Liberazione: solo successivamente il gruppo acquistò una sua fisionomia. Per unanime affermazione dei componenti esso si qualifica religioso e laicale. Nel periodo e con le tecniche già indicate abbiamo preso contatto con il gruppo trovando buona accoglienza accanto a qualche comprensibile difficoltà. Per un approccio descrittivo riteniamo sufficiente il materiale raccolto Descrizione del gruppo Ci siamo trovati, di fatto, di fronte a due gruppi: quello degli adulti, il vero gruppo di S. Egidio di cui tratteremo nel corso del presente lavoro e il gruppo dei giovani studenti che ormai ha una vita autonoma, anche se collegato in diversi modi con quello degli adulti. Al gruppo di S. Egidio partecipano 180 aderenti suddivisi in fraternite aventi ciascuna non più di dieci componenti.
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