LA POETESSA POLACCA SZYMBORSKA

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Un mito fra incanto e disperazione LA POETESSA POLACCA SZYMBORSKA Mariagrazia Pelaia Convegni e mostre dedicate alla poetessa polacca confermano la sua fama in Italia insieme a una pletora di nuove pubblicazioni:

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Un mito fra incanto e disperazione LA POETESSA POLACCA SZYMBORSKA Mariagrazia Pelaia Convegni e mostre dedicate alla poetessa polacca confermano la sua fama in Italia insieme a una pletora di nuove pubblicazioni: raccolte di recensioni, saggi critico-commemorativi e persino una graphic novel. Il festival Szymborska - Dal 12 al 14 maggio 2016 si è svolto a Bologna un grande festival per festeggiare il ventesimo anniversario del premio Nobel per la letteratura conferitole nel 1996, organizzato dall Istituto Polacco di Roma insieme al Comune di Bologna e all Alma Mater Studiorum Università di Bologna. In parallelo (e con visibilità protratta a fine maggio) una mostra: La fiera dei miracoli, organizzata per l occasione da Sebastian Kudas e dalla Fondazione Szymborska di Cracovia, allestita presso la Sala Ercole del Palazzo d Accursio. Esposti fra l altro i suoi celebri collage. La città è stata scelta in memoria di un incontro rimasto storico svoltosi nel 2009 presso l Aula Magna di Santa Lucia, a cui ha assistito anche Umberto Eco, appassionato lettore della poetessa. Il più grande evento organizzato per lei nel mondo. C è anche il coinvolgimento atti- 121 vo degli studenti della polonistica italiani, che sotto la guida dei loro professori hanno tradotto diverse Letture facoltative ancora inedite. Concerti, conferenze, tavole rotonde, rievocazioni, letture e presentazioni delle numerose uscite editoriali. Fra i relatori gli autori delle novità librarie che ognuna a suo modo cerca di arrivare a comprendere le ragioni di un successo misterioso (una poetessa di una certa età e per giunta polacca che attrae folle da concerto rock ) che troverete qui presentate in ordine sparso. Cominciamo con una raccolta di brevi recensioni di opere che potremmo definire di serie B, firmate dalla stessa Szymborska. Segue un reportage biografico molto esauriente e documentato firmato da due importanti giornaliste culturali polacche. Intermezzo in stile szymborskiano con una graphic novel, l appassionata compositrice di limerick e autrice di collage avrebbe apprezzato questa biografia fuori dalle convenzioni accademiche. Riprendiamo con una raccolta di saggi critici prodotti da un precedente convegno tenutosi presso l Università di Pisa. E infine un Alfabeto che si propone di farci da bussola nel labirinto poetico szymborskiano. Come vivere in modo più confortevole - È la seconda puntata delle Letture facoltative pubblicate da Adelphi nel 2006 (a cura di Luca Bernardini, traduzione di Valentina Parisi, Milano 2016). La casa editrice dopo aver praticamente messo a disposizione tutta l opera poetica della Szymborska è passata agli altri scritti anche in prosa, quelli che la scrittrice compilava per impegno professionale, nelle riviste letterarie di cui era collaboratrice, dove è passata dalla responsabilità della sezione poetica alle recensioni delle letture dei libri sullo scaffale in basso, quello destinato al macero. La sua carriera all inverso dipende ovviamente dalla sua presa di coscienza politica, che dopo l errore giovanile dei panegirici filocomunisti la porta a maturare la scelta di restituire la tessera del partito. Come prima cosa ha perso l ufficio e ha cominciato a lavorare nel suo appartamento (da lei scherzosamente definito Il cassetto ), e dalla rubrica poetica è passata alle pagine di evasione, le Letture facoltative, quei libri apparentemente inutili pensati per un pubblico di massa o di nicchia che non trovano di solito spazio nelle pagine importanti delle riviste letterarie. In questo universo marginale W.S. (adotto la designazione per iniziali di Luca Bernardini) scova delle perle o in ogni caso le produce lei, per inattese associazioni di idee, che a quanto pare confluiscono anche nella sua opera lirica, come suggerisce il curatore del libro nel testo che accompagna la raccolta: Una mantide ludica ed empatica. E così W.S. retrocede, ma crea da par sua un nuovo genere, quello della recensione-pretesto per esprimere piccole verità che raramente vengono espresse ad alta voce, o raccontare piccoli fatti che si perdono ai margini della grande storia e possono essere un gioco ma anche a volte un insegnamento. Teresa Walas, da brava addetta ai lavori che rintraccia tutto il suo divertimento letterario nell uso di un infinita serie di (serissimi!) procedimenti retorici quali la sineddoche, la prolessi, l asteismo, la concessio o epitrope, l aposopiesi, la praeteritio, la prosopopea e l aversio (p. 257), è nel contempo amica che la conosce benissimo ed è lei a proporre la mantide come riferimento per dar conto del suo atteggiamento di lettrice. Le sue vittime le seleziona a quanto pare con estrema attenzione, e non arrivano casualmente come vuol farci ludicamente intendere. Un esempio: prendendo spunto da uno studio sui salotti artistici e letterari a Varsavia nell Ottocento, porta il paragone su quelli di oggi. Fiumi di cibo e l attenzione dei padroni di casa concentrata sull orchestrazione e la preparazione di delizie e intingoli, non potendo disporre della servitù di un tempo, quando i padroni di casa liberi da queste incombenze potevano occuparsi dell intrattenimento artistico e culturale dei loro ospiti. Chiude la sua confortevole lettura con una constatazione spietata e mantidea: L ospite di oggi se ne va a stomaco pieno, ma è il suo spirito a contor- 122 cersi dalla fame (p. 81). E quando affronta una monografia sull attrice Irena Solska, dell epoca liberty, constata quanto le recensioni allora fossero zeppe di elogi e di improbabili iperboli. Pantera muliebre dalle movenze ricercate, voce ipnoticamente melodiosa (p. 136), aspetto di una Psiche occulta, una dolente apparizione lunare (p. 137) E da qui l affondo alle recensioni di oggi: Certo che è grafomania. Ma così avvincente! Mentre le recensioni di adesso Certo, grafomania non sono, magari lo fossero! (p. 138). E la mantide dopo aver svolto impeccabilmente il suo compitino ridacchia W.S. che rifiuta di scrivere sulla poesia e soprattutto sulla propria, qui giocosamente inserisce una definizione sulla natura dell espressione poetica nella lettura di Storia del Vicino Oriente nell antichità (dalla prima puntata delle letture facoltative, 2006, p. 12): Il poeta, indipendentemente dal grado di istruzione, età, sesso e preferenze, nel profondo dell anima è, e rimarrà per sempre, un erede spirituale delle tribù primitive [ ] È un animista, un feticista che crede nelle forze segrete che sonnecchiano in ogni cosa, ed è convinto che con l aiuto di parole opportunamente scelte riuscirà a risvegliarle. È più forte di lui, il turbinante strip tease rivela alla fine un selvaggio con l anello al naso. [ ] come chiamare altrimenti una persona che chiacchiera in versi con i morti e i non nati, con gli alberi, gli uccelli e perfino con una lampada o la gamba del tavolo, senza ritenere tutto ciò un idiozia? (p. 248). Queste letture facoltative in cui si apprende come vivere in modo più confortevole contengono inaspettate piccole rivelazioni. Cianfrusaglie del passato, una biografia a due voci - Non sono fatta per le interviste e non ne rilascio Ritengo che il poeta non sia chiamato a esprimersi sulla propria opera. Il silenzio è d obbligo. Ma se proprio devo dire qualcosa, allora vorrei rifarmi - toute proportion gardée, naturalmente - a Goethe. C è un suo pensiero, nelle conversazioni con Eckermann, mi pare, che dice più o meno così: il poeta sa che cosa voleva scrivere, ma non sa che cosa ha scritto. Mi sembra un osservazione intelligente e anche spiritosa. [ ] E c è un altra massima di Goethe che vale la pena citare: Crea, artista! Non parlare!. Ecco, appunto. Altro non dico (dal risvolto di copertina, Adelphi, a cura di Andrea Ceccherelli, Milano 2015). Anna Bikont e Joanna Szczcesna hanno senz altro dovuto faticare per ricostruire il cammino su questa Terra di un personaggio così singolare e al tempo stesso così apparentemente banale. Ma credo che anche loro si siano divertite come mantidi, prendendo spunto dal soggetto indagato. Non capita tutti i giorni di scavare nel passato di una persona che ha preso il Nobel e nel contempo si dichiara tanto affascinata dalle scimmie, al punto da dedicare loro anche dei versi o dei collage, facendosi ritrarre anche con alcune delle sue amiche (vedi foto sulla copertina del libro). Confesso che frequentando il personaggio comincio anch io a esprimermi nel modo paradossale delle sue confortevoli letture! La sua biografia si legge come un romanzo, nel quale non accade effettivamente nulla di speciale, la poetessa conduce vita riservata, distaccata dai grandi circoli accademici e letterari, ma con poche amicizie selezionate a cui è fedele tutta la vita, e che insieme a sua sorella Nawoja (che non scrive versi, come ci informa una sua deliziosa poesia, ma cucina come se componesse poemi) e agli amori della sua vita (due, il marito e poi il compagno non convivente) costituiscono tutto il suo mondo. Viaggi no, la burocrazia comunista la scoraggia. Eppure le sue poesie ci trasportano lontano dalla grigia quotidianità che spesso è spunto di partenza. Certo, se avesse dovuto scriverla lei la sua biografia potremmo sapere qualcosa di più sul suo culto delle cianfrusaglie, del kitsch, persino dell orrore e del passato archeologico del nostro pianeta. Anche se le autrici hanno fatto di tutto per non farsi mancare dettagli su questo lato della sua vita privata. Invece Jerzy Pilch si esprime di- 123 versamente al proposito: Per favore non fate di lei un encomiabile collagista e limerickista. Siccome le piacevano gli oggetti kitsch, tutti le portavano schifezze. Ma chissà, magari ne aveva abbastanza? Siccome le piaceva fare i collage, tutti le mandavano vecchi rotocalchi. Chissà, magari ne aveva abbastanza anche di quelli? Non sono convinto che tutta quella carta da macero procuratale da tanti amici benintenzionati le facesse piacere. Era un modo per annacquare le sue poesie, che sono difficili (p. 231).. Questo ce lo dice un fine intenditore letterario polacco. A partire dal Nobel del 1996 nella sua vita c è un colpo di scena. La solitaria rimatrice che si concede spesso anche il ruolo di buffone, diventa un personaggio pubblico da cui ci si aspetta l autografo e la battuta del secolo, che risolva a nome di tutti in due parole migliaia di anni di riflessione umana nei campi della scienza e dell arte E lei riesce a condensarlo nel suo non so : l unica certezza è l ennesima dubbiosa domanda che pone a se stessa prima che ai suoi lettori. Importante capitolo del libro è: Traduttori e traduzioni, ovvero poesia che fai problema che trovi. Scopriamo che anche lei è stata una traduttrice, dal francese soprattutto (poeti barocchi, Baudelaire, Musset; Lisowski per la sua antologia le affidò versioni difficili perché la reputava un eccellente traduttrice), e anche dall yiddish (per un antologia, Manger; ma non conosceva la lingua). Probabilmente la strada verso il Nobel è stata agevolata dalla bravura dei traduttori, soprattutto quelli delle lingue parlate dalla giuria, lo svedese e l inglese. In Italia come nota il suo traduttore Marchesani non ha lettori: ha fan, adoratori (p. 271). Persino musicisti come Jovanotti si ispirano alle sue poesie, Roberto Vecchioni scrive una canzone a lei dedicata intitolata con il suo nome Gustose le scenette con l altro poeta polacco laureato, un tipo ben diverso: lei lo chiamava Vate e provava nei suoi confronti una vera e propria soggezione. Erano una coppia davvero ben assortita. Per lui compose una volta un limerick: Incede Miłosz, severo, assorto. / Prostrati e recita un Padrenostro (p. 339). Dicono forse non del tutto apprezzato La biografia a due voci è una vera miniera di informazioni su W.S. e si legge come un serial televisivo, correndo da un capitolo all altro. Ma si può anche tornare indietro e apprezzarlo meglio dopo averlo terminato. Qui a proprio piacimento tutto può tornare anche più di due volte Si dà il caso che io sia qui in una graphic novel - La Szymborska voleva arrivare a tutti con i suoi versi, e quale modo migliore oggi che un medium molto gradito alle nuove generazioni? Lei che è anche autrice di collage e quindi artista visiva oltre che letterata, sarebbe stata entusiasta della matita di Alice Milani, che ha trasformato le complesse vicende della sua vita in una mobile successione di aeree immagini pastello. Le immagini della quotidianità della poetessa, nella sua camera da letto, in cucina e persino mentre fa toeletta e indossa il reggiseno, sono molto simili a quelle che abitano nei suoi componimenti. Immagini dirette e spiazzanti, come il primo matrimonio con le scarpe un po logore e l abito semplice, la prima notte di nozze senza letto (prestato a un amico per un ospite inaspettato, un traduttore di letteratura ceca che viene da Lublino) Leggiamo l avviso della direzione della Casa dei letterati a Cracovia, un gruppo di allegri buontemponi a quanto pare: [ ] assoluto divieto ai Compagni Letterati di imbrattare i muri con poesie sconce e peraltro offensive verso i più alti organi del partito (p. 23). Ai poeti non è concesso indugiare nell estetismo, troppo impegnati a costruire un mondo migliore, e il direttore troppo impegnato a controllare chi entra ed esce dai bagni Vediamo la Szymborska immersa nei suoi più triviali passatempi: le lotterie con premi kitsch, i ritagli per i suoi adorati collage, i limerick La giovane poetessa inizialmente entusiasta del socialismo rivoluzionario, pian piano torna con i piedi per terra e constata che la gente fa la fila per comprare il pane, e mentre il primo matrimonio è finito, la vita va avanti fra contraddizioni. Il paese 124 produce ottimi jet da guerra e scarpe scadenti. La deriva totalitaria è ormai evidente. Siamo figli dell epoca, / l epoca è politica, i versi le vengono alla mente mentre acquista una nuova pianta. La rivista per cui collabora la sposta alle recensioni di secondo piano, e non la vogliono più presente fisicamente in redazione, il gatto di casa diventa tecnicamente il suo capo. E scuote la testa all ennesimo pacco pieno di libri da recensire Divertente l incontro casuale con il secondo compagno, lo scrittore Kornel Filipowicz. Alla posta. E nelle nuvolette continuano a galleggiare i versi della poetessa: Ogni inizio infatti / è solo un seguito / e il libro degli eventi / è sempre aperto a metà (p. 86). Vivono assieme ma in case separate. Si sa, due macchine da scrivere farebbero un baccano infernale in un piccolo appartamento (p. 90). È un po paradossale vedere le scene fumettistiche del paese sotto la legge marziale negli anni Ottanta, quando Solidarnosc è stata dichiarata fuori legge e l Unione degli scrittori è stata sciolta e rifondata con altro nome, aperta solo ai favoriti del regime Si prepara la resistenza culturale, si discute di problemi molto seri, giocando a carte. E poi arriva il Nobel nel 1996: la poetessa si rifugia nella camera d albergo, mentre i fan le fanno la posta E così nonostante la proverbiale discrezione è travolta da occasioni pubbliche e mondane, e le sue poesie sempre più traboccano di affettuosa saggezza. Auguriamo alla disegnatrice che la sua prima graphic novel (pubblicata da Beccogiallo, 2015) sia solo la prima di una serie. Ma cominciando con un personaggio di tale levatura, sarà difficile restare alla stessa altezza! Szymborska, la gioia di leggere - Sottotitolo: Lettori, poeti, critici (Pisa University Press, Pisa 2016). Un saggio collettaneo curato da Donatella Bremer e Giovanna Tomassucci, in cui sono confluiti i lavori presentati in occasione di un altro recente convegno italiano che si è svolto nell Università di Pisa nel La constatazione di partenza è quella che in Italia, prolifica terra di poeti scrittori e pigri lettori di poesia a qualcuno piace la Szymborska Anzi, il fenomeno Szymborska, nato secondo l opinione della curatrice grazie anche all alacre lavoro di Pietro Marchesani, a cui il libro è dedicato. Leggiamo sulla sovraccoperta: In questa raccolta di saggi, la prima dedicata in Italia all opera della poetessa polacca, ci si è interrogati su quali siano gli elementi propulsivi di questo consenso condiviso e sul perché la poesia di Szymborska, malgrado, o forse proprio a causa della fama di autrice non complessa, in Italia abbia finora stimolato scarse letture critiche. La Tomassucci si interroga sui motivi del gran numero di lettori e dei pochi interpreti qui da noi, anche chi l ha tradotta non si è cimentato in approfondimenti analitici, forse in omaggio alla ritrosia della poetessa stessa che non amava parlare e scrivere di poesia, e soprattutto della propria nonostante il fine talento critico mostrato nella conduzione di rubriche di recensione e nella posta agli aspiranti poeti su una rivista specializzata. Il convegno ha messo insieme traduttori, critici, poeti e amici della poetessa, e anche il suo segretario, M. Rusinek, oggi presidente della fondazione Szymborska. Il testo contiene alcune sorprese: un intervento di Marchesani che parla della sua esperienza di traduttore (Il calabrone sgraziato), il collage in copertina (un aitante signore che oltrepassa la torre di Pisa con il salto della cavallina) e un inedito poetico: Dialettica e arte, traduzione di Giovanna Tomassucci. Nella sezione Tradurre di particolare interesse la trascrizione dell intervento di Marchesani alle giornate di Studio del Dipartimento di Filologia e Critica della Letteratura dell Università di Siena, nel 2007 (Transito libero. La traduzione della poesia): Il calabrone sgraziato, da una poesia di Herbert, altro vate contemporaneo polacco. Il richiamo all armonia sonora di Valéry e la raccomandazione della stessa Szymborska: inutile arrovellarsi intorno al senso stretto (cit. p. 23). Il traduttore ha avuto il pri- 125 vilegio della rilettura del suo lavoro insieme alla stessa autrice. La rima è poco usata, ma ove ricorre si tenta di riprodurla, senza farne un dogma. E c è il rispetto della misura metrica. Ottimi punti di partenza. Il risultato ha portato alle strepitose cifre delle tirature dei libri di poesia della Szymborska in Italia. O è maestria o grande fortuna. Seguono esempi puntuali che sono molto utili sia per i traduttori, ma anche per i fruitori della versione. Sapere con che criteri lavora il traduttore non è solo un passatempo per addetti ai lavori. Dell esito di questi lunghi sforzi ne risponderanno i futuri esegeti, se ve ne saranno. Materiale per confronti già esiste, perché alcuni tentativi di introdurre la Szymborska in Italia erano già stati fatti e ora altri hanno raccolto il testimone (elenco a p. 12). Sarebbe quindi interessante vedere in futuro in una nuova edizione dello stesso convegno un intervento specifico sul tema. Laura Novati nella stessa sezione ribadisce che il successo della poetessa deve molto alla qualità della traduzione. Un intermezzo illustrato ci conduce alla sezione Ricordi e progetti. Si menzionano il cappellino volato nel cratere, la pesca e le lotterie con oggetti di pessimo gusto (per citare un suo collega poeta) organizzate per lo svago dei suoi ospiti Rusinek, il suo primo (e unico) segretario riferisce della fondazione a suo nome, che distribuisce un premio ai poeti polacchi o in traduzione e si occupa della promozione della poesia con un premio all opera edita anche in traduzione e al sostegno dei poeti in difficoltà finanziarie. Nella sezione Poeti le voci non sono tutte di plauso incondizionato. Dalla stima cautamente entusiasta di Anna Maria Carpi, che la vede come fata buona la cui riuscita dipende dal suo tepore costante, si passa a Paolo Febbraro, che l apprezza ma con qualche riserva: la considera un dolce artigianale, confezionato con farine integrali, cotto a legna, senza troppa panna (p. 76). L impressione è quella di voler galvanizzare l immobilità (ibidem). E quello che finora era apparso un pregio a lui sembra quasi un limite: piace perché la leggiamo in traduzione (p. 78). E si finisce con Alba Donati, che di nuovo l ammira senza restrizioni, per l orig
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