La Giunta regionale all unanimità Delibera

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Visto l articolo 6 comma 1 della legge regionale 18 agosto 2005 n. 23 (Disposizioni in materia di edilizia sostenibile), che istituisce il Protocollo regionale per la valutazione della qualità energetica e ambientale di un edificio quale strumento attuativo di cui si dota la Regione per disciplinare la valutazione del livello di sostenibilità degli interventi edilizi, anche al fine di graduare i contributi previsti dalla legge stessa; Visto il comma 4 dello stesso articolo 6, il quale stabilisce che il Protocollo di valutazione regionale costituisce criterio di priorità nei finanziamenti, per gli interventi di acquisto, costruzione e/o ristrutturazione di edifici pubblici o privati previsti dalla legislazione regionale vigente sotto qualsiasi forma; Atteso che il comma 2 dell articolo 6 prevede l adozione del citato Protocollo di valutazione da parte della Giunta regionale, previo parere della Commissione consiliare competente; Vista la direttiva 2002/91/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2002, sul rendimento energetico nell edilizia; Visto il D. Lgs. 19 agosto 2005 n. 192 e s. m. e i. recante disposizioni per l Attuazione della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell edilizia ; Visto l art. 17 del citato Decreto Legislativo; Preso atto che il Servizio disciplina tecnica edilizia e strutture a supporto residenza ha elaborato uno strumento tecnico denominato Protocollo regionale VEA per la Valutazione della qualità Energetica e Ambientale degli edifici , che corrisponde a quanto espressamente richiesto dall articolo 6 della citata legge regionale 18 agosto 2005 n. 23; Ritenuto, pertanto, di adottare il citato Protocollo regionale VEA per la Valutazione della qualità Energetica e Ambientale degli edifici quale strumento di valutazione ai sensi dell articolo 6 della legge regionale 18 agosto 2005 n. 23, ritenendolo atto di ordinaria amministrazione imposto dalla legge regionale entro scadenza tassativa, nonché documento necessario all operatività e al funzionamento amministrativo; Atteso che la IV Commissione consiliare permanente, ai sensi dell articolo 6 comma 2 della legge regionale 18 agosto 2005 n. 23 deve esprimere parere in ordine alla proposta di adozione del Protocollo regionale per la valutazione della qualità energetica e ambientale di un edificio ; Su proposta dell Assessore all Ambiente e Lavori Pubblici e delegato alla protezione civile; La Giunta regionale all unanimità Delibera 1. E adottato in via preliminare, in attesa del parere della IV Commissione consiliare permanente, il Protocollo regionale VEA per la Valutazione della qualità Energetica e Ambientale degli edifici quale strumento attuativo di valutazione di cui si dota la Regione ai sensi dell articolo 6 della legge regionale 18 agosto 2005 n. 23 (Disposizioni in materia di edilizia sostenibile), per disciplinare la valutazione del livello di sostenibilità degli interventi edilizi e per graduare i contributi previsti dalla legge stessa, di cui all Allegato 1 e che costituisce parte integrante della presente deliberazione; 2. Per quanto indicato all articolo 1, la presente deliberazione giuntale sarà trasmessa al Consiglio regionale per il parere di competenza. Protocollo regionale VEA per la Valutazione della qualità Energetica e Ambientale degli edifici REGIONE AUTONOMA FRIULI VENEZIA GIULIA DIREZIONE CENTRALE AMBIENTE E LAVORI PUBBLICI Servizio disciplina tecnica edilizia e strutture a supporto residenza REGIONE AUTONOMA FRIULI VENEZIA GIULIA Protocollo regionale VEA per la Valutazione della qualità Energetica e Ambientale dell edificio Documento elaborato presso: REGIONE AUTONOMA FRIULI VENEZIA GIULIA DIREZIONE CENTRALE AMBIENTE E LAVORI PUBBLICI Servizio disciplina tecnica edilizia e strutture a supporto residenza arch. Luciano Pozzecco, (direttore) arch. Paolo Tomasella arch. Fabio Dandri (stagista della Libera Università di Bolzano) Collaborazione alla redazione degli aggiornamenti tecnici: ing. Gaetano Cola, (ICMQ Lab Maniago); arch. Angela Sanchini, (ICMQ Lab Maniago); 1 INDICE Premessa... 5 Capitolo 1 Il Protocollo VEA... 7 Caratteristiche... 7 Sistema di valutazione VEA... 8 Modalità di utilizzo Sperimentazioni Capitolo 2 Area di valutazione Valutazione energetica Prestazione energetica Capitolo 3 Area di valutazione Impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili Produzione acqua calda sanitaria da fonti rinnovabili Produzione energia elettrica da fonti rinnovabili Produzione energia termica da fonti rinnovabili Ponderazione dei punteggi Capitolo 4 Area di valutazione Materiali da costruzione Utilizzo di materiali riciclati e di recupero Riciclabilità dei materiali Certificazione dei materiali Inerzia termica Controllo dell'umidità delle pareti Ponderazione dei punteggi Capitolo 5 Area di valutazione Risparmio idrico e permeabilità dei suoli Consumo e recupero acqua Controllo e inquinamento acque Permeabilità delle aree esterne Ponderazione dei punteggi Capitolo 6 Area di valutazione Qualità esterna ed interna Comfort ambientale esterno Integrazione con l'ambiente naturale/costruito Illuminazione naturale Isolamento acustico Manutenzione dell'edificio Ponderazione dei punteggi Capitolo 7 Area di valutazione Qualità esterna ed interna (altre considerazioni) Raccolta differenziata RSU organici e non organici Inquinamento atmosferico Inquinamento elettromagnetico Controllo degli agenti inquinanti (fibre minerali, VOC, radon) Trasporto pubblico e trasporto alternativo Ponderazione dei punteggi Capitolo 8 Il software VEA Scheda tecnica Punteggi delle schede e le ponderazioni Matrici di valutazione Sistema di calcolo e flessibilità Bibliografia Appendice A Schede di valutazione del Protocollo VEA Riferimenti normativi (per aree di valutazione) Elenco delle schede ITACA di riferimento Appendice B Scheda tecnica PREMESSA Il presente documento tecnico contiene il «Protocollo regionale VEA per la Valutazione della qualità energetica e ambientale di un edificio» previsto dall articolo 6 della legge regionale 18 agosto 2005, n. 23 (Disposizioni in materia di edilizia sostenibile), come modificato dall articolo 31, comma 4, della legge regionale 5 dicembre 2008, n. 16 (Norme urgenti in materia di ambiente, territorio, edilizia, urbanistica, attività venatoria, ricostruzione, adeguamento antisismico, trasporti, demanio marittimo e turismo), di seguito per brevità denominato «Protocollo VEA». Il Protocollo VEA nasce dall esperienza maturata nell ambito del Gruppo di Lavoro Interregionale in materia di bioedilizia istituito presso l Istituto per la trasparenza, l aggiornamento e la certificazione degli appalti - ITACA che, sotto il coordinamento della Regione Friuli Venezia Giulia ha elaborato il «Protocollo ITACA per la valutazione della qualità energetica ed ambientale degli edifici», approvato dalla Conferenza dei Presidenti delle Regioni Italiane il 15 gennaio 2004 e che, attualmente, a livello nazionale rappresenta il metodo più accreditato per una visione d insieme degli aspetti energetici ed ambientali degli edifici. L articolo 6 bis della legge regionale 23/2005, come introdotto dall articolo 31, comma 6, della legge regionale 16/2008, ha istituito la certificazione VEA di sostenibilità energetico ambientale degli edifici , che sintetizza la certificazione energetica degli edifici di cui al decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192 («Attuazione della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell'edilizia») e la valutazione della sostenibilità ambientale degli edifici, utilizzando le modalità e gli strumenti di valutazione declinati nel Protocollo regionale VEA per la Valutazione della qualità energetica e ambientale di un edificio , con riferimento sia al progetto dell edificio che all edificio realizzato. Il Protocollo VEA costituisce un sistema di certificazione degli aspetti ambientali ed energetici che qualificano gli edifici che attraverso un metodo versatile fondato su tre presupposti fondamentali: certezza scientifica, interesse pubblico, semplicità di applicazione, individui gli aspetti prioritari di intervento in materia di sostenibilità ambientale e di risparmio energetico nell edilizia, applicabile con la massima duttilità alle diverse e mutevoli realtà territoriali che connotano il costruire in Regione. 5 Il Protocollo VEA è strutturato in schede tecniche di valutazione che consentono di attribuire ad ogni edificio analizzato un valore alfanumerico in relazione al suo livello di sostenibilità energeticoambientale, in linea con quanto previsto dal decreto legislativo 192/2005, poi modificato con il decreto legislativo 29 dicembre 2006, n. 311 (Disposizioni correttive e integrative al decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, recante attuazione della direttiva 2002/91/CE, relativa al rendimento energetico nell'edilizia), che ha introdotto un metodo provvisorio per la qualificazione energetica degli edifici, in attesa dei previsti regolamenti attuativi. 6 CAPITOLO 1 IL PROTOCOLLO VEA Caratteristiche Nell elaborazione del Protocollo VEA sono state rispettate le seguenti linee direttrici: Semplicità: la compilazione delle schede è stata resa chiara e sintetica in modo da agevolare l attività dei professionisti e, conseguentemente, ridurre i tempi di rilascio della certificazione agli utenti. Ripetibilità: si è ritenuto che la componente soggettiva nella valutazione degli edifici, non debba creare sperequazioni di giudizio e che, pertanto, a parità di dati inseriti, la certificazione debba dare lo stesso punteggio. Trasparenza: la procedura di certificazione è stata descritta in modo da risultare certa e comprensibile a tutti i soggetti coinvolti nella certificazione: enti, professionisti, utenti, ecc. Flessibilità: il sistema di valutazione, per quanto attiene sia i contenuti delle schede sia la gestione dei punteggi, è stato adeguato alle necessità specifiche del territorio di impiego ed è stata prevista la possibilità di adeguarlo, con tempestività, alle innovazioni tecnologiche ed alle variazioni di contesto. Versatilità: è stata prevista l applicabilità delle regole e dei criteri introdotti dal Protocollo VEA a tutti gli edifici, siano essi di nuova costruzione o soggetti ad interventi di ristrutturazione, in modo che il sistema funzioni anche sullo stato di fatto e per ogni destinazione d'uso. Usabilità: muovendo dal presupposto che la certificazione non può essere fine a sé stessa, l introduzione di una nuova cultura del costruire, è finalizzata 7 ad innescare un processo generale che porti ad una reale e diffusa attenzione agli obiettivi finali rappresentati dalla riduzione del consumo di energia e dal rispetto dei valori ambientali, da peerseguire attraverso l utilizzo di fonti rinnovabili, nonché di materiali e di tecnologie costruttive di tipo sostenibile. Non da ultimo sono stati considerati i riflessi che la classificazione degli edifici potrà sortire nel settore delle costruzioni e sul mercato immobiliare, nonché ai fini dell accesso ai canali contributivi previsti. Sistema di valutazione VEA La valutazione energetica e ambientale avviene mediante la compilazione di 22 schede di valutazione tematiche, suddivise nelle seguenti 6 aree di valutazione: 1. Valutazione energetica 2. Impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili 3. Materiali da costruzione 4. Risparmio idrico e permeabilità dei suoli 5. Qualità esterna ed interna 6. Qualità esterna ed interna (altre considerazioni) Il sistema prevede una classificazione derivante dall attribuzione di lettere e di numeri. Le lettere, dalla A+ (la migliore) alla G, rappresentano la classe energetica dell edificio che viene desunta dalla compilazione della scheda relativa all'area di valutazione 1, indicativa del fabbisogno di energia primaria per il riscaldamento dell'edificio. I numeri da [-1] a [+3] esprimono il punteggio dell edificio che viene desunto dalla compilazione delle schede relative alle aree di valutazione 2, 3, 4, 5 e 6, come segue: [-1] requisito inferiore allo standard o sotto i limiti di legge; [0] requisito minimo accettabile di legge e/o che rappresenta la pratica comune utilizzata nel territorio; [+1] prestazione moderatamente migliore rispetto al livello [0]; [+2] prestazione significativamente migliore rispetto al livello [0] e/o che rappresenta la pratica migliore utilizzata nel territorio; [+3] prestazione notevolmente migliore e/o all'avanguardia. 8 I requisiti considerati sono espressi, in generale, con criterio quantitativo o qualitativo a seconda della scheda. Nei casi in cui si è resa necessaria la presenza di entrambi i criteri, la stima qualitativa, che risulta meno precisa e più cautelativa, non prevede il punteggio [+3], in quanto si è ritenuto che tale valutazione sia raggiungibile solo in esito ad un analisi dettagliata e, quindi, di carattere esclusivamente quantitativo. L'elaborazione ponderata dei punteggi delle schede porta alla definizione della classe ambientale dell'edificio, valore rappresentato da un numero da 1 a 3. La classe 3 è indice di un impegno in materia di edilizia sostenibile basso o assente. La classe 2 è indice di un impegno in materia di edilizia sostenibile medio, relativamente alla presenza di impianti alimentati da energia rinnovabile o di altri fattori ambientali. La classe 1 è indice di un alto impegno in materia di edilizia sostenibile, sicuramente comprensivo di impianti alimentati da energia rinnovabile. Gli otto gruppi di classi energetiche e ambientali del Protocollo VEA Unendo la classe energetica con quella ambientale, si avranno certificazioni comprese in una scala di valori che si sviluppa dalla classe A+1 alla classe G3. Ciascuna classe definisce i seguenti aspetti dell edificio: - la qualità energetica, indicata dalla lettera; - la qualità ambientale, indicata dal numero; - la presenza di impianti a fonti rinnovabili, indicata dal valore 1 nel caso delle classi energetiche migliori. Il Protocollo VEA è organizzato in sistemi indipendenti, ma 9 profondamente correlati tra loro, che rendono tale strumento versatile e flessibile, consentendo la modifica delle aree di valutazione o dei punteggi o dei criteri di ponderazione in maniera autonoma. Il metodo di calcolo per la definizione del valore ambientale espresso dai numeri 1, 2 o 3, è legato alla classe energetica dell'edificio. Quindi, la classe ambientale varia non solo in conseguenza del punteggio raggiunto nelle aree di valutazione 2, 3, 4, 5 e 6, ma anche in rapporto alla classe energetica ottenuta nell'area 1. Per la compilazione e il calcolo delle schede di valutazione è stato predisposto un Foglio elettronico con il programma Microsoft Excel, comprensivo anche di una scheda tecnica descrittiva dell'edificio. Modalità di utilizzo L articolo 6 bis della legge regionale 23/2005, come introdotto dalla legge regionale 5 dicembre 2008, n. 16 (Norme urgenti in materia di ambiente, territorio, edilizia, urbanistica, attività venatoria, ricostruzione, adeguamento antisismico, trasporti, demanio marittimo e turismo) prevede che al fine di favorire una migliore qualità dell'abitare, l'uso di materiali edilizi di origine naturale con il contenimento dei consumi energetici e la diminuzione dei carichi inquinanti sull'ambiente, l'amministrazione regionale adotti una procedura di certificazione della sostenibilità energetico ambientale degli edifici, denominata certificazione VEA di sostenibilità energetico ambientale. La certificazione VEA di sostenibilità energetico ambientale che è un sistema di procedure univoche e normalizzate che utilizza le modalità e gli strumenti di valutazione previste dal Protocollo VEA riferendosi sia al progetto dell'edificio, sia all'edificio realizzato, comprende: a) la certificazione energetica degli edifici di cui al decreto legislativo 192/2005; b) la valutazione della sostenibilità ambientale degli edifici. In base citata alla norma regionale, gli edifici di nuova costruzione o soggetti agli interventi di cui all'articolo 1 bis della medesima legge sono dotati, a cura del costruttore, di certificazione VEA di sostenibilità energetico ambientale in applicazione del previsto regolamento. Per gli interventi soggetti alle disposizioni del decreto legislativo 192/2005 la certificazione energetica e la qualificazione energetica degli edifici sono sostituite dalla certificazione di valutazione energetica e ambientale (VEA) degli edifici. Il Protocollo VEA rappresenta, pertanto, lo strumento di riferimento sia per il conseguimento della certificazione VEA di sostenibilità 10 energetico ambientale, sia per la modulazione degli incentivi mediante l individuazione di otto gruppi di classi ad indicazione del livello di sostenibilità, che consentono di elaborare scenari di incentivazione differenziati per tipo di intervento, come esemplificato nelle figure che seguono: Il Protocollo VEA è quindi lo strumento in cui vengono individuate delle priorità, attraverso le schede di valutazione e il sistema di ponderazione dei punteggi. La Pubblica Amministrazione può quindi indicare quali sono gli aspetti di maggior interesse, quali più importanti e quali meno rilevanti. Il Protocollo VEA può essere modificato se l'ente, in relazione al proprio territorio di riferimento, individua priorità differenti Alcune ipotesi di incentivazione con risultati virtuosi: 1. per fasce omogenee; 2. alla classe A per i risultati sul risparmio energetico e alla categoria 1 Sperimentazioni per l'uso di energia da fonti rinnovabili; 3. per l'aumento della qualità ambientale a seguito di un intervento sull'edificio, con passaggio da una classe a quella superiore (da 3 a 2, e da 2 a 1); 4. per l'aumento della qualità energetica a seguito di un intervento sull'edificio, con passaggio da una classe a quelle superiori. Il Protocollo VEA è stato testato, in via sperimentale, su alcuni casi reali in modo da simulare l applicabilità e la qualità del sistema. Il test ha considerato sia il funzionamento del programma VEA elaborato in Excel, sia l'efficacia dei punteggi e del calcolo La Tabella, che segue, sintetizza i tempistiche e criticità di compilazione delle singole schede di valutazione. 11 Tabella riassuntiva delle schede di valutazione con la difficoltà di compilazione (1=facile, 2=medio, 3=difficile) ed il tempo stimato. La maggior parte delle schede è di facile compilazione e richiede un tempo abbastanza breve. La compilazione è più laboriosa nel caso si utilizzino le procedure di valutazione quantitativa. 12 CAPITOLO 2 AREA DI VALUTAZIONE 1 Valutazione energetica La valutazione energetica dell'edificio viene effettuata mediante la scheda dell'area di valutazione 1, con una scala espressa in lettere, da G ad A+, ad indicazione del fabbisogno di energia primaria, intesa come combustibile, per il riscaldamento. Il criterio di valutazione è di carattere quantitativo. La metodologia di calcolo della prestazione energetica è quella espressa e prevista dalla normativa nazionale vigente e dalle relative linee guida per la certificazione energetica degli edifici. La valutazione energetica del Protocollo VEA è coerente con le indicazioni normative, pertanto il fabbisogno di calore, indice della qualità dell'involucro edilizio, in quanto calcolato sulla base delle dispersioni termiche, rientra nel più generale parametro del fabbisogno di energia per il riscaldamento. 1.1 Prestazione energetica La valutazione energetica della scheda 1.1 fa riferimento ai limiti di legge e, attualmente, al decreto legislativo 311/2006. Il Protocollo VEA non prevede una scala di valori energetici di riferimento, in kwh o kwh/m 2 o MJ, che presuppone la parametrizzazione dei dati rapportandoli nel calcolo ad un edificio e ad un luogo di riferimento bensì, in linea con i criteri enunciati dal decreto legislativo 311/2006, indica le matrici da cui ricavare, mediante interpolazione o estrapolazione lineare, il valore limite EP riferito all'edificio specifico, che è descritto attraverso: - la des
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