l incontro con l altro

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Associazione BIMBO CHIAMA BIMBO onlus n. 4 marzo 2014 l incontro con l altro il giornalino dei giovani indignati ma impegnati La relazione con l Altro - il vicino mai conosciuto fino in fondo, il diverso

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Associazione BIMBO CHIAMA BIMBO onlus n. 4 marzo 2014 l incontro con l altro il giornalino dei giovani indignati ma impegnati La relazione con l Altro - il vicino mai conosciuto fino in fondo, il diverso che incute sospetto, chi vive una generazione che non ci appartiene - rappresenta in se stessa una scommessa difficile e affascinante da affrontare, per misurare lo spessore dei sentimenti e dei valori che ci accompagnano. Questo numero di Strillabimbo prova a mettere luce su esperienze e situazioni in cui l Altro da noi rappresenta una pietra di inciampo inevitabile, ma anche una risorsa formidabile per crescere come persone e come comunità. I primi altri di Bimbo chiama Bimbo sono stati senza dubbio i tanti bambini e le famiglie incontrate attraverso il Progetto Croazia: un esperienza in continua crescita, riletta con le testimonianze di una famiglia accogliente e dei ragazzi italiani e croati impegnati nel grest Ludi Krizevci. L incontro con l Altro trova il suo luogo ideale nella scuola, dove bambini e ragazzi provenienti dalle esperienze più diverse si conoscono, imparano e crescono insieme: parola di docenti di ogni ordine e grado. Del resto, anche il contesto di un dormitorio, in un venerdì sera qualunque, può essere un posto ideale per condividere storie incredibili e riconoscere, con Elena, che la saggezza si cela sempre nei luoghi più inaspettati. Yalla Italia è il nome di un blog per conoscere la vitalità e l ironia delle seconde generazioni di giovani immigrati senza intermediari patinati, mentre il noto reporter R. Kapuscinski riconosce nell Altro un essere misterioso e affascinante, con il quale l incontro risulta unico e irripetibile. E quando l Altro sei proprio tu? Non ha dubbi Sara, che dalla Sicilia è venuta a studiare al Nord: Non importa dove sei o chi hai davanti importante è il dialogo che instauri con l altro. Buona lettura! Mario Sissa sommario Editoriale 2 Breve storia del progetto Croazia 3 Progetto Croazia: ricordi piacevoli, l altro diverso da noi, ci mette in crisi 4 Ludi Krizevici: La parola ai giovani 5 Ludi Krizevici: La parola ai giovani protagonisti croati 6 Emergenza freddo: storia di un venerdì 8 Quando l altro sei tu 9 Incontrare l altro a scuola 10 Yalla Italia: il blog delle seconde generazioni 12 L altro 12 Recensioni 16 I nostri progetti estivi 17 la matita di sofia Associazione Bimbo chiama Bimbo onlus SEDE E SERVIZI: Via Fontane 27/h Brescia Tel. e Fax COORDINAMENTO Camilla Abeni REDAZIONE Camilla Abeni, Michael Betelli, Marco Castelli, Sara Chiolo, Martina Melgazzi, Silvia Mordenti, Sofia Musatti, Mario Sissa, Elena Superti, Veronica Tonini. ILLUSTRAZIONI Sofia Musatti PROGETTO GRAFICO Giampietro Moraschetti madeinjump.it Autorizzazione n 4/2014 del 28/02/2014 Tribunale di Brescia 1 Associazione Bimbo Chiama Bimbo ONLUS Editoriale di Fabio Baresi DALL ASSOCIAZIONE Mario Sissa Breve storia del progetto Croazia Le origini Parlando dell Altro, potrei riassumere tutto ciò che penso attraverso il racconto di una delle storie che da anni stiamo vivendo a Bimbo... Del primo viaggio che ho fatto in Croazia, nel 1999, e tra le tante cose che nella mia mente sono restate impresse c è una casa molto semplice e spoglia: due stanze, dove una bambina di sette anni, complice una situazione familiare disastrosa, non stava vivendo la sua fanciullezza, ma stava facendo da mamma alla sua sorellina di poco più di un anno. Non era un episodio sporadico, per questa bambina era la consuetudine dopo gli impegni di scuola. Un infanzia segnata, quindi, dal disagio e dall assunzione di un ruolo troppo grande - essere mamma, oltre che sorella - per una bambina, che ha saltato tutte le tappe della crescita... Ed allora ecco la mia prima considerazione: nel giudicare l Altro, dobbiamo tenere conto di tanti fattori, tra i quali il contesto nel quale la persona ha vissuto la propria infanzia, che come si sa - segna gli anni futuri. Quella bambina croata è cresciuta, e a vent anni è divenuta mamma: nonostante la condizione di svantaggio, e soprattutto pur sapendo che i suoi genitori l avrebbero cacciata di casa, ha fatto nascere una bellissima bambina; con l ausilio dei servizi sociali si trasferita dal villaggio dove viveva a Zagabria, dove non conosceva nessuno La seconda considerazione è questa: per l Altro mi metto in gioco, do tutto, se l Altro mi è caro vado anche controcorrente, perfino contro gli affetti familiari se serve (Gesù ha dato la propria vita). Bimbo chiama Bimbo, in sintonia con la sua natura, ha sostenuto prima, durante, e dopo la ragazza; anche oggi continua ad esserle vicino, ma il fatto più speciale è che un gruppo di ragazzi, che neppure la conoscevano, ogni paio di mesi andavano a trovare la ragazza a Zagabria, la sostenevano, la sorreggevano, creando un legame autentico anche a distanza Terza considerazione: l Altro non è solamente colui che conosciamo, ma è il mio fratello, inteso come persona che incontro anche solo una volta con i suoi pregi o difetti. Aiutare l Altro non significa conoscerlo, giudicarlo, ma essere presenti vicino a lui anche se a distanza. La ragazza in questione ora sta uscendo dalla comunità, andrà a vivere da sola con la figlia, sorretta a distanza da Bimbo, ma soprattutto dai servizi sociali croati. Dovrà trovarsi un lavoro, sostenere le spese, far crescere sua figlia. L Altro, soprattutto se è un soggetto debole, non è una persona di serie B : va sostenuto, incoraggiato, aiutato; è importante, però, capire che è una persona con le sue energie, le sue forze, i suoi pregi e difetti; ha risorse, potenzialità e soprattutto può insegnare tanto anche a ciascuno di noi! Che cosa ci insegna l Altro? P.S. Bimbo chiama Bimbo è nato nel 1998 ho ricevuto di più di quello che ho dato, non solamente dalle persone che ho aiutato, ma anche da tutti i volontari ed amici di Bimbo... Certo, ci sono state anche delusioni, ma il rapporto con l Altro, proprio perché diverso, mi ha fatto crescere ed ha fatto crescere l associazione! editoriale La collaborazione fra la Scuola Materna Agazzi, l Istituto Pasquali di Mompiano e la Scuola Materna Raggio di Sole (Zraka Sunca) di Krizevci, accomunate dall insegnamento secondo il metodo pedagogico Agazzi, nel 1998 contribuì in modo determinante alla nascita dell esperienza di Bimbo chiama Bimbo. La sensibilità di alcune maestre della scuola Agazzi consentì di venire a conoscenza e di rispondere a diverse necessità materiali di bambini e di famiglie croate, in un momento storico di particolare bisogno, grazie anche al coinvolgimento dei genitori dei bambini frequentanti la scuola. Da qui presero il via una serie di raccolte di generi di prima necessità e iniziative di solidarietà in grado di sensibilizzare sempre più i genitori e le famiglie del quartiere di Mompiano, sotto la sigla di Bimbo chiama Bimbo. Un piccolo gruppo di famiglie, animate dal desiderio di fare insieme qualcosa per i bambini croati, iniziarono a trovarsi e consolidarono i rapporti con le scuole e con la comunità parrocchiale di Mompiano intorno al loro progetto. Gli obiettivi delle loro iniziative fin da subito furono chiari: promuovere una cultura di tutela dell infanzia e di crescita delle persone, con sensibilità e attenzione alle problematiche familiari e all accoglienza del diverso. Intanto i volontari di Bimbo sono cresciuti nel tempo Se i numerosi viaggi in Croazia hanno permesso di conoscere e stringere rapporti con le famiglie aiutate, l ospitalità estiva dei bambini di Krizevci a partire dal 2000 con 6 bambini, fino agli oltre 30 del 2013 ha creato un legame sempre più stretto con il maestro Tihomir Plesa e i suoi collaboratori. Da qui il moltiplicarsi di iniziative, come il sostegno dei ragazzi più intraprendenti con adozioni a distanza e borse di studio e la recente esperienza del grest in Croazia, in cui giovani animatori italiani e croati collaborano insieme a favore dell infanzia. In questi 15 anni sono stati oltre 130 i bambini croati che hanno trovato ospitalità presso le famiglie italiane, che a loro volta sono state complessivamente circa 90. Dietro a questi numeri ci sono storie di vita che si intrecciano anche se per breve tempo, lasciando un ricordo e un segno indelebile in tutti i protagonisti di questa esperienza. 2 STRILLABIMBO N. 4 ANNO Associazione Bimbo Chiama Bimbo ONLUS a cura di Veronica Tonini (19 anni) Progetto Croazia: ricordi piacevoli, l altro, diverso da noi, ci mette in crisi... Gli sguardi oltre le parole... Sono passati molti anni da quando M. è stata ospite da noi. Con piacere, mi vengono in mente le calde serate trascorse al parco Castelli, gustando deliziose fette di anguria e più importante era certo confrontarsi:...ma la tua fa così o cosà? Le famiglie ospitanti, che erano poco più di una decina, erano in stretto contatto quotidiano e questa era un opportunità preziosa, che ci rendeva più sicuri e fiduciosi riguardo all esperienza che noi e le nostre famiglie stavamo vivendo. Il ricordo più nitido, che riaffiora alla mia mente, è quello del problema di farsi capire, per le necessità più urgenti e immediate: cibo, igiene personale, abitudini Nonostante la preoccupazione, ci si intendeva con pochi gesti Più che le parole, spesso poco comprensibili, gli occhi di M. mi hanno fatto sempre capire quanto era percepita importante per lei quell esperienza, che stava vivendo. Vorrei concludere scrivendo che dall incontro con M. e la sua famiglia, che ho avuto la possibilità di vivere in Croazia, nell ottobre 2013, ho potuto ricevere più di quanto ho donato e posso dire di aver visto una donna realizzata, serena e consapevole delle difficoltà quotidiane che ha superato e che sempre potrà incontrare. Il tempo dedicato a questi ragazzi/e è un tesoro prezioso, che al momento può anche apparire poco spendibile, ma alla lunga arricchisce chi lo riceve e chi lo dona. Nell agosto del 2011, dal Progetto Croazia nasce Ludi Krizevci (in italiano Pazza Krizevci), dal nome della città in cui si svolge. L iniziativa prende spunto dai Grest italiani con lo scopo di diffondere anche in Croazia la cultura del volontariato, in particolare verso i bambini, creando una collaborazione fra giovani italiani e giovani croati nell organizzazione e gestione delle giornate. Ma come è stato l incontro fra questi coetanei di culture diverse? Queste le domande a cui hanno risposto alcuni dei protagonisti di questa esperienza: 1. Come è stato il tuo primo incontro con gli animatori croati/italiani? Ricordi le impressioni e le emozioni provate? 2. Quali sono le maggiori difficoltà che hai riscontrato nel rapporto con loro? 3. Cosa ti ha lasciato questa conoscenza? 4. Cosa è stato e cosa è per te Ludi Krizevci? INTERVISTA A NICOLA ZERBI animatore e volontario di Bimbo Chiama Bimbo, 20 anni 1. Il mio primo incontro con gli animatori croati è stato emozionante, la curiosità di conoscere nuove persone diverse da noi per cultura e tradizione era molta. La prima sensazione che mi hanno trasmesso è stata la voglia di fare qualcosa per gli altri in cambio di sorrisi: novità per loro, in quanto là non si fa nulla per nulla. 2. Le maggiori difficoltà che ho riscontrato si sono verificate i primi giorni nel comunicare con loro. Andando avanti con il tempo, però, si sono man mano appianate le difficoltà linguistiche. 3. Questa conoscenza mi ha lasciato molti ricordi divertenti e molti toccanti e profondi. Sicuramente i momenti di gioco con gli animatori e i bambini del grest sono stati motivo di sorrisi e gioia per tutti. Ma anche vedere le difficoltà di alcune famiglie nei rapporti tra loro e la loro condizione sociale sicuramente mi hanno fatto riflettere. DALL ASSOCIAZIONE a cura di Silvia Mordenti (22 anni) Ludi Krizevici: La parola ai giovani Incontri fra coetanei di culture diverse 4. Ludi Krizevci per me è stato il primo mattone della mia formazione. E stata la prima esperienza fatta con l associazione Bimbo Chiama Bimbo e mi ha permesso di conoscere persone splendide e sempre sorridenti. Aver lasciato molto sotto il punto di vista sociale anche in un paese come la Croazia mi ha reso felice e consapevole di aver iniziato qualcosa di speciale per il loro futuro. INTERVISTA A FEDERICA GHEDA animatore e volontaria di Bimbo Chiama Bimbo, 20 anni 1. Il mio primo impatto con gli animatori croati è stato positivo, nonostante le difficoltà linguistiche. Nonostante ci fosse la difficoltà linguistica, gli animatori croati hanno cercato di interagire subito con noi anche con i gesti senza sentirci imbarazzati. Questo clima ha favorito un ottima unione, nonostante le piccole discussioni giornaliere inerenti le attività ludiche. 2. La difficoltà principale è stata far capire agli animatori i giochi e le regole che i bambini dovevano rispettare, volevamo che anche loro mostrassero più autorità visto il loro ruolo. Infatti, un animatore deve essere non solo un compagno di giochi ma anche un educatore. 3. Questa conoscenza mi ha lasciato la voglia di voler scoprire ancora di più, di allargare i miei orizzonti. È un esperienza che dà tantissimo: solo chi la fa può capire quanto si riceve! 4. Per me Ludi Krizevci è stato: impegno, voglia di mettersi in gioco, voglia di scoprire, insomma un emozione indescrivibile, che auguro a tutti i volontari dell associazione, e non, di provare! 4 STRILLABIMBO N. 4 ANNO Associazione Bimbo Chiama Bimbo ONLUS DALL ASSOCIAZIONE a cura di Silvia Mordenti (22 anni) Ludi Krizevici: La parola ai giovani protagonisti croati INTERVISTA AD IVANA KULKO animatrice croata, 21 anni 1. Before meeting with the animators from Italy I was very nervous because it was my first experience of that kind and I didn t know what to expect or what was expected of me. I was worried that the others won t like me or some of my ideas. But when I came to the first meeting I saw that the others were at first just as nervous and shy as I was. I think that seeing that we all felt the same made us feel more relaxed and more ready to start working together on this project. 2. I am happy to say that there weren t any problems in our relationship because we continously listened to each other with respect and understanding and tried to made compromises as much as we could. The only thing that presented itself as a problem was the language barrier but considering the successfulness of the project, It was a minor problem. 3. At the end of our time together I was really happy because I met a lot of new people my age and made new friendships which I hope would last a long time. I m glad that the little communication problems didn t cause bigger differences but have strengthen our relationships. 4. I must say that to me Grest is the best week in the summer because I can see my old friends from Brescia and meet new ones and also have a lot of fun with children and the other animators. Also, I think that I benefited a lot from this experience professionaly, since I study psychology, and by participating in it I got a direct insight in social and child psychology. TRADUZIONE 1. Prima di incontrare gli animatori italiani ero molto nervosa, perché era la mia prima esperienza di questo tipo e non sapevo cosa aspettarmi e cosa si aspettassero da me. Ero preoccupata di non piacere agli altri o che non piacessero le mie idee. Ma quando sono arrivata al nostro primo incontro ho visto che gli altri erano all inizio nervosi e timidi come me. Penso che vedere che sentivamo tutti le stesse sensazioni ci abbia resi più rilassati e pronti per cominciare a lavorare insieme al progetto. 2. Sono felice di poter dire che non ci sono stati problemi nella nostra relazione, perché ci ascoltavamo continuamente gli uni con gli altri con rispetto e comprensione e abbiamo provato a fare dei compromessi il più possibile. L unica cosa che presenta in se stessa un problema è stata la lingua, ma considerando il successo del progetto è stato un problema minore. 3. Alla fine di questa nostra esperienza insieme ero molto contenta, perché avevo incontrato molte persone della mia età e ho fatto nuove amicizie, che spero durino a lungo. Sono contenta che i piccoli problemi di comunicazione non hanno causato grosse differenze, ma hanno rinsaldato il nostro rapporto. 4. Devo dire che per me il Grest è la migliore settimana dell estate, perché posso rivedere i miei vecchi amici di Brescia e incontrarne di nuovi, ma anche divertirmi con bambini e animatori. Penso anche di beneficiare a livello professionale di questa esperienza; infatti sto studiando psicologia e partecipando al Grest ottengo una visione diretta della psicologia sociale e infantile. INTERVISTA A MATEA HABUS animatrice croata, 21 anni 1. My first meeting with Italian guys went very well, I was a bit nervous, but when I saw their smile faces and accessibility to work and play with us on every task they offered to us, I was relieved and glad to have this opportunity to help in following through these workshops. People in general have been very friendly and helpful and we also smiled a lot so I suppose they had great time and made some new friendships like I did. 2. My relation with every Italian guest member who worked or even just talk to me was and still is very important so I wouldn t let myself to have a bad relation or some problems in it during this program. Everyone behave themselves and nobody had bad thoughts so I could say there wasn t any incident or argue which would turn it to bad event. 3. Like I said, I am very glad to be a part of this because I have a chance to meet and make friendships with some lovable foreign people. 4. Ludi Krizevci is an occasion to fulfill myself with positive energy and my summer life with dose of laughter and fun. Further more, I want to get some really good work experience and sense of responsibility. TRADUZIONE 1.Il primo incontro con i ragazzi italiani è andato molto bene. Ero un po nervosa, ma quando ho visto le loro facce sorridenti e la loro predisposizione al lavoro e quando abbiamo giocato insieme su ogni incarico che ci veniva offerto, mi sono tranquillizzata ed ero contenta di avere questa opportunità di poter aiutare a seguire e sviluppare questo progetto. In generale le persone sono state molto socievoli e disponibili e altrettanto sorridenti e per questo credo che si siano divertite e abbiano fatto nuove amicizie come ho fatto io. 2. Il mio rapporto con ogni animatore italiano che ha lavorato con me o che mi ha solo parlato è stato e continua ad essere molto importante; per questo non avrei permesso a me stessa di avere un brutto rapporto o alcuni problemi nel corso di questo progetto. Tutti si comportano spontaneamente e nessuno aveva cattivi pensieri, quindi posso dire che non ci sono stati incidenti o discussioni che possono essere considerati eventi negativi. 3. Sono contenta di essere parte di questo progetto, perché ho l occasione di conoscere e fare amicizia con persone straniere adorabili. 4. Ludi Krizevci è un occasione per realizzare me stessa con energia positiva e vivere la mia esperienza estiva con una dose di risate e divertimento. Inoltre, voglio prestare un ottima esperienza di lavoro e acquisire senso di responsabilità. 6 STRILLABIMBO N. 4 ANNO Associazione Bimbo Chiama Bimbo ONLUS DALL ASSOCIAZIONE Elena Superti (20 anni) Emergenza freddo: storia di un venerdì La saggezza si trova sempre nei luoghi più inaspettati Sara Chiolo (21 anni) Quando l altro sei tu Incontri fra coetanei di culture diverse DALL ITALIA Ci sono dei giorni, dei giorni normali, come tanti altri, in cui però ti trovi di fronte a qualcosa di inaspettato e riesci a provare quella piacevole sensazione di stupore che fa spesso sentire la sua mancanza. Ieri era un venerdì come tanti altri, l unica vera peculiarità della giornata era il turno serale presso la mensa di via Marchetti per il servizio Emergenza Freddo. Servita la cena e fatte due chiacchiere, mi imbatto in quello che avrei definito un ragazzo di trentacinque anni, volendo esagerare, e gli chiedo quale sia il suo paese di origine. E lui mi risponde: Sono nato in Seneg
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