in canto armonico direzione artistica Alessandra Montali, Federico Bardazzi

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Opera Network Firenze in collaborazione con Pueri Cantores della Cattedrale di Sarzana in canto armonico direzione artistica Alessandra Montali, Federico Bardazzi Cattedrale di Santa Maria

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Opera Network Firenze in collaborazione con Pueri Cantores della Cattedrale di Sarzana in canto armonico direzione artistica Alessandra Montali, Federico Bardazzi Cattedrale di Santa Maria in Sarzana Officium Tenebrae un progetto di Federico Bardazzi Ensemble Etruria direttore Dimitri Betti ENSEMBLE SAN FELICE direttore Federico Bardazzi Pueri Cantores della Cattedrale di Santa Maria in Sarzana maestro del coro Alessandra Montali François Couperin (Paris ) Troix Leçons de Ténèbres a une et deux voix FERIA QUINTA IN COENA DOMINI direttore Dimitri Betti organico: 2 soprani, viola da gamba, tiorba, clavicembalo, organo positivo, coro Concerto giovedì 13 aprile 2017, ore Michel-Richard Delalande (Paris Versailles 1726) Troix Lecons de Tenebres a une voix direttore Alessandra Montali organico: soprano, viola da gamba, tiorba, clavicembalo, organo positivo, coro Concerto venerdì 14 aprile 2017, ore Jan Dismas Zelenka (Louñovice Dresden 1745) Lamentationes Jeremiae Prophetae direttore Federico Bardazzi organico: alto, tenore, basso, violino, 2 violoncelli, tiorba, clavicembalo, organo positivo, coro NOTE DI SALA In un filone della tradizione cristiana i ritmi e gli elementi della natura assumono una trasparenza simbolica capace di associare i momenti salienti della storia della salvezza o dell itinerario dell anima a Dio con la superficie dell esperienza sensibile, in modo da proiettarvi quella densità teologica e quell enfasi spirituale che sono la linfa della vita religiosamente orientata. Così, la nascita di Cristo, luce del mondo, è collocata in corrispondenza del solstizio d inverno, quando comincia il riscatto che conduce dalla prevalenza delle tenebre invernali allo splendore estivo. Conseguentemente, la morte del Salvatore non può evitare di trovare un adatto riferimento naturale nello sprofondamento del mondo nel buio del peccato. I giorni che, a partire dal mercoledì della Settimana Santa, precedono la memoria della morte di Cristo costituiscono dunque una sorta di triduo delle tenebre, coltivato per molti secoli durante la liturgia delle ore con l usanza di spegnere progressivamente gruppi di candele fino al buio completo dell ora suprema in cui Dio muore per il peccato dell uomo. I testi adottati sono quelli che nel canone biblico rievocano più drammaticamente il massimo allontanamento di Israele da Dio con la conseguente punizione della distruzione di Gerusalemme e della deportazione a Babilonia, le Lamentazioni del profeta Geremia. La ricchezza poetica di questo testo ha stimolato per molti secoli l immaginazione musicale dei più diversi compositori, tra i quali tutti i principali autori del barocco francese: Marc Antoine Charpentier, Michel Lambert, Louis Nicolas Clerembault, Guillaume Gabriel Nivers, Jean François Lallouette, Sebastien de Brossard, Jean Gilles, François Couperin e naturalmente Michel-Richard Delalande. Ma anche in Germania rivestono fondamentale importanza le Lamentationes di Zelenka, mentre in Italia tale tradizione polifonica è più feconda in epoca rinascimentale. Ciò avvenne anche perché nei secoli si creò progressivamente un notevole interesse per le lezioni delle tenebre anche presso gruppi sociali esterni alle comunità religiose dove queste di regola si svolgevano, così che molti volentieri si recavano a frequentarle come momento di edificazione personale durante la preparazione alla Pasqua. Sappiamo che questo facevano abitualmente i nobili parigini sotto il regno di Luigi XIV, tanto che in alcuni casi questa occasione finiva per spostarsi pericolosamente dall ambito della devozione religiosa a quello della frequentazione mondana, almeno se dobbiamo prestare fede alle numerose denunce dei moralisti dell epoca. L aspetto essenziale di questo tentativo è l inserimento delle Leçons de Ténèbres nella cornice per la quale sono state ideate, la liturgia delle ore del I Notturno del Matutinum del Triduo Pasquale, che prevede l esecuzione in canto gregoriano, affidata alla schola di voci femminili, di tre salmi preceduti e conclusi dalle proprie antifone, del versiculum, e dei tre responsoria prolixa a conclusione delle rispettive letture. Il filo conduttore, in questo accostamento della severità della monodia gregoriana alla ricchezza armonica e melodica della musica del barocco francese, è il costante sforzo di valorizzazione il testo sacro e tutte le sue sfumature, anche se in forme musicali stilisticamente così differenti. La ricostruzione ha considerato poi l aspetto della dizione del latino, che adotta le caratteristiche della pronuncia fonetica del latino ecclesiastico in Francia e in Germania nel XVII e XVIII secolo. Nel ricostruire la liturgia delle ore in tutte le sue componenti, e nell adottare la dizione filologica del latino, è stata nostra intenzione formulare una proposta storicamente accurata e insieme spiritualmente evocativa. Federico Bardazzi Musica e liturgia nella Francia di Luigi XIV le Leçons de ténèbres di François Couperin FERIA QUINTA IN COENA DOMINI Ad Matutinum in I Nocturno Duplex I classis François Couperin (Paris ) Troix Leçons de Ténèbres a une et deux voix per due soprani e basso continuo con intermezzi strumentali di François Couperin PROGRAMMA ANTIPHONA I Zelus domus tuae, cum PS. 68 Salvum me fac (VIII c) ANTIPHONA II Avertantur retrorsum, cum PS. 69 Deus in adjutorium (VIII c) ANTIPHONA III Deus meus eripe me, cum PS. 70 In te Domine speravi (VIII c) VERSICULUM Avertantur retrorsum BENEDICTIO François Couperin dal Sixième Ordre per clavicembalo: Le Gazoüillements (gracieusement et coulé) LECTIO I François Couperin, Première leçon de Ténèbres RESPONSORIUM In Monte Oliveti (VIII) BENEDICTIO François Coupeirn dal Sixième Ordre per clavicembalo: Les Langueurs (tendres) LECTIO II François Couperin, Seconde leçon de Ténèbres RESPONSORIUM Tristis est anima mea (VIII) BENEDICTIO François Coupeirn dal Sixième Ordre per clavicembalo: Les Baricades (Mistérieuses) LECTIO III François Couperin, Troisième leçon de Ténèbres a deux voix RESPONSORIUM Ecce vidimus eum (V) ORATIO Respice, quaesumus, Domine TESTI ANTIPHONA I Zelus domus tuae comedit me, et opprobria exprobrantium tibi ceciderunt super me. Mi divora lo zelo per la tua casa, ricadono su di me gli oltraggi di chi ti insulta. PS. I [68] Salvum me fac, Deus, quoniam intraverunt aquae usque ad animam meam. Infixus sum in limo profundi et non est substantia. Gloria Patri, et Filio, et Spiritui Sancto. Sicut erat in principio, et nunc, et semper, et in saecula saeculorum. Amen. Salvami, o Dio, l acqua mi giunge alla gola. Affondo nel fango e non ho sostegno. Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. ANTIPHONA II Avertantur retrorsum et erubescant qui cogitant mihi mala. Retrocedano coperti di infamia quelli che godono della mia sventura. PS. II [69] Deus, in adjutorium meum intende, Domine, ad adjuvandum me festina. Confundantur et revereantur qui quaerunt animam meam. Gloria Patri etc. Vieni a salvarmi, o Dio, vieni presto, Signore, in mio aiuto. Siano confusi e arrossiscano quanti attentano alla mia vita. Gloria al Padre etc. ANTIPHONA III Deus meus, eripe me de manu peccatoris. Dio mio, salvami dalle mani dell empio. PS. III [70] In te, Domine, speravi, non confundar in aeternum. In justitia tua libera me, et eripe me, inclina ad me aurem tuam et salva me. Gloria Patri etc. In te mi rifugio, Signore, che io non resti confuso in eterno. Liberami, difendimi per la tua giustizia, porgimi ascolto e salvami. Gloria al Padre etc. VERSICULUM Avertantur retrorsum et erubescant. R. Qui cogitant mihi mala. V. Retrocedano coperti di infamia. R. Quelli che godono della mia sventura. BENEDICTIO I Jube Domne benedicere. Benedictione perpetua benedicat nos Pater aeternus. R. Amen LECTIO I [Lamentationes 1.1-5] Incipit Lamentatio Jeremiae Prophetae. ALEPH Quomodo sedet sola civitas plena populo? Facta est quasi vidua domina gentium; princeps provinciarum facta est sub tributo. BETH Plorans ploravit in nocte, et lachrymae ejus in maxillis ejus; non est qui consoletur eam, ex omnibus charis ejus; omnes amici ejus spreverunt eam, et facti sunt ei inimici. GIMEL Migravit Juda propter afflictionem et multitudinem servitutis. Habitavit inter gentes, nec invenit requiem; omnes persecutores ejus apprehenderunt eam inter angustias. DALETH Viae Sion lugent, eo quod non sint qui veniant ad solemnitatem; omnes portae ejus destructae, sacerdotes ejus gementes, virgines ejus squalidae et ipsa oppressa amaritudine. HE Facti sunt hostes ejus in capite, inimici ejus locupletati sunt, quia Dominus locutus est super eam propter multitudinem iniquitatum ejus; parvuli ejus ducti sunt in captivitatem, ante faciem tribulantis. Jerusalem convertere ad Dominum Deum tuum. Tu autem Domine miserere nobis. R. Deo gratias Benedicici, o Signore. Il Signore ci benedica in eterno. R. Amen. Inizia la lamentazione del profeta Geremia. Ah come sta solitaria la città un tempo ricca di popolo! È divenuta come una vedova la grande tra le nazioni; un tempo signora tra le province è sottoposta a tributo. Essa piange amaramente nella notte, le sue lacrime scendono sulle guance; nessuno le reca conforto, tra tutti i suoi amanti; tutti i suoi amici l hanno tradita, le sono divenuti nemici. Giuda è emigrato per la miseria e la dura schiavitù. Egli abita in mezzo alle nazioni, senza trovare riposo; tutti i suoi persecutori l hanno raggiunto tra le angosce. Le strade di Sion sono in lutto, nessuno si reca più alle sue feste; tutte le sue porte sono deserte, i suoi sacerdoti sospirano, le sue vergini sono afflitte e essa è nell amarezza. I suoi avversari sono i suoi padroni, i suoi nemici sono felici, perché il Signore l ha afflitta per i suoi misfatti senza numero; i suoi bambini sono stati condotti in schiavitù, sospinti dal nemico. Gerusalemme convertiti al Signore tuo Dio. Signore abbi pietà di noi. R. Rendiamo grazie a Dio. RESPONSORIUM In monte Oliveti oravit ad Patrem: Pater, si fieri potest, transeat a me calix iste. Spiritus quidem promptus est, caro autem infirma. V. Vigilate et orate, ut non intretis in tentationem. Sul monte degli ulivi pregò il Padre: «Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole». V. Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione. BENEDICTIO II Jube Domne benedicere. Benedictione perpetua benedicat nos Pater aeternus. R. Amen LECTIO II [Lamentationes 1.6-9] VAU Et egressus est a filia Sion omnis decor ejus; facti sunt principes ejus velut arietes non invenientes pascua; et abierunt absque fortitudine ante faciem subsequentis. ZAIN Recordata est Jerusalem dierum afflictionis suae et praevaricationis, omnium desiderabilium suorum quae habuerat a diebus antiquis; cum caderet populus ejus in manu hostili et non esset auxiliator. Viderunt eam hostes et deriserunt sabbata ejus. HETH Peccatum peccavit Jerusalem, propterea instabilis facta est; omnes qui glorificabant eam spreverunt illam, quoniam viderunt ignominiam ejus; ipsa autem gemens conversa est retrorsum. TETH Sordes ejus in pedibus ejus, nec recordata est finis sui; deposita est vehementer non habens consolatorem. Vide, Domine, afflictionem meam, quoniam erectus est inimicus. Jerusalem convertere ad Dominum Deum tuum. Tu autem Domine miserere nobis. R. Deo gratias Benedicici, o Signore. L aiuto di Dio rimanga sempre con voi. R. Amen. Dalla figlia di Sion è scomparso ogni splendore; i suoi capi sono divenuti come cervi che non trovano pascolo; camminano senza forze davanti agli inseguitori. Gerusalemme ricorda i giorni della sua miseria e del suo vagare, tutti i suoi beni preziosi dal tempo antico; ricorda quando il suo popolo cadeva per mano del nemico e nessuno le porgeva aiuto. I suoi nemici la guardavano e ridevano della sua rovina. Gerusalemme ha peccato gravemente, per questo è divenuta un panno immondo; quanti la onoravano la disprezzano, perché hanno visto la sua nudità; anche essa sospira e si volge indietro. La sua sozzura è nei lembi della sua veste, non pensava alla sua fine; essa è caduta in modo sorprendente e ora nessuno la consola. «Guarda, Signore, la mia miseria, perché il nemico ne trionfa». Gerusalemme convertiti al Signore tuo Dio. Signore abbi pietà di noi. R. Rendiamo grazie a Dio. RESPONSORIUM Tristis est anima mea usque ad mortem; sustinete hic et vigilate mecum. Nunc videbitis turbam quae circumdabit me, vos fugam capietis, et ego vadam immolari pro vobis. V. Ecce appropinquat hora et Filius hominis tradetur in manus peccatorum. La mia anima è triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me. Adesso vedrete la turba che mi circonderà, vi darete alla fuga, e io andrò a immolarmi per voi. V. Ecco è giunta l ora nella quale il figlio dell uomo sarà consegnato in mano ai peccatori. BENEDICTIO III Jube Domne benedicere. Benedictione perpetua benedicat nos Pater aeternus. R. Amen LECTIO III [Lamentationes ] JOD Manum suam misit hostis ad omnia desiderabilia ejus; quia vidit gentes ingressas sanctuarium suum, de quibus praeceperas ne intrarent in ecclesiam tuam. CAPH Omnis populus ejus gemens et quaerens panem; dederunt pretiosa quaeque pro cibo, ad refocillandam animam. Vide, Domine, et considera quoniam facta sum vilis. LAMED O vos omnes qui transitis per viam, attendite et videte si est dolor sicut dolor meus, quoniam vindemiavit me, ut locutus est Dominus in die irae furoris sui. MEM De excelso misit ignem in ossibus meis et erudivit me; expandit rete pedibus meis, convertit me retrorsum; posuit me desolatam, tota die moerore confectam. NUN Vigilavit jugum iniquitatum mearum, in manu ejus convolutae sunt et impositae collo meo; infirmata est virtus mea; dedit me Dominus in manu de qua non potero surgere. Jerusalem convertere ad Dominum Deum tuum. Tu autem Domine miserere nobis. R. Deo gratias Benedicici, o Signore. Il re degli angeli ci conduca alla comunità dei cittadini del cielo. R. Amen. L avversario ha steso la mano su tutte le sue cose più preziose; essa infatti ha visto i pagani penetrare nel suo santuario, coloro ai quali avevi proibito di entrare nella tua assemblea. Tutto il suo popolo sospira in cerca di pane; danno gli oggetti più preziosi in cambio di cibo, per sostenersi in vita. «Osserva, Signore, e considera come sono disprezzata. Voi tutti che passate per la via, considerate e osservate se c è un dolore simile al mio dolore, al dolore che ora mi tormenta, e con cui il Signore mi ha punito nel giorno della sua ira ardente. Dall alto egli ha scagliato un fuoco e nelle mie ossa l ha fatto penetrare; ha teso una rete ai miei piedi, mi ha fatto cadere all indietro; mi ha reso desolata, affranta da languore per sempre. Si è aggravato il giogo delle mie colpe, nella sua mano esse sono annodate; il loro giogo è sul mio collo e ha fiaccato la mia forza; il Signore mi ha messo nelle loro mani, non posso rialzarmi». Gerusalemme convertiti al Signore tuo Dio. Signore abbi pietà di noi. R. Rendiamo grazie a Dio. RESPONSORIUM Ecce vidimus eum non habentem speciem neque decorem, aspectus ejus in eo non est. Hic peccata nostra portavit et pro nobis dolet. Ipse autem vulneratus est propter iniquitates nostras; cujus livore sanati sumus. V. Vere languores nostros ipse tulit, et infirmitates nostras ipse portavit. Non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi, non splendore per potercene compiacere. Egli ha preso su di sé i nostri peccati e per noi soffre. Egli è stato trafitto per i nostri delitti e schiacciato per le nostre iniquità; grazie alle sue piaghe noi siamo stati guariti. V. Egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori. ORATIO Respice, quaesumus, Domine, super hanc familiam tuam, pro qua Dominus noster Jesus Christus non dubitavit manibus tradi nocentium, et crucis subire tormentum. Qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti, Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen. Ti imploriamo, Signore, volgi lo sguardo su questa tua famiglia, per riscattare la quale il nostro Signore Gesù Cristo non esitò a essere consegnato in mano ai torturatori, e patire il tormento della croce. Egli è Dio, e vive e regna con te nell unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen. Michel-Richard Delalande (Paris Versailles 1726) Troix Lecons de Tenebres a une voix per soprano e basso continuo con intermezzi strumentali di: Antoine Forqueray, Louis Couperin Programma Michel-Richard Delalande Troisième leçon de Mercredy St. Responsorium Ecce vidimus eum ================= Michel-Richard Delalande Troisième leçon de Jeudy Responsorium Vinea mea ================= Michel-Richard Delalande Troisième leçon de Vendredy Responsorium Plange quasi virgo TESTI Lectio Lamentaziones JOD Manum suam misit hostis ad omnia desiderabilia ejus; quia vidit gentes ingressas sanctuarium suum, de quibus praeceperas ne intrarent in ecclesiam tuam. CAPH Omnis populus ejus gemens et quaerens panem; dederunt pretiosa quaeque pro cibo, ad refocillandam animam. Vide, Domine, et considera quoniam facta sum vilis. LAMED O vos omnes qui transitis per viam, attendite et videte si est dolor sicut dolor meus, quoniam vindemiavit me, ut locutus est Dominus in die irae furoris sui. MEM De excelso misit ignem in ossibus meis et erudivit me; expandit rete pedibus meis, convertit me retrorsum; posuit me desolatam, tota die moerore confectam. NUN Vigilavit jugum iniquitatum mearum, in manu ejus convolutae sunt et impositae collo meo; infirmata est virtus mea; dedit me Dominus in manu de qua non potero surgere. Jerusalem convertere ad Dominum Deum tuum. JOD L avversario ha steso la mano su tutte le sue cose più preziose; essa infatti ha visto i pagani penetrare nel suo santuario, coloro ai quali avevi proibito di entrare nella tua assemblea. CAPH Tutto il suo popolo sospira in cerca di pane; danno gli oggetti più preziosi in cambio di cibo, per sostenersi in vita. «Osserva, Signore, e considera come sono disprezzata. LAMED Voi tutti che passate per la via, considerate e osservate se c è un dolore simile al mio dolore, al dolore che ora mi tormenta, e con cui il Signore mi ha punito nel giorno della sua ira ardente. MEM Dall alto egli ha scagliato un fuoco e nelle mie ossa l ha fatto penetrare; ha teso una rete ai miei piedi, mi ha fatto cadere all indietro; mi ha reso desolata, affranta da languore per sempre. NUN Si è aggravato il giogo delle mie colpe, nella sua mano esse sono annodate; il loro giogo è sul mio collo e ha fiaccato la mia forza; il Signore mi ha messo nelle loro mani, non posso rialzarmi». Gerusalemme convertiti al Signore tuo Dio. Responsorium da Isaia Ecce vidimus eum non habentem speciem neque decorem, aspectus ejus in eo non est. Hic peccata nostra portavit et pro nobis dolet. Ipse autem vulneratus est propter iniquitates nostras; cujus livore sanati sumus. Vere languores nostros ipse abstulit, et infirmitates nostras ipse portavit. Non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi, non splendore per potercene compiacere. Egli ha preso su di sé i nostri peccati e per noi soffre. Egli è stato trafitto per i nostri delitti e schiacciato per le nostre iniquità; grazie alle sue piaghe noi siamo stati guariti. Egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori. Lectio Lamentazioni ALEPH Ego vir videns paupertatem meam in virga indignationis ejus. ALEPH Me minavit, et adduxit in tenebras et non in lucem. ALEPH Tantum in me vertit et convertit manum suam tota die. BETH Vetustam fecit pellem meam et carnem meam, contrivit ossa mea. BETH Aedificavit in gyro meo, et circumdedit me felle et labore. BETH In tenebrosis collocavit me quasi mortuos sempiternos. GHIMEL Circumaedificavit adversum me, ut non egrediar; aggravavit compedem meum. GHIMEL Sed et cum clamavero et rogavero, exclusit orationem meam. GHIMEL Conclusit vias meas lapidibus quadris, semitas meas subvertit. Jerusalem convertere ad Dominum Deum tuum. ALEPH Io sono l uomo che ha provato la miseria sotto la sferza della sua ira. A
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