ELEZIONI / Pagani (PD): la partita è fra noi e destra, la sinistra non andava divisa, il M5S è out

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ELEZIONI / Pagani (PD): la partita è fra noi e destra, la sinistra non andava divisa, il M5S è out Giovedì 8 Febbraio 2018 Intervista a tutto campo con il deputato uscente - In questi 5 anni abbiamo fatto

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ELEZIONI / Pagani (PD): la partita è fra noi e destra, la sinistra non andava divisa, il M5S è out Giovedì 8 Febbraio 2018 Intervista a tutto campo con il deputato uscente - In questi 5 anni abbiamo fatto molto e per Ravenna abbiamo finalmente sbloccato il Progetto Hub Portuale Alberto Pagani Alberto Pagani, deputato PD, 46 anni, sposato, due figlie, una gatta ( vivo circondato da donne , dice), è il candidato del PD e dei suoi alleati nel collegio uninominale di Ravenna per la Camera dei Deputati. È senza rete: cioè non ha candidature anche nel proporzionale. Dunque, se vorrà conservare il seggio a Montecitorio il 4 marzo dovrà vedersela e sudarsela con David Zanforlini l'avvocato ferrarese candidato dei grillini, Samantha Gardin candidata di Lega Nord, Forza Italia e Fratelli d'italia, e infine con Ilaria Morigi di Liberi e Uguali. Poi ci sono altri candidati minori di centro, di destra e di sinistra. Alberto Pagani parte favorito ma non ha un compito semplice. Là, non lontano, fa capolino il centrodestra che tenta la rivincita, il colpaccio, la spallata, l'assalto alla roccaforte rossa, l'abbattimento del Muro di Berlino. Le simbologie sono tante e sono state scomodate tante metafore in questi giorni. La sostanza è una sola: l'italia sembra spostarsi tumultuosamente a destra, la Romagna e Ravenna reggeranno ancora una volta? Riuscirà il prode Alberto Pagani - il calmo e riflessivo Alberto Pagani - a reggere l'urto, a difendere la roccaforte? Lo sapremo solo il 5 marzo. L'INTERVISTA Lei fu eletto esattamente cinque anni fa, per la sua prima esperienza in Parlamento. Sono trascorsi appena cinque anni ma sembra un secolo. È passato su di noi un tornado. L'affondamento di Prodi e di Bersani. La rielezione di Napolitano. Il governo Letta. Il ciclone Renzi. Il referendum del 4 dicembre L'uscita dal PD di tanti padri fondatori. La rinascita di Berlusconi. Tutto in soli cinque anni. Come li ha vissuti lei? Domanda difficile. Direi che abbiamo assistito alla trasformazione del sistema politico, una metamorfosi come quella descritta dall'ultimo libro di Ulrich Beck, che parla di un cambiamento epocale di cui però non siamo in grado di individuare i contorni, non sappiamo dove ci porta questa trasformazione. Certo, non avrei mai immaginato cinque anni fa tutto ciò che è accaduto dopo. Non solo in Italia. Il Governo con Berlusconi e poi con Alfano. L'elezione di due Presidenti della Repubblica. E poi quello che è accaduto nel mondo... Brexit, Macron, Trump, i populismi, per citare solo ciò che concerne l'occidente. Appunto. Assistiamo a una trasformazione del sistema politico tradizionale. In Italia abbiamo visto la fine del bipolarismo e la nascita di un tripolarismo che diventa anche peggio, una sorta di frantumazione del quadro politico che rispecchia la frantumazione della società. Ma lei che cosa racconta agli elettori sempre più disillusi, indecisi, riottosi, arrabbiati... cosa racconta per dire che il suo ruolo di parlamentare è utile e importante per loro? È importante perchè noi eleggiamo il Parlamento ed è in Parlamento che si formano i governi. È ciò che prevede la nostra Costituzione, perchè siamo una Repubblica parlamentare. Sì, questo è bon ton istituzionale, ma la domanda brutale che si fanno in tanti, per parlare un linguaggio crudo e diretto, è questa: siete lì per servire il popolo italiano o siete lì per mangiare pane a tradimento? Bella domanda. Un parlamentare fa soprattutto un lavoro duro e a volte oscuro di studio, di ricerca, di approfondimento e di discussione nelle Commissioni parlamentari. Là dove si esaminano i provvedimenti che poi vengono portati in aula per il voto. È un lavoro serio e difficile, perchè occorre studiare, specializzarsi, conoscere i dossier sui quali si discute. Altrimenti le grandi burocrazie statali impongono la loro legge: gli altri decidono per te, se tu non sei in grado di discernere ciò che è utile da ciò che non lo è. E poi certo, ci sono i politici e i parlamentari che i cittadini vedono in tv, che parlano di tutto, brillantemente. Quelli sono la punta dell'iceberg. Sono utili perchè saper parlare ai media, avere la battuta pronta, lanciare lo slogan giusto sono qualità necessarie per la comunicazione e il consenso. Ma è solo la parte emergente dell'iceberg. Il lavoro più serio e più utile in Parlamento si fa dietro la ribalta delle tv. Insomma, la parte nascosta dell'iceberg è quella più significativa, quella che serve di più al governo del paese, per la soluzione dei problemi. Sì. Ed è quella in cui mi sono esercitato meglio io. Anche per via del mio carattere. Ma qual è il suo personale bilancio? Sono soddisfatto del lavoro che ho svolto e dei risultati che tutti insieme abbiamo ottenuto. Per l'italia e per Ravenna. Per la nostra città, in particolare, abbiamo ottenuto cose importanti per il Porto e per la logistica legata alla portualità. Il centrodestra dice che non avete e non ha fatto nulla per Ravenna, che la città è rimasta indietro per le scelte sbagliate o le non scelte del PD. E, in particolare, attacca su Porto e infrastrutture, cioè proprio sul suo terreno. Ricordo solo che abbiamo finalmente sbloccato il Progetto di Hub Portuale Ravenna per l'escavo dei fondali, un progetto fermo da tanti anni. E che i governi precedenti sia di destra che di sinistra non avevano sbloccato. Non l'ha fatto nemmeno Berlusconi che pure ha governato a lungo. L'abbiamo fatto noi. Ora quel progetto è al CIPE e io spero che già nelle prossime ore possa arrivare il tanto atteso sì. Se volessimo vedere il bicchiere mezzo pieno diremmo, abbiamo sbloccato la faccenda. Se volessimo vedere il bicchiere mezzo vuoto diremmo, doveva essere fatto tanti anni fa, siamo in gravissimo ritardo. È vero. Ma intanto l'abbiamo sbloccato. E se si è sbloccato è perchè abbiamo lavorato sodo e bene. Su Porti e logistica portuale abbiamo cambiato a fondo tutta la legislazione, dalla Riforma Delrio fino al Correttivo Porti che corregge appunto la stessa riforma, laddove c'erano lacune. Un provvedimento che migliora tanti aspetti, soprattutto nel campo della tutela del lavoro portuale. Restiamo alle infrastrutture. Su questo punto il centrodestra ha ragione. Avete portato a casa poco. E su rotaia. E su strada. Non è così. C'è un piano di investimento importante di RFI per il potenziamento della linea Bologna-Ravenna, sia per le merci che per i passeggeri. Presto ne vedremo i risultati. Ma Roma ha cancellato la E55 per Venezia che per anni qui è stata ritenuta strategica. Il problema è che la lista delle grandi opere era troppo grande e le risorse troppo limitate per fare tutto. Si sono dovute stabilire delle priorità. Guarda caso, proprio la E55 è stata depennata... Il progetto era vecchio. I 10 miliardi ipotizzati erano insufficienti e non ce n'erano altri a disposizione. Era una missione impossibile. Ora cerchiamo un'alternativa che è la Ravenna-Ferrara-Mare, un progetto meno ambizioso ma più realistico e soprattutto realizzabile. La posta in gioco in queste elezioni è fondamentalmente fra PD e centrodestra? Pensa davvero anche lei che il M5S sia fuori gioco per il governo del Paese? Sì. Io ritengo che la partita sia fra noi e la destra. Il M5S è ai margini e potrebbe governare solo a patto di trovare un accordo con la destra, cosa peraltro non impossibile. Invece un accordo PD - Cinque Stelle è impossibile? Nel modo più assoluto. Ma chi è peggio e chi è meglio fra il duo Berlusconi-Salvini da una parte e Luigi Di Maio dall'altra, secondo lei? Nessuno. Le loro proposte sono tutte incredibili. Berlusconi propone una riduzione delle tasse da 100 miliardi di euro per tagliare quelle dei ricchi. Roba da non credere. Di Maio vuole dare un reddito di cittadinanza a tutti in modo che alla fine si favorirà il lavoro nero: con una mano uno prende il reddito garantito anche se ufficialmente non lavora, con l'altra mano prende il salario in nero per il lavoro che fa sottobanco. Finirà così. Queste non sono ricette. Ma se dopo il voto non ci sarà una maggioranza chiara, che si fa? Lei è favorevole alle larghe intese con Berlusconi? Deciderà Mattarella. L'Italia ha bisogno di un governo chiaro e pienamente legittimo e mi auguro che sia quello del PD. D'altra parte non credo che si potrà tornare subito a votare. Quindi, larghe intese? Un governo di larghe intese io l'ho già votato nel 2013, di fronte a uno stato di necessità. Se non c'è altra soluzione, potrei tornare a votare un'ipotesi come questa. Ma non è la mia. In realtà Liberi e Uguali dice che è proprio questa la soluzione a cui sta pensando Matteo Renzi e che molte scelte vanno in quella direzione. Per esempio, le candidature di Casini, Lorenzin e Pizzolante, tutti ex del centrodestra, tutti eleggibili qui in Emilia-Romagna. Non voglio polemizzare con Liberi e Uguali. Io speravo si potesse fare un accordo con loro. Non è stato possibile. Allora ci siamo alleati con chi ha voluto allearsi. Abbiamo lavorato per un'alleanza larga di centrosinistra e per vincere. Quanto a quelle candidature, quando c'è una logica di coalizione si votano anche candidati che sulla carta possono non piacere. Io ho votato Fabris a Ravenna tanti anni fa, rispetto al quale Casini si è comportato molto meglio. Ma se lo immagina lo scontro Casini - Errani a Bologna? Non è imbarazzante per un elettore di centrosinistra? Chi rappresenta la storia e i valori della sinistra? E chi è sempre stato fiero avversario della sinistra? Ed ora Errani - simbolo della sinistra emiliano-romagnola - sta dall'altra parte. E sotto le vostre insegne c'è Casini. Cosa penserebbe uno che si sveglia ora da un lungo sonno? Tutto questo è il frutto di una serie di errori gravi fatti da tutte le parti. Posso dire che io non ho lavorato per questa divisione dolorosa. Quanto fa male? Tutte le divisioni della sinistra fanno male. E in genere le colpe non ricadono mai su una sola parte. Spero che dopo il voto certe fratture si possano ricomporre. Il sondaggio di Repubblica dice che voi a Ravenna siete avanti di 10 punti sul centrodestra. Il sondaggio di Ghisleri dice che c'è un testa a testa. A chi crede? Conosco la materia. Era anche il mio mestiere. In genere i sondaggi fotografano il presente ma non predicono il futuro. Dunque da qui al 4 marzo molto può ancora accadere. Sono sincero, non credo molto a questi sondaggi. Posso aggiungere che sarà una sfida molto aperta. Chiudiamo con un commento sui fatti di Macerata. Che Italia emerge? Sembra proprio un brutto paese. Tira una pessima aria. Che cosa propone lei per governare il problema dell'immigrazione da una parte e per combattere razzismo e neofasciscmo dall'altra? Le crisi in Africa e in Medio Oriente hanno sottoposto tutta l'europa a una forte pressione migratoria e tutta l'europa è stata colta impreparata, è in difficoltà. Anche l'italia. La pressione migratoria è superiore alla possibilità di accoglienza e se non si governa il fenomeno si rischiano tensioni e crisi sociali. Noi abbiamo provato a governare il fenomeno con il ministro Minniti, che ha operato bene per bloccare il flusso dei migranti, attraverso accordi con le varie autorità libiche. Ma resta la gravissima questione umanitaria in Africa, dove hanno fatto risorgere la tratta degli schiavi. E infatti noi stiamo lavorando per andare in Africa a portare soluzioni. A casa loro, come si dice. Chiamando all'impegno l'onu sui diritti umani in Libia, intervenendo in Niger e facendo accordi bilaterali con altri Paesi. Bisogna bloccare i flussi là dove i flussi partono. Non possiamo accogliere tutti. Noi non siamo per l'immigrazione clandestina né per l'accoglienza indiscriminata. E che pensa dei immigrati che Berlusconi vuole riportare indietro, nei loro Paesi? Sono balle propagandistiche. Cosa fa, rastrellamenti casa per casa? Li rimette sui barconi per riportarli in Libia? Sa benissimo che queste cose non si possono fare. Bisogna tenere i nervi saldi e fare i conti con i problemi cercando una soluzione praticabile, senza alimentare la protesta o aizzare la violenza. Il centrodestra sostiene che la situazione in realtà vi è sfuggita di mano. Abbiamo cercato una soluzione e con Minniti abbiamo bloccato gli arrivi. Questo è un fatto. Il resto sono chiacchiere. Nessuno ci era riuscito in precedenza. L'Italia si scopre in parte xenofoba e razzista e queste spinte si legano a rigurgiti fascisti, individuando negli immigrati i capri espiatori perfetti. Cosa bolle nel pentolone di questo paese? Bisogna lavorare per integrare. Bisogna fare le cose per bene. Senza alimentare paure o cose peggiori. Ma affinchè l'integrazione funzioni, occorre anche che chi arriva qui accetti i valori di fondo della nostra società, valori che non sono negoziabili, come per esempio i diritti delle donne nel caso delle persone di fede islamica. Ci sono anche italiani che non vogliono alcuna integrazione, che vorrebbero un'italia degli italiani, come 50 anni fa, una cosa impossibile in un mondo come quello attuale in cui grandi masse di donne e di uomini si muovono per fuggire dalla guerra e dalla fame o in cerca di una vita migliore. Curioso che questo capiti proprio in un paese di migranti come l'italia. I popoli hanno la memoria corta. Forse ce l'hanno corta anche perchè la funzione di riforma morale che spettava al partito, secondo Gramsci, ovvero la battaglia delle idee e culturale, è stata abbandonata dalla sinistra. Non crede? Questo purtroppo è vero. Il primo compito della sinistra sarebbe proprio quello di condurre una battaglia culturale, per la civiltà, i diritti, le libertà, la democrazia, la società aperta e inclusiva. Ed è anche per condurre meglio questa battaglia contro il sorgere del razzismo o il risorgere del fascismo che la sinistra non dovrebbe essere divisa. A cura di P. G. C. Le interviste, Politica Commenti State ricostruendo la DC bravi.08/02/ Felice RICOSTRUIRE LA DC NON SAREBBE UN GROSSO PROBLEMA..LA COSA GRAVE E' CHE HANNO DISTRUTTO L'ITALIA!08/02/ alfredo parlamentare a diecimila euro mese...ma i suoi problemi gia risolti, basta obbedire in parlamento,,,,,,,,tanto che a Ravenna votano il partito09/02/ roberto
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