Dinamica del legno morto in foresta

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Giornata di studio INTRODUZIONE ALLA GESTIONE FORESTALE SOSTENIBILE NELLE AREE PROTETTE 22 settembre 2011 Piano Vomano di Crognaleto - TE Dinamica del legno morto in foresta Fabio Lombardi Dipartimento

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Giornata di studio INTRODUZIONE ALLA GESTIONE FORESTALE SOSTENIBILE NELLE AREE PROTETTE 22 settembre 2011 Piano Vomano di Crognaleto - TE Dinamica del legno morto in foresta Fabio Lombardi Dipartimento STAT Università degli Studi del Molise Legno morto, indicatore di naturalitàin ecosistemi forestali, caratterizzato da diverse componenti: Alberi morti in piedi Ceppaie Alberi morti a terra Snag Legno morto al suolo (CWD) Tipologia forestale; Fattori che influenzano abbondanza, frequenza e distribuzione del legno morto in foresta Composizione specifica e struttura; Stadio di sviluppo dei popolamenti forestali; Modalità ed intensità di gestione; Tipologia e frequenza dei disturbi naturali: fuoco, venti estremi, nevicate precoci e tardive, attacchi parassitari, ecc. Caratteristiche climatiche, pedologiche ed orografia del territorio; Escludendo l intervento antropico, quanto permane in foresta? anni in ecosistemi appenninici, anche 500 anni in climi boreali (Lombardi et al., 2008, 2012) Input di legno morto in foresta --Vento: sia di forte intensitàche debole e costante, spesso causa di schianti; --Fuoco: creazione diretta ed indiretta di nuovo legno morto; --Insetti: causa di morte o malattia con incremento vulnerabilità ad altri fattori; --Malattie indotte da agenti patogeni o da fattori abiotici (deposizioni acide); --Meccanismi di soppressione e competizione (stand density, selfthinning); -- Senescenza; -- Frane, alluvioni, erosione ad opera di torrenti; Fattori tutti fortemente interconnessi nel tempo e nello spazio Legno morto nella gestione forestale tradizionale: come è concepito? Rimozione totale del legno morto quale componente e passaggio necessario nella corretta gestione forestale Una foresta èben gestita se pulita ed ordinata Legno morto nella Gestione Forestale Sostenibile in EU - Principi comuni nella Gestione Forestale Sostenibile; - Numerose Conferenze Ministeriali, dal 1990 al 2011; - Criteri ed indicatori relativi alla Gestione Forestale Sostenibile; -Reports sullo Stato delle Foreste in EU: 2003, 2007, 2011; State of Europe s Forests 2007: Indicatore 4.5: Legno morto Volume degli alberi morti in piedi e del materiale grossolano alsuolo, in foresta ed altre aree boscate, in relazione alle tipologie forestali europee State of Europe s Forests 2011 Volume medio (m 3 /ha) di legno morto ripartito per paese (anno di riferimento: 2010) 22 paesi: Volume variabile nel range m 3 /ha State of Europe s Forests 2011 Legno morto per regioni biogeografiche in EU nel ventennio : -Incremento nel SE Europa da 12 a 15 m 3 /ha; -Incremento dei quantitativi connesso a politiche forestali nature-oriented e grazie agli standards di certificazione, ma anche conseguenza dell abbandono aree forestali; -Volumi considerevoli nella Confederazione Russa; How much is enough? Funzioni ecologiche del legno morto (1) WWF France, 2004 Funzioni ecologiche del legno morto (2) -Fornire nutrienti e composti solubili al suolo (Spears et al., 2003), tramite stoccaggio e lento rilascio (Stevens, 1997); -Produzione di agenti decompositori quali acidi ossalici grazie a funghi decompositori (Fransonn et al. 2004); -Transferimento attivo di nutrienti tramite I miceli fungini (Frey et al. 2003, Wells et Boddy 2002); -Interazione tra il substrato organico, agenti microbici decompositori e detritivori; (Busse 1994, Moore et al. 2004); - Modificazioni dell ambiente chimico-fisico del suolo (Spears et al. 2003); Interazione chimico-fisica legno suolo aumenta con il procedere della decomposizione Funzioni ecologiche del legno morto (4) -Stoccaggio del Carbonio atmosferico, mitigazione effetti del riscaldamento globale, in particolare in aree climatiche fredde (lenta decomposizione della materia organica); -Caso studio in Francia: stimato che la creazione di nuove aree protette, limitando o proibendo i tagli, permette di sequestrare carbonio pari a quanto immagazinato per opere di afforestazione (Vallauri, 2003); Necessità di approfondire capacità di stoccaggio di suolo, lettiera e massa ipogea morta Probabile attuale sottostima delle capacitàdi stoccaggio complessive di C Funzioni ecologiche del legno morto (3) - Produttività ed insediamento di semenzali: Fornisce materia organica, umidità, nutrienti e microhabitats utili all insediamento del novellame molte conifere germinano preferibilmente su ceppaie o legno morto a terra Geomorfologia: prevenzione dell erosione in aree acclivi e controllo del run-off superficiale, incremento della stabilitàdegli strati litologici superficiali (Bobiec, 2002; Falinski, 1986; Pesson,1980; Prescott et al. 1993); Ma.alluvioni in Piemonte e Svizzera (Lothar nel 2001) Necessitàdi valutare il rischio connesso ad eventi meteorologici estremi in aree geografiche insistenti su territori antropizzati Soglie dimensionali e funzioni ecologiche 100% decomposto Integrazione delle funzioni ecologiche strettamente connessa ai diametri considerati Diametri minori maggiore velocità di decomposizione Microhabitats connessi alla presenza del legno morto In: Winter et al., 2008 Alberi con infezioni fungine da F. fomentarius e da F. pinicola Alberi con altre infezioni fungine Alberi con 50% di chioma spezzata Alberi con 50% di corona lesionata Alberi con completa distruzione della chioma Alberi con chioma totalmente assente Alberi con chioma secondaria Ferite da fulmine e fratture lunghe almeno 3m Alberi con fratture profonde almeno 2 cm e lunghe almeno 50 cm Alberi con tronco suddiviso in alto in almeno 5 fasci Cavità di 5 cm di apertura Sequenza di cavità le cui aperture distano massimo 2 m Cavità profonde, tubulari, con o senza materia organica Cavità con materia organica in decomposizione Fratture nel fusto con perdita di corteccia, fino al duramen Proliferazioni cellulari anomale sulla corteccia Alberi con prozioni di corteccia asportata di almeno 5 cm Ceppaie sdradicate con altezza non è inferiore a 1.2 m Sistemi di gallerie sul legno morto (attività di Scolitidi) Legno morto a terra o ceppaie con fori dovuti ad attività di saproxilici Ceppaie con accumuli di acqua all'interno Microhabitats In: Winter et al., Varietà considerevole di nicchie utili alla fauna saproxilica, ornitica, e mammiferi; - Utilità di adattare le forme di gestione alla loro conservazione e salvaguardia; - Approfondire le conoscenze scientifiche riguardanti aree forestali non gestite da lungo tempo quale utile riferimento; Snag, alberi morti in piedi e frequenza di nidificazione In: Bobiec et al., 2005 Perdita di habitat connessi al legno morto e loro frammentazione; effetti sulla fauna ornitica, un esempio (Drapeau et al., 2011) Perdita di habitats connessi al legno morto e loro frammentazione a scala di paesaggio: effetti sulla fauna ornitica (In: Drapeau et al., 2011) Relazioni tra fauna ornitica e saproxilici connessi al legno morto (Norris & Martin, 2010) Densità di cavità per nidificazione aumenta con la densità di coleotteri Presenza -Assenza di gestione, quantitativi di legno morto e ricchezza floristica Caso studio in Val Cervara, PNALM (Burrascano et al., 2008) Variable Mean ± Standard Deviation Managed Old-growth Live structure Living volume (m 3 /ha) ± ± 90.4 Basal area (m²/ha) 39.9 ± ± 6.3 Number of DBH classes 7.3 ± ± 1.8 Number of trees with DBH 40 cm 1.8 ± ± 2.4 Deadwood Total amount of deadwood (m3/ha) 12.1 ± ± 39,9 Standing deadwood (snags and standing de 0.3 ± ± 16.4 Logs 0.1 ± ± 23.2 Stumps 8.5 ± ± 5.5 Lying woody debris 3.1 ± ± 30.4 Number of decay classes 2.4 ± ± 0.5 Vegetation Tree cover 92.2 ± ± 15.4 Herb cover 6.1 ± ± 17.8 Species per plot 16.7 ± ± 7.7 In: Burrascano et al., 2008 Legno morto quale indicatore di naturalità: caso studio in Aree Protette appenniniche Area Living volume (m 3 /ha) Dead volume (m 3 /ha) A.Soprani 569,78 95,57 Cimini 783,84 32,29 C.meluccio 557,84 17,40 C. Ferriero 1383,27 71,31 F. Novello 1030,31 88,91 F. Cecita 583,89 1,98 M. Mezzo 702,49 26,46 M. Sacro 469,28 70,66 S. Fratino 1189,11 65,26 V. Cervara 363,55 142,99 Naturalitàindicata da elevati quantitativi di legno morto, ripartiti tra le diverse componenti che lo caratterizzano, con occorrenza di classi di decomposizione diversificate G. Pavari 666,33 95,50 Volume delle diverse componenti di legno morto (percentuale) Standing dead wood Abeti Soprani Monti Cimini Collemelu ccio Cozzo Ferriero Fonte Novello Fosso Cecita Monte Mezzo Monte Sacro Sasso Fratino Val Cervara Gargano Pavari MEDIA (%) 65,9 0,3 54,1 43,9 20,8 38,9 10,3 17,6 0,0 1,1 0,0 23,0 Snags 14,7 11,2 6,8 1,7 22,0 14,5 15,2 5,1 23,9 11,6 28,0 14,1 Dead downed trees Coarse woody debris 3,6 37,7 17,3 0,0 33,4 24,9 57,5 31,6 0,0 22,6 47,3 25,1 5,0 48,6 16,5 52,7 20,9 8,2 13,7 43,7 75,1 61,9 21,0 33,4 Stumps 6,4 2,2 5,4 1,8 2,7 13,5 2,7 2,1 1,0 2,8 3,8 4,0 Legno morto in ausilio alla comprensione della storia evolutiva dei popolamenti forestali (caso studio di Bosco Pennataro, Molise) Area di studio a predominanza quasi totale di F. sylvatica...e il legno morto? Fagus sylvatica Fraxinus excelsior Ostrya carpinifolia Carpinus betulus Acer pseudoplatanus Acer lobelii Acer pseudoplatanus Acer opalus Sorbus torminalis Tilia platyphyllos Quercus cerris Corylus avellana Irriconoscibile stumps lying fine lying coarse dead dow ned trees snag standing deadw. 0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% 70% 80% 90% 100% In: Lombardi & Marchetti, 2006 Gestione del legno morto Gestione forestale sostenibile richiede il rilascio di quantitativi ragionevoli di legno morto in foresta. Azioni differenti in relazione alla tipologia forestale ed al contesto socio-economico Includere gli alberi-habitat, veterani, nei piani di gestione / assestamento; Rilasciare legno grossolano al suolo; Evitare la combustione dei residui di tagli in bosco; Lasciare il legno morto in bosco in seguito ad eventi meteorici estremi, comprese ceppaie alte e snags; Rilasciare almeno m 3 /ha di legno morto in aree gestite, ovvero 5-10 % del volume legnoso totale è un obiettivo importante nell ottica della conservazione; Gestione del legno morto Prospettive nella GFS con particolare riferimento alle Aree Protette Necessaria un interazione costruttiva tra gestori, comunitàscientifica, Enti Parco e CFS per esigenze comuni di conservazione; Aree Protette dedicate principalmente alla conservazione della biodiversità, ma legno morto spesso ancora carente al loro interno; Sforzo per politica di incentivi ai privati (isole servono poco, importanza connettività ecologica su larga scala); Fondamentale la divulgazione e la formazione anche all esterno delle aree protette: corsi, training ecc. Strategie integrate con i siti Natura 2000 per incrementare connettività ecologica Gestione del legno morto.miti da sfatare 1) Una foresta pulita èuna foresta in salute Le poche foreste vetuste presenti in EU sono stabili, altamente resistenti e resilienti rispetto a malattie, attacchi parassitari e cambiamenti climatici in atto, ma anche diversificate e strutturalmente complesse; 2) Popolamenti vetusti sono un problema Alberi monumentali, veterani segno che una foresta è mal gestita! Popolamenti in EU raramente di età media superiore a 100 anni! Necessitàdi cambiare la percezione di cosa si intende per qualitànell ottica della conservazione; 3) Gli alberi morti sono veicolo di malattie Anche se in proporzione all incremento del legno morto aumenta la presenza di insetti saproxilici, in letteratura non vi sono evidenze di correlazioni significative con l incremento della mortalità arborea; 4) Il legno morto incrementa il rischio di incendi La presenza del legno morto può essere ben integrata con le preesistenti politiche di prevenzione degli incendi boschivi. Combattere le cause più che ridurre il potenziale combustibile in foresta! 5) Il legno morto mette a rischio la sicurezza dei visitatori Le operazioni di taglio ed esbosco sono ben piùrischiose!! In numerose aree protette (ad es. In Austria) l attenzione alla localizzazione e dispiegamento dei sentieri ha ridotto il rischio di incidenti ai visitatori. In Germania èstata eliminata la legge che assegnava la responsabilitàdi incidenti in bosco ai proprietari: ognuno va in bosco a proprio rischio. GRAZIE PER L ATTENZIONE!
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