Cresce il reddito ma aumenta la disuguaglianza; peggiorano le condizioni delle nuove generazioni

Description
69 Cresce il reddito ma aumenta la disuguaglianza; peggiorano le condizioni delle nuove generazioni Nel 16 la crescita del reddito disponibile nominale delle famiglie si è rafforzata e, grazie alla sostanziale

Please download to get full document.

View again

of 13
All materials on our website are shared by users. If you have any questions about copyright issues, please report us to resolve them. We are always happy to assist you.
Information
Category:

Education

Publish on:

Views: 9 | Pages: 13

Extension: PDF | Download: 0

Share
Transcript
69 Cresce il reddito ma aumenta la disuguaglianza; peggiorano le condizioni delle nuove generazioni Nel 16 la crescita del reddito disponibile nominale delle famiglie si è rafforzata e, grazie alla sostanziale stabilità dei prezzi, è aumentato in misura significativa anche il potere d acquisto; in parallelo è proseguito l aumento della spesa per consumi. La crescita del reddito, seppure diffusa, si è accompagnata ad un aumento della disuguaglianza: il reddito, infatti, è cresciuto di più tra le famiglie con i livelli reddituali medioalti. Nel Mezzogiorno, il reddito disponibile mediano è in aumento, con una crescita quasi doppia rispetto a quella osservata a livello nazionale. A rimanere indietro sono soprattutto i giovani, colpiti in misura crescente dal rischio di povertà. Anche il peggioramento dell indicatore di intensità lavorativa molto bassa interessa quasi esclusivamente i giovani ed è legato a una persistente difficoltà a inserirsi nel mercato del lavoro, con un effetto di incertezza soprattutto per chi è già uscito dalla famiglia di origine ed è alla ricerca di indipendenza economica. Resta alto il numero di persone in condizione di forte disagio: l incidenza della povertà assoluta, più che raddoppiata durante la crisi, si è mantenuta su valori elevati ed è ulteriormente aumentata tra i minori. Il confronto internazionale Nel 16, in Italia, il reddito lordo disponibile pro capite delle famiglie consumatrici è pari a euro, in aumento dell 1,7% rispetto all anno precedente. Il reddito aggiustato lordo disponibile pro capite del totale delle famiglie 1 è, invece, pari a 1.89 euro; se espresso in Parità del Potere d Acquisto (Ppa), in modo da depurare l effetto delle differenze di livello dei prezzi, ammonta a Ppa, un valore inferiore del,3% alla media europea (1.94 Ppa) e del 9,7% alla media dell area Euro (3.171 Ppa). Il reddito lordo disponibile pro capite delle famiglie consumatrici continua quindi a crescere; anche tra il 14 e il 15 si era, infatti, registrato un aumento dell 1,6%. Nello stesso periodo l aumento del reddito si è tuttavia associato a un aumento della disuguaglianza. In Italia il rapporto tra il reddito totale posseduto dal % della popolazione con i redditi più alti e quello del % con i redditi più bassi è salito a 6,3 da 5,8, contro una media europea di 5,1 (che si mantiene sostanzialmente identica a quella dell anno precedente). La disuguaglianza cresce anche in Bulgaria, Grecia (entrambe con livelli di disuguaglianza superiori all Italia), Lussemburgo, Paesi Bassi, Austria, Slovacchia e Svezia. In tutti questi casi (ad eccezione della Grecia) l aumento della disuguaglianza si accompagna a un aumento del livello di reddito. 1 Per fare il confronto con gli altri Paesi Europei, è tuttavia necessario riferirsi al reddito lordo disponibile pro capite del totale delle famiglie (che include anche le istituzioni non profit senza scopo di lucro) e utilizzare il cosiddetto reddito aggiustato che incorpora il valore dei servizi in natura forniti alle famiglie dalle amministrazioni pubbliche e dalle istituzioni private senza fini di lucro. La fonte per tale indicatore è l indagine Eu-Silc che, se condotta al tempo t, rileva i redditi individuali e familiari con riferimento all anno solare t-1; pertanto la disuguaglianza e il rischio di povertà sono calcolati sui dati di reddito dell anno precedente a quello di rilevazione. 7 In Italia il reddito disponibile è più basso della media europea Fonte: Eurostat, Conti nazionali (*) Al momento della stesura del testo il dato era disponibile per questi paesi europei. Figura 1. Reddito aggiustato lordo disponibile pro capite del totale delle famiglie per alcuni paesi europei (*). Anno 16. Valori in Ppa L Italia al 1 posto tra i paesi europei per la disuguaglianza tra i redditi 8 Variazione 15/14 Livello Fonte: Eurostat, Indagine Eu-Silc (*) Al momento della stesura del testo il dato era disponibile per questi paesi europei Figura. Livello (scala dx) e variazione dell indice di disuguaglianza del reddito disponibile per alcuni paesi europei (*). Redditi anni Valori assoluti e punti percentuali La crescita della disuguaglianza nella distribuzione del reddito ha determinato anche un aumento del rischio di povertà. Quest ultimo indicatore fornisce una misura di tipo relativo, che definisce a rischio di povertà chi vive in famiglie con un reddito equivalente non superiore alla soglia di povertà (posta pari al 6% del reddito equivalente mediano calcolato sul totale delle persone residenti). Più elevato è il reddito mediano, maggiore è il valore della soglia. 71 In Italia, la soglia calcolata sui redditi 15 è superiore del,5% a quella dell anno precedente e la quota di popolazione a rischio di povertà è passata dal 19,9% (reddito 14) al,6% (reddito 15), un valore di circa 3,3 punti percentuali superiore alla media europea. Quote più elevate di quella italiana si registrano in Grecia, Estonia, Lettonia, Lituania, Spagna, Romania - paesi per i quali, tuttavia, il rischio di povertà non è aumentato e Bulgaria, che, insieme a Lussemburgo (dove il valore della linea di povertà diminuisce) e Paesi Bassi, mostra un aumento del rischio di povertà simile a quello rilevato in Italia. L Italia al 19 posto tra i paesi europei per il rischio di povertà Variazione 15/14 Livello Fonte: Eurostat, Indagine Eu-Silc (*) Al momento della stesura del testo il dato era disponibile per questi paesi europei Figura 3. Livello (scala dx) e variazione dell indice di rischio di povertà per alcuni paesi europei. Redditi anni Valori e punti percentuali Nel 16, aumenta la grave deprivazione materiale, che - secondo la metodologia Eurostat - si presenta quando si manifestano quattro o più sintomi di disagio economico su un elenco di nove 3. La quota di chi vive una condizione di grave deprivazione raggiunge il 1,1% (era 11,5% nel 15), risultando di circa 5 punti percentuali superiore alla media europea (quasi il doppio della media dell Area euro). Solo in Ungheria (16,%), Grecia (,4%), Romania (3,8%) e Bulgaria (31,9%) l indicatore è sensibilmente più alto rispetto a quello italiano. Il disagio economico che caratterizza l Italia, come noto, è fortemente legato alla difficoltà di entrare e permanere nel mercato del lavoro. Nel 16, il 1,8% delle persone residenti vive in famiglie con componenti tra i 18 e i 59 anni (esclusi gli studenti 18-4enni) che, nel corso dell anno precedente, hanno lavorato per meno del % del loro potenziale (indicatore di intensità lavorativa molto bassa). Quote più elevate si registrano solo in Belgio (14,6%), Spagna (14,9%) e Grecia (17,%). 3 Si vedano le definizioni in fondo al capitolo. 7 L Italia al 19 posto tra i paesi europei per la grave deprivazione materiale Variazione 16/15 Livello Fonte: Eurostat, Indagine Eu-Silc (*) Al momento della stesura del testo il dato era disponibile per questi paesi europei Figura 4. Livello (scala dx) e variazione dell indice di grave deprivazione materiale per alcuni paesi europei. Anno 16. Valori e punti percentuali L Italia al 3 posto tra i paesi europei per la molto bassa intensità lavorativa 3 Variazione 16/15 Livello Fonte: Eurostat, Indagine Eu-Silc (*) Al momento della stesura del testo il dato era disponibile per questi paesi europei Figura 5. Livello (scala dx) e variazione dell intensità lavorativa molto bassa per alcuni paesi europei. Anno 16. Valori e punti percentuali Infine, la quota di persone che vive in abitazioni di bassa qualità 4 scende da 9,6% a 7,6%, a seguito della diminuzione di chi lamenta problemi di infiltrazioni, umidità e simili in 4 Si vedano le definizioni in fondo al capitolo. 73 muri, soffitti o infissi (dal 4,1% al 1%) o di luminosità dell abitazione (dal 7% al 5,5%). Resta stabile la quota di chi vive in sovraffollamento (7,8%). L Italia al 1 posto tra i paesi europei per la qualità dell abitazione 1 Variazione 16/15 Livello Fonte: Eurostat, Indagine Eu-Silc (*) Al momento della stesura del testo il dato era disponibile per questi paesi europei Figura 6. Livello (scala dx) e variazione dell indice di bassa qualità dell abitazione per alcuni paesi europei. Anno 16. Valori e punti percentuali La situazione nazionale Nel 16, il reddito lordo disponibile delle famiglie consumatrici aumenta per il quarto anno consecutivo, con un incremento dell 1,6% rispetto all anno precedente; la crescita in termini pro capite, che tiene conto della variazione della popolazione residente, è pari all 1,7%. Grazie alla sostanziale stabilità del livello dei prezzi (l indice generale dei prezzi al consumo diminuisce dello,1% rispetto al 15), il potere d acquisto cresce di pari passo (+1,6% rispetto al 15). L incremento del reddito disponibile si associa a un aumento dell 1,5% della spesa per consumi finali (1,7% se calcolata in termini pro capite), in corrispondenza di un lieve aumento della propensione al risparmio (che passa dall 8,4% all 8,7%). Nel primo semestre del 17 il reddito cresce dell 1,1% rispetto al primo semestre 16, mentre il potere d acquisto registra un lieve calo a causa della significativa risalita dell inflazione (l indice generale dei prezzi al consumo in media semestrale aumenta dell 1,5%). La dinamica della spesa per consumi (+,6%) risulta decisamente superiore a quella del reddito disponibile, con una netta riduzione della propensione al risparmio (dall 8,9% del primo semestre 16 al 7,6% di quello 17). L aumento del reddito disponibile, del potere d acquisto e della spesa per consumi, nel 16, si accompagna a una leggera crescita, dal 5,7% al 5,9%, del tasso di investimento delle famiglie (riferito alla spesa per l acquisto di abitazioni e per la loro manutenzione straordinaria rapportata al reddito disponibile lordo) e del credito al consumo, accompagnato dall aumento della spesa per beni durevoli. 74 Continua la crescita del reddito, del potere d acquisto e della spesa per consumi Reddito disponibile lordo (a) Spesa delle famiglie per consumi finali Potere d'acquisto delle famiglie consumatrici Propensione al risparmio (b - scala dx) 16, 7. 14, 6. 1, 5. 1, ,. Q1 Q Q3 Q4 Q1 Q Q3 Q4 Q1 Q Q3 Q4 Q1 Q Fonte: Istat, Conti nazionali (a) Reddito lordo disponibile delle famiglie consumatrici in termini reali, ottenuto utilizzando il deflatore della spesa per consumi finali delle famiglie (valori concatenati con anno di riferimento 1). (b) Quota del Risparmio lordo sul Reddito disponibile lordo delle famiglie consumatrici corretto per tener conto della variazione dei diritti netti delle famiglie sulle riserve tecniche dei fondi pensione. Figura 7. Reddito lordo disponibile, potere d acquisto, spesa per consumi finali e propensione al risparmio delle famiglie consumatrici. Anni Valori trimestrali destagionalizzati in milioni di euro e valori percentuali La crescita del reddito tra il 14 e il 15 si è associata all aumento della disuguaglianza nella sua distribuzione equivalente: l indice di Gini si è attestato a 33,1 (era 3,4 sul reddito 14) e il rapporto tra il reddito posseduto dal % della popolazione con i redditi più alti e il % con i redditi più bassi è salito a 6,3 (era 5,8). La crescita del primo quintile (ovvero il livello di reddito al di sotto del quale si colloca il % della popolazione con i redditi più bassi) è stata decisamente più contenuta (+,7%) di quella registrata negli altri quintili, ad indicare come l aumento del reddito disponibile sia stato più sostenuto tra le famiglie e le persone con i redditi medio-alti (in particolare, tra i redditi da lavoro autonomo). Torna a crescere il ricorso al credito per le famiglie consumatrici 8, , 7, dic-15 giu-16 dic-16 mar-17 6, 5, 4, 3,, 1,, -1, -, Prestiti per l'acquisto di abitazioni Credito al consumo Altri prestiti Fonte: Banca d Italia, Segnalazioni di vigilanza Figura 8. Variazioni sui 1 mesi precedenti del credito delle famiglie consumatrici. Dic-15-Mar-17. Valori percentuali 75 Il reddito cresce soprattutto per i redditi medio-alti 5, Variazione 15/14 Valore soglia 15 (scala dx) 16, 4,5 14, 4, 3,5 1, 3, 1,,5 8,, 6, 1,5 1, 4,,5,, Fonte: Istat, Indagine Eu-Silc Primo quintile Secondo quintile Terzo quintile Quarto quintile, Figura 9. Valori soglia dei quintili di reddito equivalente (scala dx) e variazioni rispetto all anno precedente - Redditi anni Numero indice (reddito mediano equivalente=1) e valori percentuali La dinamica decisamente più contenuta del reddito della popolazione che presenta i livelli più bassi ha determinato un incremento del rischio di povertà. Ciò si associa, nel 16, a un aumento della grave deprivazione e una sostanziale stabilità della povertà assoluta: il 7,9% della popolazione è assolutamente povera (la variazione rispetto al 7,6% del 15 non è statisticamente significativa). Tra le famiglie con tre o più figli minori, tuttavia, la povertà assoluta è ulteriormente cresciuta (quasi un quarto è in povertà assoluta) e la quota degli under 18 coinvolti raggiunge il 1,5%, il valore più elevato da quando la misura è disponibile (anno 5). Stabile la povertà assoluta, rischio di povertà in crescita 5,, 15, 1, 5, Povertà assoluta Rischio di povertà Soglia di rischio (scala dx) , Fonte: Istat, Indagine Eu-Silc e Indagine sulle Spese delle famiglie 9. Figura 1. Povertà assoluta e rischio di povertà con relativa soglia (reddito anno precedente - scala dx). Anni Valori percentuali e in euro 76 L aumento degli individui in famiglie che presentano un intensità lavorativa molto bassa interessa quasi esclusivamente i giovani, ed è legato alla loro difficoltà a inserirsi nel mercato del lavoro oppure all impossibilità di lavorare a pieno regime; si tratta in particolare di giovani soli o in coppia - in alcuni casi con figli minori - già usciti dalla famiglia di origine e alla ricerca di indipendenza economica. Nel 16, la diminuzione di chi lamenta problemi di infiltrazioni, umidità e simili in muri, soffitti o infissi o di luminosità dell abitazione sembra soprattutto legata all incremento dei lavori di ristrutturazione e valorizzazione del patrimonio abitativo, che, anche nel corso del 16, hanno beneficiato di agevolazioni fiscali. Il sottogruppo che mostra il miglioramento più marcato è, infatti, quello dei proprietari dell abitazione in cui abitano, mentre per i locatari di abitazione di proprietà di enti pubblici o previdenziali si registra un miglioramento molto contenuto. Le principali differenze I livelli di reddito disponibile variano molto nel nostro Paese, sia territorialmente sia rispetto ai differenti tipi di famiglie: nel Mezzogiorno il reddito medio disponibile (pro capite) delle famiglie consumatrici è il 63% di quello delle famiglie residenti nel Nord, con valori particolarmente bassi tra le famiglie calabre, campane o residenti in Sicilia. I valori di reddito più elevati caratterizzano, invece, la provincia autonoma di Bolzano, la Lombardia e l Emilia-Romagna. La graduatoria rimane invariata rispetto al 15, nonostante la crescita del reddito nel Mezzogiorno sia stata più marcata che nel resto del Paese. Anche nel 15 l aumento del reddito era più marcato per il Mezzogiorno, soprattutto se si considera la variazione del reddito mediano (il reddito familiare netto mediano è aumentato del,8% contro una media nazionale dell 1,4%); sempre il Mezzogiorno è la ripartizione che mostra l aumento più consistente della disuguaglianza. Le variazioni più forti si sono registrate in Calabria e Campania dove il reddito totale percepito dal % della popolazione più agiata ha superato di oltre 8 volte quello del % di famiglie con i più bassi livelli di reddito (l indice si attesta a 8, e 8,4 aumentando di,8 e,3 punti rispettivamente). La Sicilia mantiene il livello più elevato di disuguaglianza (l indice si attesta a 9,), sebbene l incremento dell indicatore risulti complessivamente più contenuto (+,9). La disuguaglianza nella distribuzione del reddito dipende dalla combinazione di percettori/ non percettori all interno della famiglia e dal tipo e ammontare di reddito o salario da essi percepito. Tra gli anziani, spesso soli o in coppia e percettori di redditi pensionistici, la disuguaglianza - più contenuta - non è aumentata, mentre è cresciuta per il resto della popolazione. Il Mezzogiorno si conferma la ripartizione con la più elevata diffusione del rischio di povertà, che interessa circa un terzo della popolazione, e con i valori più elevati di povertà assoluta, nonostante tale misura tenga anche conto delle differenze nei prezzi praticati sul territorio: l indicatore si attesta al 9,8%, un valore di quasi punti percentuali superiore a quello registrato nel resto del Paese. La povertà assoluta coinvolge soprattutto le giovani generazioni: la quota dei poveri assoluti tra i minori (1,5%) e tra i giovani fino a 34 anni (1%) è circa tripla di quella registrata tra gli anziani (3,8%) e coinvolge ormai 1 milione 9 mila minori e 1 milione 17 mila giovani. L incidenza di povertà assoluta raggiunge tuttavia il valore massimo tra gli stranieri (sia in famiglie miste sia in famiglie di soli stranieri) che sono assolutamente poveri in un 77 terzo dei casi (contro meno di 1 su tra gli italiani), senza differenze significative a livello territoriale. Gli stranieri sono anche coloro che mostrano il peggioramento più consistente della grave deprivazione, fenomeno che ormai coinvolge oltre un quarto della popolazione non italiana e oltre un quinto della popolazione residente nel Mezzogiorno. L indicatore di bassa qualità dell abitazione migliora per tutte le fasce di età (meno intensamente tra gli anziani) e su tutto il territorio nazionale; solo Liguria e Basilicata mostrano un peggioramento significativo, posizionandosi su livelli di deprivazione abitativa elevati, prossimi a quelli registrati in Campania e Puglia (gli alti livelli rilevati in Abruzzo, Umbria e Marche risentono ovviamente degli eventi sismici). Si conferma la miglior condizione abitativa degli anziani, sia perché più raramente vivono in situazioni di sovraffollamento (1% contro il 41,7% dei minori e il 3,3% degli adulti tra i 18 e i 64 anni), sia perché sono più spesso proprietari dell abitazione. Tra gli affittuari, infatti, la quota di chi vive in un abitazione di bassa qualità è quasi 3 volte quella rilevata tra chi vive in un abitazione di proprietà (circa 14% contro 5%). Infine, nonostante nel 16 l indicatore di intensità lavorativa molto bassa sia aumentato tra le famiglie di giovani (attestandosi ad oltre il 16% di chi ha tra i 5 e i 34 anni di età), tra gli ultra cinquantacinquenni (fascia d età che presumibilmente indica le famiglie con figli giovani ancora conviventi con i genitori) il valore, seppur stabile, rimane decisamente elevato (1,8%). 78 79 Gli indicatori 1. Reddito medio disponibile pro capite: Rapporto tra il reddito disponibile delle famiglie consumatrici e il numero totale di persone residenti (in euro). Fonte: Istat, Conti nazionali.. Disuguaglianza del reddito disponibile: Rapporto fra il reddito equivalente totale ricevuto dal % della popolazione con il più alto reddito e quello ricevuto dal % della popolazione con il più basso reddito. Fonte: Istat, Indagine Eu-Silc. 3. Rischio di povertà: Percentuale di persone a rischio di povertà, con un reddito equivalente inferiore o pari al 6% del reddito equivalente mediano sul totale delle persone residenti. Fonte: Istat, Indagine Eu-Silc. 4. Ricchezza netta media pro capite: Rapporto tra il totale della ricchezza netta delle famiglie e il numero totale di persone residenti (in euro). Fonte: Banca d Italia, Conti patrimoniali delle famiglie (SHIW). 5. Vulnerabilità finanziaria: Percentuale di famiglie con un servizio del debito superiore al 3% del reddito disponibile sul totale delle famiglie residenti. Fonte: Banca d Italia, Conti patrimoniali delle famiglie (SHIW). 6. Povertà assoluta: Percentuale di persone appartenenti a famiglie con una spesa complessiva per consumi inferiore al valore soglia di povertà assoluta sul totale delle persone residenti. Fonte: Istat, Indagine sulle Spese delle famiglie. 7. Grave d
Related Search
We Need Your Support
Thank you for visiting our website and your interest in our free products and services. We are nonprofit website to share and download documents. To the running of this website, we need your help to support us.

Thanks to everyone for your continued support.

No, Thanks