Anno XXIII (nuova serie) - Poste Italiane S.p.A. Spedizione in Abbonamento postale 70% - DCB - Roma CENTRO STUDI CINEMATOGRAFICI

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Anno XXIII (nuova serie) - Poste Italiane S.p.A. Spedizione in Abbonamento postale 70% - DCB - Roma I g -marzo ennaio 2017 CENTRO STUDI CINEMATOGRAFICI SOMMARIO Anno I n. 1 gennaio-marzo 2017 Trimestrale

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Anno XXIII (nuova serie) - Poste Italiane S.p.A. Spedizione in Abbonamento postale 70% - DCB - Roma I g -marzo ennaio 2017 CENTRO STUDI CINEMATOGRAFICI SOMMARIO Anno I n. 1 gennaio-marzo 2017 Trimestrale di cultura multimediale Edito dal Centro Studi Cinematografici ROMA - Via Gregorio VII, 6 tel. (06) Sito Internet: Aut. Tribunale di Roma n. 271/93 Abbonamento annuale: euro 26,00 (estero $50) Versamenti sul c.c.p. n intestato a Centro Studi Cinematografici Si collabora solo dietro invito della redazione Direttore Responsabile: Flavio Vergerio Segreteria: Cesare Frioni Redazione: Silvio Grasselli Giancarlo Zappoli Hanno collaborato a questo numero: Giulia Angelucci Elena Bartoni Andrea Cardelli Jleana Cervai Davide Di Giorgio Cesare Frioni Annalice Furfari Cristina Giovannini Silvio Grasselli Fabrizio Moresco Giorgio Federico Mosco Flora Naso Marianna Ninni Mariachiara Riva Cecilia M. Voi Giancarlo Zappoli Carmen Zinno f i l m Austerlitz 2 Masha e Orso nuovi amici 3 Varichina La vera storia della finta vita di Lorenzo de Santis 4 A United Kingdom L amore che ha cambiato la storia 6 Il padre d Italia 8 Vedete, sono uno di voi 9 Beata ignoranza 11 Mamma o papà 13 Autopsy 15 La mia famiglia a soqquadro 16 Ballerina 17 La vendetta di un uomo tranquillo 19 Dammi una mano 20 Non è un paese per giovani 22 La marcia dei pinguini: il richiamo 23 Falchi 25 Slam Tutto per una ragazza 26 L ora legale 28 Loving 29 Vi presento Toni Erdmann 31 Questione di karma 32 La tartaruga rossa 34 In viaggio con Jacqueline 35 La verità, vi spiego, sull amore 37 Pubblicazione realizzata con il contributo e il patrocinio della Direzione Generale Cinema - Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Stampa: Joelle s.r.l. Via Biturgense, n. 104 Città di Castello (PG) s e r i a l Il commissario Montalbano 38 Che Dio ci aiuti 39 Capital-mistero a Pepys road 63 I bastardi di Pizzofalcone 65 Dicte 74 In copertina In alto Slam - Tutto per una ragazza di Andrea Molaioli, Italia Al centro Il Commissario Montalbano (serie) di Alberto Sironi, Italia 1999/2017. In basso Mamma o papà di Riccardo Milani, Italia Progetto grafico copertina a cura di Jessica Benucci (www.gramma.it) EDITORIALE Per essere ancora all avanguardia QQuando FILM. Tutti i film della stagione è nata si configurava come una novità assoluta nel panorama dell editoria italiana. Si presentava infatti con cast & credits completi (qualcuno li definiva chilometrici ), una sinossi ampia e una recensione. L obiettivo dichiarato era quello di recensire tutti i film che sarebbero usciti nel corso delle varie stagioni nelle sale italiane. All epoca Internet era attivo solo per materie inerenti alla sicurezza degli Stati e nell ambito cartaceo internazionale solo Sight & Sound offriva un servizio analogo agli appassionati cinefili e no. I decenni sono trascorsi e la situazione è profondamente cambiata. Oggi siamo tutti connessi e chi voglia trovare un cast & credits degno di questo nome può riferirsi a IMDB o a siti analoghi per vedere soddisfatta la propria esigenza. Non altrettanto si può dire per le sinossi approfondite e complete (la Rete aborre lo spoiler con la sola eccezione di alcune serie più seguite). Film ha deciso di tornare a essere all avanguardia modificando il proprio impianto per offrire un servizio - che sulla rete non c è - ai cinefili, agli appassionati e anche agli studiosi della Settima Arte. Abbiamo cioè deciso di apportare alcune importanti innovazioni. Innanzitutto abbiamo circoscritto il campo al cinema italiano ed europeo perché riteniamo sia quello su cui sia meno facile (anche e soprattutto per chi fa ricerca) trovare materiale esaustivo, abbiamo ampliato lo sguardo ad abbracciare anche il documentario (considerando pure le uscite non ufficiali). E non abbiamo guardato solo al cinema. Perché da alcuni anni le serie televisive hanno acquisito sempre maggiore importanza raggiungendo livelli qualitativi che in passato si ritenevano appannaggio esclusivo del cinema. Iniziando dal primo gennaio 2017 in tale ambito cominceremo a occuparci delle serie a partire dalla stagione che verrà messa in onda in prima tv, sia essa la prima o la decima. Abbiamo poi deciso di darci come regola la prevalenza della sinossi sulla recensione sia per quanto riguarda i film che le serie. Questo, lo ripetiamo, per fornire un servizio che in Rete non si trova. Chi ha perso uno o più episodi di una serie o chi intende sviluppare una ricerca o una tesi universitaria su un particolare aspetto tematico della cinematografia italiana e/o europea, e abbia difficoltà a trovare un quadro completo della situazione in un determinato anno o periodo, potrà trovare su Film le informazioni necessarie. Inoltre la recensione offrirà, quando saranno reperibili, dati relativi alla produzione e, nel caso di registi alla prima o seconda opera, informazioni sull autore. La rivista troverà una sua collocazione anche in pdf sul sito del Centro Studi Cinematografici dove sarà possibile consultarne i contenuti. Ci auguriamo che questo nuovo inizio riscuota l apprezzamento dei lettori così come la rivista lo riscosse alla sua nascita più di trent anni fa. Ogni suggerimento per farla aderire sempre più alle esigenze dei lettori sarà il benvenuto. Giancarlo Zappoli di Sergeï Loznitsa Titolo originale: Austerlitz Origine: Germania 2016 Produzione: Sergei Loznitsa per Imperativ Film Regia: Sergeï Loznitsa Soggetto: Sergeï Loznitsa Sceneggiatura: Sergeï Loznitsa, Jesse Mazuch Distribuzione: Lab 80 Film Durata: 93 Uscita: 25 gennaio 2017 AUSTERLITZ Un primo titolo su fondo U nero. Un parco, un giardino pubblico forse: in un atmosfera pacifica e rilassata alcune persone siedono, parlano tra loro, passeggiano, parzialmente nascoste da fronde che intralciano in parte la visuale. Le immagini sono in bianco e nero anche se evidentemente registrate nel nostro tempo. Appare il titolo del film, anche questo bianco su fondo nero. Altre due inquadrature, questa volta senza ostacoli alla vista, ritraggono frontalmente una folla estiva che passeggia in un viale alberato. L inquadratura successiva però introduce un elemento nuovo e destabilizzante: un grande cancello di ferro mezzo aperto - attraverso il quale la folla entra ed esce - reca al centro una breve serie di lettere metalliche che recitano ARBAIT MACHT FREI. La stessa folla estiva del parco viene ora ripresa all interno di quello che s intuisce essere stato un campo di sterminio nazista: la prima tappa della visita, ripreso dall esterno, è un dormitorio. La macchina fissa osserva impassibile la folla di turisti che attraversano le stanze e i corridoi, scattando foto, lanciando intorno sguardi frettolosamente curiosi. Solo dopo quasi mezz ora dall inizio, arriva la prima inquadratura che si apre sugli spazi esterni del campo. Nella colonna sonora intanto una fitta trama di suoni, rumori e voci introduce la presenza delle guide. Così per diversi minuti, con la macchina a inquadrare, sempre invariabilmente ferma, una parte del cortile in un angolo del campo, sembra che il fuoco del film si concentri sui racconti che le guide offrono ininterrotti ai visitatori. Succede che mentre l obiettivo lascia nel fuori campo l oggetto dello sguardo dei turisti - il soggetto dei racconti delle guide - dentro l inquadratura, in mezzo al formicolare diffuso di corpi, sono le geometrie perfette delle architetture a dominare la scena. Solo quasi a metà film l orizzonte si apre e l obiettivo si lascia riempire dallo spazio aperto della spianata interna, le mura di cinta, i sentieri lungo i quali i visitatori sciamano in una lenta, distratta promenade. Una nuova serie d inquadrature ritrae le soste dei visitatori, tra scenette grottesche (la furiosa lotta tra un turista e un insetto ronzante) e il continuo armeggiare con telefoni cellulari e macchine fotografiche. Poi la visita continua: dopo le docce, arrivano infine i crematori. Subito dopo la folla passa di nuovo il cancello d ingresso, in una marcia disordinata e scomposta: sui volti una nuova inattesa allegria. Sergei Loznitsa ha presentato Austerlitz nel Fuori S Concorso di Venezia 73, com era già successo l anno precedente con il raffinatissimo film d archivio The Event. Austerlitz è il primo film del regista ucraino a uscire in Italia: Lab80 ha scelto il film come strumento raffinato di riflessione da proporre al pubblico - soprattutto scolastico - in occasione della Giornata della Memoria. Austerlitz è anche il primo film in bianco e nero girato in digitale da Loznitsa, che, dopo una lunga serie di medi e corti girati in pellicola all inizio della carriera, nei primi anni Novanta, aveva da anni dedicato le sue energie migliori a film di montaggio costruiti a partire dai preziosi materiali d archivio dello Studia Dokumentalnik di San Pietroburgo. L omonimia del film con il testo del tedesco W.G. Sebald non è il segnale di un ispirazione diretta, ma di una indiretta affinità tra il filo del ragionamento costruito dal film e uno dei temi fondamentali del libro: la forma architettonica e strutturale dei campi di sterminio è l apparizione più esatta dell idea oscura e paradossale della soluzione finale nazista. La struttura conferma l ormai abituale approccio stilistico di Sergei Loznitsa: pensando al film come a una sinfonia musicale, l articolazione del discorso si gioca su più livelli, muovendo poche leve essenziali. Mentre la colonna visiva è costruita modulando sui due assi dell inquadratura e del montaggio, la colonna sonora è il risul- 2 tato di un discreto ma complesso e raffinato lavoro di disposizione e sovrapposizione di materiali sonori dalle provenienze più disparate. Il bianco e nero serve, per ammissione dello stesso regista, a stabilire una distanza rispetto al profilmico, costituendo l immagine come materia uniforme da riscrivere dentro un dispositivo discorsivo. La composizione dell inquadratura - che lascia l essere umano in secondo piano rispetto alla forma e ai volumi delle architetture del campo - istituisce un punto di vista critico - venato qua e là di una certa ironia - che produce pensiero concentrandosi sul continuo rimando al fuori campo, e più in generale all invisibile. Il montaggio modella una progressione aritmeticamente esatta e armonica, una sorta di teorema poeticamente allusivo che si snoda quasi come in un racconto dell orrore: dalla prima apertura degli occhi in un ambiente apparentemente quotidiano, all ultima conclusione, nell irrazionale ritorno alla quiete. La colonna sonora contiene forse le più specifiche marche distintive del lavoro di Loznitsa, per l ennesima volta frutto della collaborazione con il fonico (in inglese si userebbe il termine più proprio sound engineer) Vladimir Golovnitsky. Alle tracce raccolte in presa diretta sul luogo, durante le riprese, regista e fonico aggiungono, sovrappongono, mescolano, senza mai temere di manipolare e trasformare, i suoni di una spiaggia, la suoneria di un cellulare, il ronzio di un insetto, fino al punto di richiamare in studio alcune delle guide e far loro doppiare la propria voce. Austerlitz diventa così un film saggio sul senso e sull uso della memoria nel nostro tempo, sulla (scarsa) consapevolezza degli europei circa il proprio passato e sulla loro scarsa capacità di usare il passato (la Storia, la Tradizione) per affrontare il presente. Un saggio che riesce in un colpo solo a ritrarre l oscura raggelante perfezione della macchina di sterminio nazista e denunciare - senza mai assumere il tono ufficiale e della denuncia indignata - l assurda, lancinante incongruenza di un Europa che museifica, essiccandoli, i proprio crimini passati, che si rappresenta difesa e baluardo dei diritti umani, per poi ciecamente, allegramente acconsentire, nel presente, al massacro di massa che si consuma alle sue porte. silvio grasselli MASHA E ORSO NUOVI AMICI di Oleg Kuzovkov Il ritorno di Masha i L ultimo episodio della serie precedente mostrava Masha partire con la cugina Dasha. Nella fattoria siberiana, in sua assenza, il porcellino ha preso possesso della cameretta della bimba. Nella casa del bosco, invece, Orso pensa con nostalgia alla sua amica. All improvviso, dal treno che giornalmente ferma davanti alla fattoria, scendono a sorpresa Masha e Dasha. Il ritorno anticipato viene spiegato in flash-back da Masha avvilita: è stata cacciata dal treno, perché ha inseguito una mosca, distruggendo gli arredi dei vagoni. Dasha constata che la cuginetta è cresciuta solo in altezza, ma il suo comportamento è inadatto alla vita di città. Masha si accorge che la sua stanza è sporca e fa finta di infuriarsi con il porcellino. Esclama felice, invece, che non vedeva l ora di tornare a casa. Il principe ranocchio È primavera e le rane dello stagno cercano il loro amato. Una ranocchia, rimasta senza compagno, vede Orso che sta facendo foto subacquee con una muta verde e se ne innamora. Nel frattempo Masha mette in scena la fiaba del principe ranocchio con le marionette e costringe Orso a seguire la rappresentazione. Orso, annoiato, sta per tornare al lago, ma la ranocchia che l aveva seguito si sostituisce alla marionetta della principessa, dando così l illusione della magica trasformazione. Orso, rapito, convince Orsa a vedere lo spettacolo su una gondola a pelo d acqua. Si ripete quindi la trasformazione ad opera della simpatica ranocchia. Orso e Orsa applaudono felici. Le bugie hanno le gambe corte Orso desidera visitare il luogo dove Ivan Shiskin ha dipinto I tre orsi e dipingere dal vivo a sua volta. Così porta con sé Masha e Origine: Russia 2016 Produzione: Animacord Regia: Oleg Kuzovkov Soggetto e Sceneggiatura: Oleg Kuzovkov Distribuzione: Warner Bros. Pictures Durata: 60 Uscita: 1 gennaio 2017 Panda che per tutto il tempo competono tra loro per pseudo imprese mirabolanti che non hanno mai compiuto. Lungo il tragitto svuotano gli zaini dalle provviste e li riempiono di palloncini per dare l impressione di aver portato forti pesi senza lamentarsi. Rimasti senza pranzo, Orso rimedia dei funghi da arrostire sul fuoco, ma i due bruciano il barbecue. Orso, esasperato, impone ai due chiacchieroni di caricare nuovamente gli zaini e di tornare verso casa. Come gatto e topo Masha si improvvisa critico televisivo per le sue bambole e spiega loro la differenza tra spettacolo edificante e spettacolo nocivo. Nel 3 frattempo un topo si è insinuato a casa di Orso che assolda un gatto per cacciarlo. Masha sopraggiunge mentre gatto e topo si stanno rincorrendo per la casa. Nella confusione generale gatto e topo rimangono imprigionati nel televisore dove continuano a rincorrersi come in un comico cartone animato. Masha indica alle sue bambole che quello è il tipico cattivo prodotto televisivo; ma, conquistata dalle gag tra i due, si mette a ridere divertita. Lezioni di guida I lupi della collina hanno un incidente con la loro vecchia ambulanza e la distruggono. Masha, provetta progettista, la trasforma in uno splendido radiotaxi dotato di tutti i comfort. Orso e Orsa salgono per una corsa notturna, ma purtroppo i lupi non sanno leggere e innestano la retromarcia. Le varie funzioni del veicolo si attivano e si disabilitano una a una, fino alla conclusione in cui tutto sembra essere stato solo un sogno. Il mattino dopo, però, Masha obbliga i lupi a imparare l ABC. Una storia spaventosa È autunno e il porcellino sognatore raccoglie una foglia caduta a terra che vuole conservare. Una folata di vento gliela strappa di mano e la posa nella cameretta di Masha che si sta preparando ad andare a dormire. Il porcellino entra di soppiatto dalla finestra, ma proprio quando recupera il suo tesoro si deve nascondere dentro la federa del cuscino per non farsi vedere. Masha, non riuscendo a dormire sul cuscino stranamente gonfio, lo batte più volte. Per sfuggire alle dolorose percosse, il porcellino esce dalla finestra rimanendo nel cuscino, ma terrorizza gli altri animali a cui pare un fantasma spaventoso. Inseguito da tutti, riuscirà alla fine ad abbandonare il cuscino. Sei episodi della quarta S serie di un disegno animato in 3D trasmesso sui canali Rai 2, Rai Yoyo e Dea Junior, adatto a bambini dalla scuola d infanzia in su e distribuito per la televisione da Dall Angelo Pictures. Il soggetto è tratto da una fiaba popolare russa, rivisitata per farne brevi episodi autoconclusivi di sette minuti ciascuno. Le vicende sono quelle di Masha, esuberante bimba di circa sei anni, che vive in una fattoria nei pressi del bosco dove invece abita Orso, un orso bruno enorme che ama i piaceri della tavola e la pace della campagna. Orso non parla, anche se è antropomorfo e coltissimo: si diletta di scacchi, pesca, pittura, modellismo, pianoforte. Masha e Orso raccoglie gli spunti della fiaba classica, in particolare del filone Riccioli d Oro : la bambina sola, libera, che va a curiosare dove non dovrebbe, amica degli animali - e dell orso in particolare, feroce per i grandi, tenero compagno per i piccoli - che la sopportano come un cucciolo invadente. Masha è una discola maldestra che deve rimettere a posto i guai che ha, anche involontariamente, combinato. C è sempre una lezione da imparare per Masha e un po più di affetto da dimostrare da parte di Orso, burbero solo in apparenza. A fare da contorno ai due protagonisti compaiono gli altri animali che vivono nei pressi, macchiette comiche meno rilevanti, mentre spiccano tra loro Orsa e Panda. Orsa è un avvenente signora di cui Orso è innamorato, che divide i suoi favori tra un pretendente spaccone e Orso stesso, aiutato da Masha a fare breccia nel cuore dell esigente damigella. Panda invece è un giovanissimo parente di Orso, un panda cinese che talvolta fa visita al cugino. Tra Panda e Masha c è estrema rivalità per ottenere le attenzioni di Orso. Mentre Masha è distratta e pasticciona, Panda è composto e quieto, oltre a essere un asso ai fornelli. Pochi minuti bastano per inquadrare storie semplici e lineari, con dialoghi essenziali e temi musicali orecchiabili. Citazioni e riferimenti alla cultura russa, disseminati sullo sfondo delle scenografie, fanno sorridere gli spettatori adulti. cecilia m. voi di Mariangela Barbanente, Antonio Palumbo Origine: Italia 2015 Produzione: Apulia Film Commission (Progetto Memoria 2014) Regia: Mariangela Barbanente, Antonio Palumbo Soggetto e Sceneggiatura: Mariangela Barbanente, Antonio Palumbo Interpreti: Totò Onnis, Ketty Volpe, Federica Torchetti Distribuzione: Ismaele Film Durata: 52 Uscita: 2 febbraio 2017 VARICHINA LA VERA STORIA DELLA FINTA VITA DI LORENZO DE SANTIS In una stanzuccia ricavata da una specie d interra- i to Lorenzo De Santis vive la sua esistenza quotidiana di primo, sfacciato e teatrale omosessuale dichiarato della Bari degli Anni Settanta. Morto nel 2003, sopravvive ancora nei ricordi delle sue vicine di casa, di chi frequentava i giardini comunali, in coloro che hanno usufruito dei suoi servigi erotici. Personaggio insolito e bizzarrissimo, sboccato e dal cuore d oro, Lorenzo non si è mai nascosto di fronte a niente e a nessuno. L ostentazione della sua omosessualità era fulgida, vitale. Parafrasando uno dei suoi conterranei nemmeno sapeva dire che era, lo era e basta. Avevano preso a chiamarlo Varichina perché da 4 ragazzino vendeva detersivi a domicilio lì dove era nato e cresciuto, nel 1938 al quartiere Libertà e quello che poteva ricordare della sua infanzia erano la fame, le bombe e... il corpo muscoloso e ben fatto dei soldati americani. Il suo motto era hann fenesce le femmene, tutt ddò avita venì seguito da un sonoro schiaffo sul proprio sedere. E, come accade sovente, il motto viene fatto esistere mnemonicamente alimentando la leggenda e rinvigorendo la profezia in essa contenuta. A Lorenzo piaceva andare a letto con gli uomini, lo sapevano tutti ed era oggetto di lazzi più o meno pesanti a seconda di chi gli capitava a tiro. Di lui si approfittavano signori di ogni tipo: ricchi e rinomati imprenditori nonché mariti devoti alle proprie mogli. A parole Lorenzo sapeva difendersi con una
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