16 17 settembre 2017 seminario residenziale VILLA IMMACOLATA - CASTELVECCANA

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16 17 settembre 2017 seminario residenziale VILLA IMMACOLATA - CASTELVECCANA INSEGNANTI E SINDROME DA BURNOUT conosciamo da vicino il pericolo dott.ssa Pessina Viviana Non ci sono motivi filosofici, scientifici o morali perché la scuola debba diventare un luogo di sofferenza Vayer dott.ssa Pessina Viviana Benvenuti al seminario! Presentiamoci Presentazione della giornata Mattinata: Lavoro e Burnout Cattivi si diventa Piccoli gruppi Gli effetti collaterali del Burnout Pomeriggio Emozionarsi senza bruciarsi Riattivare la motivazione Esercitazione RACCONTI ELISA 42 ANNI PROF MATEMATICA TESTIMONIANZEELISA 42 ANNI PROF MATEMATICASCUOLA MEDIA GENOVA. È cominciato tutto tre anni fa. Nella nostra scuola è arrivata una collega di italiano e i rapporti con lei si sono subito rivelati difficili. Mi contraddiceva davanti ai genitori, faceva battute su di me al preside. Il primo anno ho cercato di capire cosa c era alla base dei suoi comportamenti, il secondo l ho affrontata. Nessun risultato. Intanto cominciavo a perdere il sonno, a sentirmi ansiosa. Ho avuto qualche episodio di vertigini. E l estate scorsa, in vacanza, ho cominciato ad avere attacchi di panico. Fino all ultimo, terribile, che mi ha colta in aereo. Appena atterrati, mio marito ha chiamato il medico: Lei è un po stanca e ha paura di volare. Prenda queste gocce . Paura di volare io? Mai successo. Ma le gocce le ho prese e sono stata meglio. Qualche settimana dopo nella mia scuola c è stato un incontro sul burnout. E un medico preparato finalmente mi ha ascoltata . RACCONTI ROBERTA 58 ANNI, MAESTRA ELEMENTARE A MILANO Paura. Nell ultimo anno, la sensazione dominante è stata questa. Un nodo alla gola, il respiro tagliato: entrare il classe era un incubo. È cominciato quattro anni fa, quando è arrivato in classe un ragazzino rom. Una situazione disastrosa in famiglia, fratelli coinvolti in storie di droga. Era violento con gli altri bambini, mi derideva. Ho segnalato la cosa al dirigente scolastico, mi dicevano: porta pazienza. E continuavo con la tachicardia, mi mancava il fiato. In quinta il bambino ha cominciato a minacciarmi: So dove abiti, vengo con i miei fratelli . Un giorno ho avuto un attacco di panico di fronte alla lavagna: non so come ho fatto a restare in piedi. Ho chiesto una visita medica, e per la prima volta ho sentito parlare di burnout. Mi hanno dato sette mesi di inabilità. Ora sono fuori dalla scuola, sto meglio, tra poco andrò in pensione . LAVORO E BURNOUT CENNI STORICI Il termine Burnout fu utilizzato per la prima volta da Freudenbergerernel 1974 LAVORO E BURNOUT Le origini Termine apparso nel mondo dello sport, nel 1930, per indicare l incapacità di un atleta, dopo alcuni successi, di ottenere ulteriori risultati e/o mantenere quelli acquisiti. Il BurnOut è quella condizione in cui svolgere un attività impegna ad un punto tale corpo, mente e spirito che la persona, superata una certa soglia, scoppia con conseguente stato di esaurimento psicofisico ed emozionale. LAVORO E BURNOUT Radici storiche 1974: H.J. Freudenberger utilizza il termine burn-out applicato ai lavoratori volontari di un ospedale pubblico, definendone la provenienza dal gergo della strada che lo usa per indicare gli effetti ( lo scoppio ) di una eccessiva assunzione di droga LAVORO E BURNOUT In Italia questo fenomeno è stato definito nel 1978 da Palmonari Modelli teorici del Burnout I primi scritti nei quali si parla esplicitamente di Burnout si hanno negli Stati Uniti verso la metà degli anni 70. In Italia si è iniziato a parlare diffusamente di BURNOUT SYNDROME qualche anno dopo, verso la metà degli anni 80. LAVORO E BURNOUT CENNI STORICI Letteralmente significa Burnout Bruciarsi, essere bruciato. LAVORO E BURNOUT helping professions È un fenomeno multidimensionale che si sviluppa nel tempo e che si manifesta attraverso un disagio a cui sono esposte alcune categorie professionali che svolgono compiti di assistenza: le helping professions specialmente nell area sociale e sanitaria LAVORO E BURNOUT Nelle professioni di aiuto è implicita una relazione talmente diretta tra operatore ed utente al punto che le capacità personali sono, nella maggioranza dei casi, implicate più che le abilità professionali nel rapporto con il destinatario della richiesta d aiuto. Inoltre è presente un coinvolgimento emotivo, non richiesto in altre professioni che pur prevedono il rapporto interpersonale LAVORO E BURNOUT Prendersi cura: un compito Impegnativo Elevata esposizione emotiva Aspettative magiche Tendenze a varcare i confini Responsabilità di valutazioni complesse LAVORO E BURNOUT Il disagio professionale si manifesta attraverso segni ben precisi: disturbi psicologici, fisici e comportamentali. LAVORO E BURNOUT Per Cherniss il Burnout è un processo la cui durata è definita nel tempo e si evolve attraverso tre stadi: 1. l operatore avverte una incongruenza tra richieste e risorse disponibil LAVORO E BURNOUT Per Cherniss il Burnout è un processo la cui durata è definita nel tempo e si evolve attraverso tre stadi: 2.l operatore avverte alcuni disturbi: stanchezza, fatica psicologica, irritabilità, ecc. LAVORO E BURNOUT Per Cherniss il Burnout è un processo la cui durata è definita nel tempo e si evolve attraverso tre stadi: 3.l operatore avverte uno stato depressivo che può manifestarsi con cinismo, rigidità, distacco emotivo verso gli utenti. LAVORO E BURNOUT I segni del burnout Disturbi fisici: astenia e facile stancabilità, turbe del sonno, turbe gastro-intestinali, emicranie e cefalee, dolori dorsali e tensione muscolare, precordialgie e respiro corto, raffreddori e influenze frequenti e persistenti LAVORO E BURNOUT I segni del burnout Disturbi psicologici: depressione, ansia, noia, collera, rabbia, gelosia, permalosità, sospettosità, diffidenza, sfiducia, ruminazioni ossessive Disturbi comportamentali: cinismo, apatia, cavillosità, alcool e farmaco- dipendenza, sciocco umorismo e ironia di fronte alla sofferenza LA SINDROME DEL BURN-OUT E ormai assodata l esistenza, in ogni ambito lavorativo, di situazioni di stress. Lo stress lavorativo esprime il disagio di chi ha investito molto in un attività lavorativa e si ritrova ad avere poche soddisfazioni, di chi ha perso qualsiasi entusiasmo per il lavoro, per la vita, e si sente demotivato, scoraggiato, incapace di reagire. In un certo senso, non essendo più in grado di rispondere alle richieste esterne e a quelle provenienti dal proprio Io, ci si pone in un atteggiamento difensivo, fino a perdere efficienza sul piano professionale. LAVORO E BURNOUT Definizioni del burn-out processo inefficace di adattamento progressiva perdita di idealismo, energia, obiettivi perdita di motivazioni e di aspettative stato di affaticamento e frustrazione Esaurimento ridotta realizzazione personale depersonalizzazione LA SINDROME DEL BURN-OUT La condizione conseguente ad una situazione di stress prolungato è conosciuta, a partire dagli anni settanta, come Sindrome del Burn-out. Tale patologia, tipica delle cosiddette helping professions (ossia delle professioni dedite all aiuto come medici, infermieri, assistenti sociali, psicologi ecc.), cui la professione del docente inequivocabilmente appartiene, si instaura nel momento in cui l individuo non riesce ad affrontare in modo costruttivo le situazioni di stress insite nell ambiente lavorativo. In tal caso egli scivola a poco a poco in una forma di adattamento patologico di tipo difensivo, che si esprime in atteggiamenti e comportamenti quali l appiattimento nel lavoro di routine, rigidità, cinismo, in breve in un ritiro psicologico nei confronti del proprio lavoro. LO STRESS Hans Selye diede la seguente definizione di stress: Una reazione aspecifica dell organismo a qualsiasi stimolo esterno e interno, di tale intensità da provocare meccanismi di adattamento e riadattamento atti a ristabilire l omeostasi. (Selye, 1979). Lo stress è in agguato, spesso è dentro di noi, è nella realtà che ci circonda, è legato allo stile di vita che si conduce, al tipo di problema che bisogna affrontare, alla sua gravità, alla concomitanza di altri problemi, alla percezione che si ha rispetto alla propria capacità di poter avere un controllo sulla realtà. Gli stimoli possono essere molteplici, indefiniti e imprevedibili, ma la sensazione di non poterli controllare e gestire, la sensazione che la realtà possa sfuggirci di mano mina la stabilità dell individuo e lo pone in una situazione di attesa, di allarme, di ansia che non gli consente di rispondere in modo adattivo e positivo ai problemi. DALLO STRESS LAVORATIVO AL BURN-OUT Il termine Burn-out, nella sua accezione attuale, fu introdotto da Freudenberger (1974) per descrivere una particolare sindrome che sembrava caratterizzare i membri di staff che lavoravano in istituzioni socio-sanitarie. Da allora, il costrutto del Burn-out sta ad indicare una condizione di distress lavorativo tipica delle attività che si caratterizzano per il mandato implicito di prestare aiuto (le helping professions o professioni d aiuto), soccorso, sostegno agli altri (insegnanti, educatori, medici, infermieri, assistenti sociali, psicologi, sacerdoti, ecc.), o comunque nelle quali la relazione tra i soggetti interessati presuppone un forte coinvolgimento personale, tale che le qualità individuali diventano predominanti rispetto alle competenze, alle conoscenze tecniche. SEGNI E SINTOMI DEL BURN-OUT (CHERNISS,1983) Alta resistenza ad andare al lavoro ogni giorno Sensazione di fallimento Rabbia e risentimento Senso di colpa e disistima Negativismo Isolamento e ritiro Senso di stanchezza ed esaurimento tutto il giorno Notevole affaticamento dopo il lavoro Guardare frequentemente l orologio Perdita di sentimenti positivi verso gli utenti Rimandare i contatti con gli utenti; respingere le telefonate dei clienti e le visite in ufficio Avere un modello stereotipato degli utenti Incapacità di concentrarsi e di ascoltare ciò che l utente sta dicendo Sensazione di immobilismo Cinismo verso gli utenti; atteggiamento colpevolizzante nei loro confronti Seguire in modo crescente procedure rigidamente standardizzate Problemi di insonnia Evitare discussioni sul lavoro con i colleghi Preoccupazione per sé Maggiore approvazione di misure di controllo del comportamento come i tranquillanti Frequenti raffreddori e influenze Frequenti mal di testa e disturbi gastrointestinali Rigidità di pensiero e resistenza al cambiamento Sospetto e paranoia Eccessivo uso di farmaci Conflitti coniugali e familiari Elevato assenteismo Il Burn-out affonda le sue radici sempre in una situazione originaria di stress; in linea di principio lo stress insorge quando viene percepito uno squilibrio tra risorse e richieste. Le richieste possono essere esterne (ad esempio chiare esigenze di lavoro) o interne (ad esempio mete personali o bisogni e valori morali). Una delle più importanti richieste cui devono far fronte insegnanti, medici, psicologi, infermieri ecc. è la richiesta di competenza. L apprendimento degli allievi, richiedono impegno e competenza e quindi insegnanti, medici, psicologi (e più in generale tutti coloro che sono impegnati in una delle helping professions) portano quasi sempre dentro di sé un forte desiderio di affermazione personale in senso professionale e relazionale. Il docente vuole sicuramente insegnare qualcosa ai propri allievi, il medico vuole guarire i propri pazienti, lo psicologo essere di aiuto per i propri clienti e così via. Ogni fattore che porti ad una frustrazione nei confronti di questa aspettativa contribuirà in maniera lenta ma continua allo stress. Se gli operatori cominciano a sentirsi inefficienti, cioè incapaci di svolgere il proprio lavoro, si svilupperà a poco a poco la condizione psicologica di impotenza appresa e quindi, tenderanno sempre più a utilizzare difese inappropriate il cui esito finale può essere il Burnout, in un tipico processo a spirale. In breve, il Burn-out consiste nell utilizzo di meccanismi di difesa inappropriati basati sul ritiro e sul distanziamento. In questo modo, quanto più stress (di qualunque origine) l operatore subisce, tanto minore è l energia che resta disponibile per l impatto e per l aiuto all utente. I MAGGIORI MODELLI INTERPRETATIVI CHE CONTINUANO AD ESSERE UTILIZZATI PER LEGGERE E CAPIRE IL COMPORTAMENTO LAVORATIVO E LA SINDROME DEL BURN-OUT SONO: IL MODELLO DELL IMPOTENZA APPRESA Spiega il Burn-out come impotenza appresa. Una volta che l operatore ha maturato la convinzione che vi è un legame piuttosto debole tra ciò che lui fa o dice, o ciò che lui farà o dirà, e il suo cliente, si creano le condizioni per un deficit motivazionale, per un deficit cognitivo ed infine per un deficit emozionale che si esprime sottoforma di effetti negativi quali ansia, rabbia e depressione. I MAGGIORI MODELLI INTERPRETATIVI CHE CONTINUANO AD ESSERE UTILIZZATI PER LEGGERE E CAPIRE IL COMPORTAMENTO LAVORATIVO E LA SINDROME DEL BURN-OUT SONO: I MODELLI PSICO-SOCIALI Interpretano il Burn-out come il risultato di uno scarto tra l area delle richieste (interne ed esterne), cui è sottoposto l operatore da un lato e l area delle risorse (organizzative, professionali, culturali) a disposizione dell operatore stesso. I MAGGIORI MODELLI INTERPRETATIVI CHE CONTINUANO AD ESSERE UTILIZZATI PER LEGGERE E CAPIRE IL COMPORTAMENTO LAVORATIVO E LA SINDROME DEL BURN-OUT SONO: I MODELLI PSICODINAMICI Spiegano la sindrome del Burn-out riducendo il fenomeno alla patologia e alla sintomatologia espressa dalla persona e ai processi che ne sarebbero sottesi. I MAGGIORI MODELLI INTERPRETATIVI CHE CONTINUANO AD ESSERE UTILIZZATI PER LEGGERE E CAPIRE IL COMPORTAMENTO LAVORATIVO E LA SINDROME DEL BURN-OUT SONO: I MODELLI PSICO-SOCIOLOGICI Prediligono una chiave di lettura del fenomeno attenta alle caratteristiche del contesto socio-culturale e dell importanza di fattori economici-strutturali. I MAGGIORI MODELLI INTERPRETATIVI CHE CONTINUANO AD ESSERE UTILIZZATI PER LEGGERE E CAPIRE IL COMPORTAMENTO LAVORATIVO E LA SINDROME DEL BURN-OUT SONO: I MODELLI BASATI SULLA COMPETENZA/EFFICACIA Partono dall assunto che il Burn-out non è conseguenza inevitabile di certi tipi di lavoro ma è funzione della percezione della propria competenza di agire sull ambiente e di fronteggiare i suoi cambiamenti, di sviluppare risposte efficaci verso il lavoro. LE CAUSE DEL BURN-OUT La sindrome del Burn-out è multidimensionale, non esiste una sola causa, essa è l epilogo di complesse vicende personali e lavorative. L interazione del singolo soggetto con la specificità dell ambiente determina quindi una risposta più o meno positiva in termini di adattamento, come un continuum che va da una condizione di perfetto adattamento (eustress) a una condizione di disadattamento (distress) o sindrome del Burn-out. LE CAUSE DEL BURN-OUT Individuo e ambiente lavorativo interagiscono costantemente e l analisi di qualsiasi contesto professionale non può prescindere dalla conoscenza della personalità del singolo soggetto, delle sue motivazioni e dei suoi interessi, della struttura organizzativa, della scala gerarchica, del tipo di attività che viene svolta (stress addizionale). LE CAUSE DEL BURN-OUT -I FATTORI PERSONALI- La Maslach sottolinea che sarebbe errato presumere che le persone corrispondenti a uno specifico profilo di personalità siano le sole a rischio e afferma che tutti siamo a rischio in una certa misura, se lo stress emozionale del lavoro diventa eccessivo Per evitare gli effetti nocivi dello stress ognuno di noi deve scoprire qual è la sua soglia personale agli agenti stressanti, ciò è possibile solo sapendo che cosa si vuole e in quale direzione si è diretti. LE CAUSE DEL BURN-OUT -I FATTORI PERSONALI- Molti studiosi hanno evidenziato che le caratteristiche di personalità possono essere considerate fattori di vulnerabilità allo stress lavorativo. Data l enorme varietà di tratti che determinano la personalità non è possibile individuare un modello tipo di soggetto a rischio di Burn-out, si ritiene, tuttavia, che alcune caratteristiche della personalità possano rendere, in determinate circostanze, l individuo più vulnerabile allo stress: eccessivo bisogno di aiutare gli altri; presenza di tratti nevrotici di personalità; impulsività, ostilità; dedizione professionale eccessiva rispetto alle soddisfazioni ottenute; ecc LE CAUSE DEL BURN-OUT -I FATTORI PERSONALI- Esistono però anche profili psicologici altamente protettivi per il disagio lavorativo. Alcuni studi hanno evidenziato che i soggetti con autostima tendenzialmente bassa sembrano avere una maggiore difficoltà nell accettare se stessi, nell essere soddisfatti del proprio modo di essere, nell affrontare con grinta i problemi della vita, e questo li rende più vulnerabili agli eventi stressanti. Al contrario, i soggetti con alti livelli di autostima sono convinti di riuscire a realizzare i propri progetti, hanno estrema fiducia nelle proprie capacità e maggiore autonomia, sono meno influenzabili dalle opinioni altrui e più padroni della propria vita, meno dipendenti dagli altri e dalle circostanze esterne. E evidente che non esiste un unico ideale di vita, valido per tutti, bensì la possibilità per ciascuno di individuare il proprio stile di vita, in relazione alla propria personalità e alle proprie esigenze. Ogni esperienza è importante perché unica e frutto di un progetto personale; il vero problema è la definizione di questo progetto e la sua realizzazione. LE CAUSE DEL BURN-OUT -I FATTORI ORGANIZZATIVI- Le difficoltà organizzative sono estremamente complesse e legate alla corretta gestione delle risorse umane. Gran parte delle tensioni e dei disagi degli operatori riflette proprio la sensazione di non sentirsi valorizzati professionalmente, di non poter contribuire in prima persona allo sviluppo di programmi gratificanti, di non sentirsi coinvolti nei processi decisionali e di non avere autonomia professionale. In questi casi, il disagio lavorativo nasce da una struttura organizzativa che non investe nelle risorse umane e questo è un errore di fondo comune e il punto di partenza per qualsiasi discorso di innovazione e promozione del benessere in ambito lavorativo. Viceversa, si è notato che le persone lavorano al meglio delle proprie capacità quando hanno l impressione che, facendo ciò che devono fare in rapporto al ruolo ricoperto, possano crescere umanamente, professionalmente e culturalmente. LE CAUSE DEL BURN-OUT -LO STRESS ADDIZIONALE- Infine un altra variabile da considerare,oltre i fattori individuali e organizzativi, è il tipo di lavoro che viene svolto. Indubbiamente, alcune professioni sembrano più a rischio di altre perché richiedono un maggiore dispendio di energia, perché presentano rischi più elevati, perché il contatto con l utenza è più carico di emotività e non sempre di facile gestione. Per queste categorie si pone il problema dello stress addizionale legato alla particolare natura delle affezioni di cui ci si deve occupare. Il disagio professionale è tuttavia presente anche in quelle branche specialistiche considerate meno stressanti, lo stress lavorativo coinvolge indistintamente tutti gli operatori; ci sono persone che lavorano con pieno entusiasmo in situazioni difficili ed emotivamente intense e persone che vivono una condizione di disagio professionale in situazioni apparentemente meno stressanti. In generale, una condizione di Burn-out riduce la funzionalità dell operatore e lo espone ad un più alto rischio in ambito professionale con possibili conseguenze negative per l utenza e maggiori possibilità di commettere errori o imprudenze. GLI INSEGNANTI E LO STRESS Un tempo la scuola godeva di un notevole prestigio e i docenti erano tenuti in gran considerazione; oggi, invece, prevale un atteggiamento generalmente più distaccato nei loro confronti e la figura del docente è svalutata per mancanza di riconoscimento dei loro meriti, ma soprattutto per una scarsa stima da parte delle istituzioni e dell opinione comune. Tutto ciò ha dato origine a un calo del pre
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