2012_ARPA Lazio_report_monitoraggio radioattività_ambientale

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Report / Agenti Fisici 01IL MONITORAGGIO DELLA RADIOATTIVITÀ AMBIENTALE NEL LAZIO ANNO 20112012IL MONITORAGGIO DELLA RADIOATTIVITÀ AMBIENTALE NEL LAZIO ANNO 20112012 ARPA Lazio Servizio tecnico - Divisione atmosfera e impiantiSezione di Viterbo - Servizio agenti fisici aria impianti e rischi industrialiReport / Agenti Fisici 01 Report 2012 SVT SAG 01Il monitoraggio della radioattività ambientale nel Lazio. Anno 2011Rapporto a cura di: Sezione di Viterbo – Servizio agenti fisici, aria, impianti e rischi industriali – Giorgio Evangelisti Servizio tecnico – Divisione atmosfera e impianti – Alessandro D. Di GiosaAbstrAct The report describes the activities carried out in 2011 by ARPA Lazio in the control of environmental radioactivity in the Lazio region, the status of implementation with respect to the planned schedule and the analysis of the results obtained. Monitoring is aimed at monitoring radiometric environmental matrices and food. Keywords: ionizing radiation, monitoring environmental radioactivity, Cesium 137rIAssunto Il report descrive le attività svolte nel 2011 dall’ARPA Lazio in materia di controllo della radioattività ambientale nella regione Lazio, il suo stato di attuazione rispetto al programma previsto e l’analisi dei risultati ottenuti. Il monitoraggio è finalizzato alla sorveglianza radiometrica delle matrici ambientali ed alimentari. Parole chiave: radiazioni ionizzanti,  monitoraggio radioattività ambientale; Cesio 137contatti autori Giorgio Evangelisti - giorgio.evangelisti@arpalazio.it Alessandro D. Di Giosa - alessandro.digiosa@arpalazio.it© ARPA Lazio – Rieti 2012 Riproduzione autorizzata citando la fonteCoordinamento editoriale: ARPA Lazio – Divisione polo didatticoInDIcE LEGENDA ............................................................................................................... Pag.3INTRODUZIONE ......................................................................................................“5I RIFERIMENTI NORMATIVI......................................................................................“7IL PROGRAMMA DI MONITORAGGIO NELLA REGIONE LAZIO .........................“7LA RETE DI MONITORAGGIO................................................................................“8I LABORATORI ........................................................................................................“11L’ANALISI DEI DATI MISURATI NEL 2011.................................................................“13GLI SVILUPPI DELLA RETE DI MONITORAGGIO....................................................“18RIFERIMENTI NORMATIVI E BIBLIOGRAFICI...........................................................“18INDICE DELLE FIGURE ............................................................................................“19INDICE DELLE TABELLE ...........................................................................................“19ALLEGATO: STAZIONI DI CAMPIONAMENTO RETE DI MONITORAGGIO...........“203LEGENDA APAt ArPA Lazio crI 137 cs D.G.r. DMos EurAtoM 3 H 131 I IsPrA 40 K MAr msv nbcr rADIA rEsorAD 90 sr VV.FAgenzia per la Protezione dell’Ambiente e per i Servizi Tecnici (dal 6 agosto 2008 confluita nell’ISPRA) Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale del Lazio Croce Rossa Italiana Cesio 137 Delibera di Giunta Regionale Detrito Minerale Organico Sedimentabile The European Atomic Energy Community Trizio Iodio 131 Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale Potassio Minima Attività Rilevabile microSievert Nucleare Biologico Chimico Radiologico Dati di Radioattività ambientale REte nazionale di SOrveglianza sulla RADioattività ambientale Stronzio 90 Vigili del FuocoIntroDuZIonE Il report descrive le attività svolte nel 2011 dall’ARPA Lazio in materia di controllo della radioattività ambientale nella regione Lazio (ai sensi della D.G.R. n.109 del 25/3/2011), il suo stato di attuazione rispetto al programma previsto e l’analisi dei risultati ottenuti.5I rIFErIMEntI norMAtIVI Il controllo della radioattività ambientale è articolato in reti di sorveglianza regionali e reti di sorveglianza nazionali (D. Lgs. 230/95 e s.m.i.). La gestione delle reti regionali è effettuata dalle singole regioni, mentre le reti nazionali si avvalgono dei rilevamenti e delle misure radiometriche delle Agenzie regionali e provinciali per la protezione dell’ambiente e di altri enti, istituti e organismi specializzati. L’ISPRA effettua il coordinamento tecnico delle reti nazionali. Nel Lazio la rete di sorveglianza regionale, definita e approvata dalla Regione Lazio con la D.G.R. n.109 del 25/03/2011, coincide con la rete nazionale.IL ProGrAMMA DI MonItorAGGIo nELLA rEGIonE LAZIo La Regione Lazio esegue il monitoraggio della radioattività ambientale avvalendosi dell’ARPA Lazio. Il monitoraggio è finalizzato alla sorveglianza radiometrica delle matrici ambientali ed alimentari, in un quadro ambientale profondamente cambiato a seguito dell’incidente nucleare di Chernobyl (137 Cs radioisotopo con persistenza ambientale dell’ordine delle decine di anni), per la valutazione dell’esposizione della popolazione alle radiazioni. La rete regionale, in caso di situazioni emergenziali, come nel recente incidente di Fukushima1, può essere utilizzata per la valutazione dell’innalzamento dei livelli di 137 Cs e altri radioisotopi a causa di dispersioni accidentali (guasti ai reattori nucleari etc). Il programma di monitoraggio prevede il campionamento e l’analisi di aria, suolo, acque superficiali dolci e marine, sedimenti, vegetali di acqua dolce e marini, alimenti su punti rappresentativi delle aree del territorio regionale. Ai fini del monitoraggio il Lazio è suddiviso in tre macrozone territoriali: 1. Subarea Nord: province di Rieti e Viterbo 2. Subarea Centro: provincia di Roma 3. Subarea Sud: province di Latina e Frosinone In base alle indicazioni riportate nel Rapporto n. 59/2005 dell’APAT “Reti nazionali di sorveglianza della radioattività ambientale in Italia 2002” e nel “Documento preparatorio per la revisione del piano di campionamento e misure rete RESORAD2” (marzo 2006), sono state definite per ciascuna area territoriale del Lazio le matrici e le frequenze di campionamento.A seguito del terremoto e maremoto del Tˉ ohoku dell'11 marzo 2011, nella cittadina giapponese di Fukushima si verificò una serie di quattro distinti incidenti occorsi presso la centrale nucleare Fukushima Dai-ichi1La Rete RESORAD (Rete degli istituti, enti e organismi idoneamente attrezzati) consiste in un insieme di strutture che concorrono a monitorare i punti di osservazione localizzati sul territorio nazionale, opportunamente definiti secondo criteri geografici e climatologici, nonché sulla base di considerazioni concernenti la distribuzione della popolazione e le loro abitudini alimentari. La Rete analizza l’andamento spazio-temporale delle concentrazioni dei radioelementi nelle matrici dei diversi comparti ambientali ed alimentari interessati dalla diffusione della radioattività e dal suo trasferimento all’uomo. Nel Lazio la rete RESORAD coincide con quella della Regione Lazio.27Una parte significativa delle linee di attività di monitoraggio sono state portate a regime nel 2011 e, alla luce della necessità di implementare in tempi rapidi le attività, l’Agenzia si è avvalsa di altri soggetti con adeguata capacità ed esperienza in materia: la Croce Rossa Italiana e i Vigili del Fuoco. A partire dal 2009 il monitoraggio della radioattività ambientale nel Lazio ha registrato un significativo incremento del numero delle misure: 76 nel 2009, 170 nel 2010 e 401 nel 2011 (di cui 252 previste dal programma di monitoraggio e le restanti dovute al monitoraggio richiesto dall’ISPRA per l’evento di Fukushima e al monitoraggio dell’area di Borgo Sabotino [art. 15 c.1 bis L.R. 45/98 s.m.i.]. L’Agenzia, in linea con le direttive europee relative all’accesso alle informazioni, ha realizzato nel proprio sito web www.arpalazio.it una specifica sezione contenente i dati delle attività di monitoraggio delle radiazioni ionizzanti (http://www.arpalazio.net/main/agenti/). I risultati delle misure effettuate sono inseriti nel database RADIA all’interno del sistema informativo nazionale ambientale e trasmessi (www.radia.apat.it/radia) dall’ISPRA alla Commissione Europea in ottemperanza all’art. 36 del trattato EURATOM.LA rEtE DI MonItorAGGIo Il Piano di campionamento e misura della rete del Lazio (D.G.R. n.109/2011) è riportato nella tabella seguente. Tabella n. 1 Piano di campionamento e misura rete del Lazio8 Matrice AriaParticolato atmosfericoParametroFrequenza campionamentoFrequenza misure/reportingDose gammaContinuoMensileContinuoMensile (1)ContinuoSettimanale (1)137CsBeta totale Fallout137CsContinuoTrimestraleDetrito minerale organico sedimentabile (DMOS)137CsTrimestraleTrimestraleAcque superficiali137CsTrimestraleTrimestraleTrimestraleTrimestraleBeta totale Sedimenti lacustri/fluviali137CsTrimestraleTrimestraleVegetale acquatico di acqua dolce137CsTrimestraleTrimestraleAcqua di mare137CsSemestraleSemestraleSedimenti di mare137CsSemestraleSemestraleVegetale acquatico di mare137CsSemestraleSemestraleMolluschi137CsSemestraleSemestraleSuolo137CsSemestraleSemestraleAlfa totaleSemestraleSemestraleBeta totaleSemestraleSemestraleAcqua potabile Latte137CsTrimestraleTrimestraleDieta mista (pasti giornalieri)137CsTrimestraleTrimestrale(1) Su pacchetto composito; misure facoltative sui singoli filtri o sui pacchetti settimanali.Nell’ambito di ogni macro-area, con riferimento alle diverse matrici, sono stati definiti i punti di campionamento sulla base delle considerazioni riportate di seguito.MAtrIcE: ArIA PArAMEtro: rAtEo DI DosE EQuIVALEntE GAMMA La rete di misura comprende le stazioni appartenenti alla rete nazionale di sorveglianza ubicate nelle province di Rieti e Latina e due stazioni dell’ARPA Lazio nel centro di Roma e Viterbo. La rete, così configurata, è in grado di rilevare prontamente e in continuo l’eventuale aumento dei valori di rateo di dose gamma, in concomitanza con una eventuale diffusione di radioisotopi nell’aria.MAtrIcE: PArtIcoLAto AtMosFErIco, FALLout Il particolato atmosferico veicola i radioisotopi diffusi incontrollatamente negli eventi incidentali. Le stazioni di campionamento a basso flusso di particolato aerodisperso e di raccolta di fallout (deposizione secca e umida), ubicate tra Roma, Latina e Viterbo, consentono quindi di ottenere informazioni sull’andamento della distribuzione dei radioisotopi indagati.9Fig. 1 - Stazione di campionamento aria ViterboMAtrIcE: DEtrIto MInErALE orGAnIco sEDIMEntAbILE (DMos), sEDIMEntI LAcustrI/FLuVIALI Il DMOS rappresenta un veicolo di diffusione dei radioisotopi nei corpi idrici interni. I sedimenti, inoltre, forniscono informazioni sulla deposizione e sul decadimento degli stessi radioisotopi. Le stazioni di campionamento sono state individuate in base a due criteri: i punti sono situati in aree significative dei bacini idrici regionali allo scopo di monitorare l’eventuale trasporto di 137 Cs e, nel caso del fiume Tevere, di evidenziare eventuali contributi positivi nel passaggio attraverso il comune di Roma. Inoltre le stazioni sono state scelte per la contem-poranea presenza nell’area di una stazione di monitoraggio della qualità dell’acqua dell’ARPA Lazio, allo scopo di integrare i dati storici, relativi agli stessi punti, già in possesso della Regione Lazio.Fig. 2 - Attività di campionamento DMOSMAtrIcE: AcQuE suPErFIcIALI E VEGEtALE AcQuAtIco DI AcQuA DoLcE 10I siti di campionamento per le acque superficiali interne, poiché individuati con il medesimo criterio di scelta, coincidono con quelli dei sedimenti.MAtrIcE: AcQuA, sEDIMEntI E VEGEtALE AcQuAtIco DI MArE Il campionamento delle matrici marine è effettuato in punti sui transetti già utilizzati per il monitoraggio della qualità delle acque antistanti Tarquinia, Pomezia e Sabaudia (Rio Martino).Fig. 3 - Vegetale acquatico di mareMAtrIcE: MoLLuscHI Per il campionamento di molluschi, con finalità di monitoraggio ambientale, è stata identificata come area di campionamento la costa di Gaeta, dove sono presenti allevamenti di bivalvi.MAtrIcE: suoLo La deposizione al suolo dei radioisotopi, per via secca e umida e il loro decadimento è monitorato su terreno non perturbato da attività antropiche. Pertanto i siti di campionamento sono situati nelle macrozone di riferimento Nord, Centro e Sud, nel demanio pubblico e in punti particolarmente idonei alla valutazione del trasporto ambientale a causa di deposizione atmosferica secca e umida.MAtrIcE: AcQuA PotAbILE I parametri monitorati sull’acqua destinata al consumo umano, alfa totale e beta totale, sono necessari per la valutazione del rischio radiologico associato agli alimenti. Il campionamento, pertanto, è eseguito presso le reti di distribuzione con un bacino di utenza maggiore nelle macro aree Nord, Centro e Sud della regione.MAtrIcE: LAttE Il latte, in quanto matrice alimentare destinato ad essere consumato da una popolazione ad alto rischio, rappresenta un importante indicatore per evidenziare la presenza di radioisotopi nell’ambiente. I campionamenti sono eseguiti presso gli allevamenti locali, nelle macrozone di riferimento Nord, Centro e Sud.MAtrIcE: DIEtA MIstA (PAstI GIornALIErI) La valutazione del contenuto di 137 Cs negli alimenti viene effettuato attraverso l’analisi di pasti completi prelevati nelle mense delle macro aree Nord, Centro e Sud. Le stazioni di monitoraggio, le matrici, i parametri fisici analizzati e le frequenze di campionamento sono riportate in ALLEGATO. Nel corso del 2011 l’ARPA Lazio ha realizzato una significativa parte del programma (circa l’88%). Il mantenimento dell’attuale capacità di monitoraggio e la completa attuazione saranno possibili solamente se verranno superate le limitazioni nell’acquisizione di personale dedicato e nel reperimento di specifici finanziamenti.I LAborAtorI I laboratori coinvolti per la realizzazione del piano regionale sono: 1) ARPA Lazio Sezione di Viterbo - Via Maresciallo M.Romiti 50 - 01100 Viterbo [laboratorio di riferimento] 2) ARPA Lazio Sezione di Latina - Via Arrigo Serpieri, 3 - 04100 Latina 3) Laboratorio centrale della CRI - Via B. Ramazzini, 15 - 00151 Roma 4) Laboratorio NBCR - VV.F Roma - Via Genova, 3a - 00194 Roma11L’Agenzia ha stipulato con la Croce Rossa Italiana ed il Ministero dell’Interno - Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco di Roma - specifiche convenzioni per supportare la fase di avvio del programma di monitoraggio.Fig. 4 - Laboratorio Viterbo12Fig. 5 - Laboratorio CRI - cabina spettrometria gammaLe tecniche di misura attualmente disponibili sono riportate nella tabella seguente.tecniche di misura Spettrometria Gamma ad alta risoluzionexRateo di dose Gamma equivalentexScintillazione liquida-Conteggio Beta totalex90Sr-I-131Conteggio Alfa totale-Spettrometria Alfa-13Fig. 6 - Laboratorio di ViterboL’AnALIsI DEI DAtI MIsurAtI nEL 2011 Il programma di monitoraggio prevede un numero complessivo di misure pari a 280. Nel 2011 sono state effettuate 379 determinazioni analitiche, di cui una parte (non programmata) è riferibile all’intensificazione dei campionamenti di aria a seguito dell’incidente nucleare verificatosi nella centrale di Fukushima realizzati su richiesta dell’ISPRA in coordinamento con il Ministero dell’Ambiente della Tutela del territorio e del Mare e una parte al monitoraggio dell’area di Borgo Sabotino. Le misure riguardanti l’incidente sono risultate coerenti con quelle eseguite nelle altre regioni d’Italia, escludendo il rischio radiologico per l’ambiente o la popolazione. Nelle pagine seguenti si riporta lo stato di avanzamento relativo alle diverse matrici e una prima analisi dei valori misurati per l’anno 2011. Per ogni matrice di cui si ha disposizione il dato sperimentale è stato ottenuto il valore medio regionale. Questa informazione, poiché il numero di dati è molto limitato, non può avere valore statistico, ma permette una prima valutazione della qualità del dato.I valori medi sono stati confrontati con i valori di riferimento ottenuti dai rapporti ambientali di settore prodotti in Italia. Considerata la non disponibilità dei valori limite stabiliti dalla normativa a livello nazionale o comunitario per i parametri analizzati, è stato quindi riportato, ove esistente, il reporting level indicato nella Raccomandazione 2000/473/EURATOM. Il reporting level, corrisponde a una dose di circa 0.001 mSv anno e fornisce quindi un parametro di attenzione relativamente all’esposizione della popolazione. I dati ottenuti, pur non essendo consolidati, sono in linea con i valori ottenuti a livello nazionale dai laboratori che partecipano alla rete di monitoraggio RESORAD e, comunque, inferiori ai reporting level della Raccomandazione 2000/473/EURATOM.ArIA Dose Gamma: è stato predisposto e attivato il sistema di acquisizione dei dati delle centraline localizzate nel Lazio (Cittareale, Poggio Moiano, Priverno) appartenenti alla rete nazionale di sorveglianza gestita dall’ISPRA. Il sistema fornisce dati in continuo che vengono elaborati per ottenere medie mensili. Sono in fase di istallazione nei centri abitati di Roma, Latina e Viterbo le centraline acquistate dall’ARPA che alimenteranno il sistema di monitoraggio regionale e completeranno quanto previsto nella DGR n. 209/2011.14 Valore medio misuratoValore di riferimentoreporting Level**unità di misura125*Non disponibilenSv/h230 *Dato medio mensile della regione Toscana (2007, “Controllo della radioattività ambientale” Relazione ai sensi del comma 3 dell’articolo 15 della L.R. n. 32/2003) ** Raccomandazione 2000/473/EURATOMPArtIcoLAto AtMosFErIco Cs: Sono funzionanti a Viterbo (Subarea Nord) presso la Sezione provinciale dell’ARPA, a Roma (Subarea Centro) presso la sede ARPA di via Boncompagni e a Latina (dal mese di maggio 2011) presso la Sezione provinciale (Subarea Sud) campionatori di polveri totali sospese. Per la Subarea Nord è stato acquistato, ed è in funzione, un campionatore di polveri totali. Nel complesso sono state eseguite 76 misure. 137Valore medio misuratoValore di riferimentoreporting Level**unità di misura0.014*30mBq/m3Inferiore alla MAR (minima attività rilevabile) * APAT Rapporto 59/2005 ** Raccomandazione 2000/473/EURATOMBeta totale: sono state eseguite 65 misure relative alla Subarea Centro di cui 33 inferiori alla MAR. Valore medio misuratoValore di riferimentoreporting Level**unità di misuraInferiore a 1.7*5mBq/m31.2 (dato medio su 32 valori)* Dato regione Basilicata ARPAB, 2009 “Rapporto sulla radioattività ambientale in Basilicata anno 2008” ** Raccomandazione 2000/473/EURATOMFALLout La stazione di campionamento è stata predisposta presso la sede ARPA di Roma via G. Saredo. Sono state eseguite 10 misure relative alla Subarea Centro. I valori ottenuti sono tutti inferiori alla MAR. Valore medio misuratoValore di riferimentoreporting Level**unità di misura4.0*Non disponibileBq/m2Inferiore alla MAR (minima attività rilevabile) * APAT Rapporto 59/2005 ** Raccomandazione 2000/473/EURATOMDEtrIto MInErALE orGAnIco sEDIMEntAbILE (DMos) Le misure del DMOS sono svolte dalla Croce Rossa Italiana (CRI) e i punti di campionamento sono stati individuati sul Fiume Tevere in continuità con le stazioni monitorate negli anni passati in modo da avere una serie storica utile per una valutazione dei risultati più accurata. Sono state eseguite complessivamente 15 misure. Valore medio misurato4.8Valore di riferimentoreporting Level**unità di misura10*Non disponibileBq/kg*Dato medio mensile riportato della regione Toscana (2007, “Controllo della radioattività ambientale” Relazione ai sensi del comma 3 dell’articolo 15 della L.R. n. 32/2003) ** Raccomandazione 2000/473/EURATOMAcQuE suPErFIcIALI Cs: La CRI ha eseguito misure nelle stazioni di campionamento previste per un totale di 27 misure di cui 21 inferiori alla MAR.137Valore medio misuratoInferiore alla MAR (minima atti
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